Sulla natura dell’uomo

Un post che definirei “fanta-filosofico” quello scritto sotto da Stefano, infatti ho scelto di inserirlo nella categoria “filosofia e religione” che purtroppo sto trascurando da tempo! Riguardo a Biglino dei suoi testi conosco solo i titoli e ho una conoscenza indiretta delle sue teorie, quindi preferisco astenermi da giudizi. Osservo solo che la Bibbia si presta a facili strumentalizzazioni e regala una visibilità certa a chi sa sapientemente usarne il contenuto, anche se in questo caso le tesi sembrano essere sostenute da un bagaglio personale di conoscenze abbastanza solido.Comunque come dice chiaramente Stefano alla fine del post, l’esistenza di entità extraterrestri che avrebbero messo il loro zampino per “creare” l’uomo sulla terra non è né alternativa né tantomeno sostitutiva alla religione e all’esistenza di Dio! In nulla conoscere le nostre origini “aliene” può in qualche modo appagare la contingenza e la sete d’infinito insita nella natura umana! Poi a proposito di Jurassik Park, nel libro “Il mondo perduto” del grande Michael Crichton, Malcon il personaggio principale della serie, sotiene che la vita sulla terra più che una storia evolutiva è una storia di “estinzione” e che gli animali complessi si estinguono non a causa di mancati adattamenti evolutivi all’ambiente, ma invece a causa di rapidi e imprevedibili cambiamenti di comportamento. Riporto qui alcuni stralci del libro “Il mondo perduto” tratti da Wikipedia : “L’evoluzione è solo il risultato di una serie di mutazioni che si affermano o scompaiono. Giusto?” “Giusto”, confermò Arby. “Ma in questo concetto sono insiti alcuni problemi”, proseguì Malcolm. “In primo luogo, il problema tempo. Un singolo batterio – la più antica forma di vita – ha duemila enzimi. Gli scienziati hanno calcolato che per raccogliere a caso questi enzimi da un brodo primordiale occorrerebbe un tempo che varia da quaranta miliardi a cento miliardi di anni. Ma la terra ha solo quattro miliardi di anni. Quindi un processo casuale sembrerebbe troppo lento. Tanto più che sappiamo che i batteri sono comparsi solo quattrocento milioni di anni dopo il principio della Terra. La vita è comparsa molto rapidamente, ed è per questo che gli scienziati hanno ipotizzato che essa debba avere origini extraterrestri. Anche se, a mio avviso, questa non è una vera e propria risposta”. “D’accordo, ma…”. “Secondariamente, c’è un problema di coordinazione. Se si accetta la teoria attuale, allora tutta la straordinaria complessità della vita altro non è se non l’accumularsi di eventi casuali… una serie di eventi genetici riuniti insieme. Ma osservando attentamente gli animali, si direbbe che molti elementi debbano aver avuto un’evoluzione simultanea. Prendiamo per esempio i pipistrelli, che sono guidati dall’eco degli ultrasuoni da loro emessi. Per fare una cosa simile, molti elementi devono evolversi. I pipistrelli hanno bisogno di un apparato speciale per emettere suoni, di un udito speciale per udire l’eco, di un cervello speciale capace di interpretare i suoni, e di un corpo capace di scendere in picchiata per catturare gli insetti. Se tutte queste cose non si evolvono contemporaneamente, non vi è alcun vantaggio. E immaginare che tutto questo avvenga per puro caso è come immaginare che un tornado possa abbattersi su un cimitero di rifiuti industriali e mettere insieme un jumbo jet funzionante[2]. Difficile da credere”. (p. 240) Comunque la si pensi sembrerebbe proprio che il caso non esiste…

Stavo riflettendo sulle analisi, molto argute, che fa Mauro Biglino (noto traduttore di lingue antiche) sulla Bibbia e su altri testi antichi che provengono da varie parti del mondo e da varie civiltà. Vorrei però partire dalle considerazioni finali, che esulano un po’ dall’indagine sulla traduzione letterale.

L’uomo è un animale strano, molto strano, quasi impossibile! Anzi forse proprio impossibile!

Indipendentemente dall’intelligenza che ha, nettamente superiore a qualsiasi altro essere vivente su questo pianeta, che gli permette non solo di sopravvivere, ma anche di dominare tutta la materia, gran parte dell’energia e tutti gli altri esseri viventi.

Dal punto di vista strettamente evolutivo non sarebbe, per esempio, mai potuto sopravvivere, in quanto omeotermico (a sangue caldo), quasi privo di peli, piume o altro. Non solo per proteggersi dal freddo, ma anche dal sole. E’ l’unico! E’ l’unico animale costretto a “vestirsi” e ad abitare in un rifugio. Anche gli altri animali abitano in tane, ma non ne sono strettamente costretti pena la sopravvivenza. Questa perdita dei peli non può essere sopraggiunta in seguito ad un cambio di abitudini. Sono solo poche migliaia di anni che l’uomo si “veste” e, sempre evolutivamente, è un tempo infinitesimo! Non esiste un solo ambiente naturale in cui un bambino svezzato possa sopravvivere, senza avere alle spalle una comunità ed una antropizzazione artificiale dell’ambiente.

Altra cosa: i capelli. Non esiste proprio che i capelli crescano all’infinito, sono un impiccio assoluto! Quale animale potrebbe sopravvivere se dopo due passi inciampa sui suoi capelli e cade. Se dopo quattro passi i capelli si intrecciano a qualche ramo e si ferma dolorosamente. Noi invece siamo stati costretti ad inventare qualsiasi cosa possa tagliarceli artificialmente periodicamente. E non avremmo potuto essercelo inventato prima dell’estinzione.

Inoltre: siamo degli animali veramente sfigati, non abbiamo né artigli né zanne per essere carnivori, e non abbiamo alcuna competitività nel correre veloci, che hanno gli erbivori, nella nostra ridotta capacità motoria data dall’aver dedicato solo due arti alla locomozione. Non abbiamo inoltre corna o altre armi difensive. Per quanto le mani siano l’attrezzo più utile sia mai stato concepito e che fa di noi degli animali raccoglitori e manipolatori dell’ambiente, prima di “inventare” la clava ci saremmo sicuramente estinti.

Ancora: Visto l’enorme sviluppo che ha la nostra scatola cranica, fin dalla fase fetale, per via della dimensione del cervello, siamo costretti a nascere in uno stato prematuro ed assolutamente dipendente dalle cure parentali per un tempo lunghissimo. E’ stato calcolato che per essere al pari degli altri primati dovremmo nascere almeno al 13° o 14° mese di gestazione, purtroppo però, in quel caso, saremmo tutti figli unici poiché nel parto uccideremmo nostra madre.

In pratica, se non avessimo la nostra brava intelligenza non potremmo in nessun caso sopravvivere, figuriamoci poi diventare i padroni del mondo…

Ci sono poi un paio di cosine curiose, forse più di due, ma io conosco queste: tutti i primati hanno 24 coppie di cromosomi e quindi possono riprodursi tra specie diverse, non lo prediligono, ma potrebbero farlo. Gli incroci sarebbero probabilmente non, evolutivamente, vincenti, ma possibili. Noi siamo a tutti gli effetti dei primati, ma abbiamo solo 23 coppie di cromosomi. Condividiamo il 98% dei geni dei bonobo ed il 95% degli scimpanzé o dei gorilla, ma non possiamo incrociarci con loro. Abbiamo meno differenze di quelle che ci sono, per esempio, tra cavalli ed asini, ma loro possono incrociarsi e noi no! Ma la cosa ancora di più strana è che uno dei nostri cromosomi è lungo esattamente il doppio degli altri. In pratica abbiamo tutti gli stessi geni di tutti gli altri primati, ma non possiamo incrociarci. Sembra quasi fatto apposta! Sembra solo o… è stato fatto apposta?

Altra cosina: negli esperimenti fatti da individui che volontariamente si sono isolati dall’alternanza giorno/notte naturale, per esempio in caverne profonde come il Montalbini di Montemarciano, è risultato che l’uomo alla fine si stabilizza, nei propri bioritmi, ad una cadenza di circa 25 ore e non 24. Altri esperimenti hanno invece dimostrato che tutti gli altri animali e tutte le piante mantengono i propri bioritmi a 24 ore. Solo noi… ma noi siamo di questo pianeta o proveniamo da un pianeta più lento?

E torniamo a bomba alle traduzioni dai testi antichi! Parlano di esseri che vengono dalle stelle, che hanno tecnologie mirabolanti e mezzi volanti (è ovvio che li abbiano scambiati per Dei), che operano interventi di ingegneria genetica per procurarsi degli operai/schiavi, che isolano le loro “creature” in territori/laboratori (il famoso paradiso terrestre) per i loro esperimenti (vi ricordate il film Jurassic Park?), salvo poi scacciarli quando cominciano a riprodursi ed a rendersi indipendenti (la cacciata dall’Eden). E non ne parla solo la Bibbia, ma anche i Veda indiani, i Testi Sumero/Arcadici, eccetera. Con l’unica differenza che questi esseri vengono chiamati una volta Elohim (che è un termine plurale), una volta Anunnachi… o Giganti, eccetera.

Tutto questo, ovviamente ed a beneficio dei credenti, non esclude la tesi per cui a creare il tutto sia stato un Dio o più Dei… o una intelligenza che tutto pervade, o un Grande Architetto, eccetera, poiché, se questi esseri hanno “creato” noi, resta il problema di scoprire chi ha creato loro… sempre che sia necessario un creatore (e questo è a beneficio degli atei).

Come diceva Arbore: “Meditate gente, meditate!”

Giro tondo

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Giudizio universale – Beato Angelico

Giro, giro tondo

casca il mondo

casca la terra

tutti giù per terra.

 

Una filastrocca per esorcizzare la morte, probabilmente di origini inglesi, inventata al tempo della peste nera quando mieteva vittime a migliaia e lasciava pochi dubbi sulla triste sorte di noi miseri umani.

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Barrea e il suo lago

Sulle sponde del lago di Barrea, formato da uno sbarramento artificiale all’inizio degli anni 50, nel 2005 a seguito di lavori realizzati per una pista ciclabile, è stata rinvenuta una necropoli sannita risalente al primo secolo avanti Cristo, gli antichi abitanti della valle del fiume Sangro appunto. Essa ha proprio una forma circolare, i defunti “tutti giù per terra” ma comunque vicini alla luce, a pochi centimetri dalla superficie, sono riaffiorati a ricordarci insieme alle nostre fiere origini “italiche”,  il legame con l’eternità che il cerchio, figura senza inizio e senza fine, simboleggia da sempre.

Il nome Italia deriva dall’antica lingua dei sanniti e significa libertà: dalle oppressioni, dalle ingiustizie e forse perfino dalla morte. La libertà è un peso per niente lieve da portare, un diritto ma anche un dovere per ogni uomo e di ogni popolo che creda nella vita (il cerchio) e giochi con la paura e con la morte (tutti giù per terra) esorcizzandola ancora e ancora e ancora verso l’infinito.