San Giuseppe Moscati

Giuseppe Moscati (1880-1927) 
laico 

… Non sono tuttavia unicamente e neppure principalmente le doti geniali ed i successi clamorosi del Moscati – la sua sicura metodologia innovatrice nel campo della ricerca scientifica, il suo colpo d’occhio diagnostico fuori del comune – che suscitano la meraviglia di chi lo avvicina. Più di ogni altra cosa è la sua stessa personalità che lascia un’impressione profonda in coloro che lo incontrano, la sua vita limpida e coerente, tutta impregnata di fede e di carità verso Dio e verso gli uomini. Il Moscati è uno scienziato di prim’ordine; ma per lui non esistono contrasti tra la fede e la scienza: come ricercatore è al servizio della verità e la verità non è mai in contraddizione con se stessa né, tanto meno, con ciò che la Verità eterna ci ha rivelato. L’accettazione della Parola di Dio non è, d’altronde, per il Moscati un semplice atto intellettuale, astratto e teorico: per lui la fede è, invece, la sorgente di tutta la sua vita, l’accettazione incondizionata, calda ed entusiasta della realtà del Dio personale e dei nostri rapporti con lui.

Giuseppe Moscati dimostra una sensibilità acuta per le sofferenze fisiche altrui; ma il suo sguardo non si ferma ad esse: penetra fino agli ultimi recessi del cuore umano. Vuole guarire o lenire le piaghe del corpo, ma è, al tempo stesso, profondamente convinto che anima e corpo sono tutt’uno e desidera ardentemente di preparare i suoi fratelli sofferenti all’opera salvifica del Medico Divino.

Quando, il 12 aprile 1927, il Moscati muore improvvisamente, stroncato in piena attività, a soli 46 anni, la notizia del suo decesso viene annunciata e propagata di bocca in bocca con le parole: ” È morto il medico santo “. Queste parole, che riassumono tutta la vita del Moscati, ricevono oggi il suggello ufficiale della Chiesa.

Giuseppe Moscati

Ho preso spunto dalla foto e dalle parole citate dal professore Paolo Bellavite per ricordare brevemente questo incredibile personaggio. Dobbiamo ripartire da chi ha fatto un esempio per gli altri della propria vita. Le parole che incorniciano la foto all’inizio del post sono più attuali che mai e fanno riflettere. Viviamo così assuefatti dalla menzogna che non riusciamo più a distinguere il bene dal male, eppure… Cliccando sul link sopra potrete leggere la descrizione completa sul sito Vatican va di cui io ho fatto un riassunto.

La Guida

Vorrei fuggire lontano,

dimenticare, riposare il mio Io

nel limbo oscuro del non-Essere,

inconsapevole della paura

compagna fedele

da tempo immemorabile.

Non ho mai saputo vivere

sopraffatto dalla violenza

dei miei stessi giudizi,

ed ora la paura mi schiaccia,

è un fardello troppo pesante

da sopportare,

scava nell’animo ferito,

inquieto, lontano da ogni certezza,

solcato da un fiume di sofferenza

cosi tanta che sembra non fare parte

della mia esperienza,

eppure so che mi appartiene

perché lascia le sue tracce nel dolore.

Non ho più argini nel cuore

trabocca, annego in ogni istante

eppure vivo…

riemerge sempre la speranza

forse c’è una fede innata,

una Guida, piccola luce

nel buio dell’Essere…

ma non posso più esprimermi

non so dire nulla di Lei

pensieri, parole, non so…

c’è solo il sentire il suo soffio,

la sua accettazione che mi tiene a galla

circondato dalla paura,

dal Mistero inesprimibile

della nostra vita.

E’ qui che devo stare

per sciogliere i nodi che mi stringono

le dolenti membra.

E’ qui che devo stare

accettare il reale

e ciò che sono

oltre l’apparenza,

perché è in questo che consiste

il nostro doloroso mistero.

Dualistici sono i sogni

veli opachi sulla vita

e ci piace ingannare noi stessi

fingendoci felici.

Ma è qui che devo stare

essere responsabile

di ciò che è Vero,

oltre le maschere e le finzioni

su cui costruiamo le nostre vite.

Poesia già pubblicata https://opinioniweb.blog/2018/08/01/la-guida/

Quel dolore

Capita di capire cos’è la vita

quel dolore

è immenso, io lo so

cos’hai provato

lo faccio mio e taccio

Fra le onde siamo naufraghi

senza meta

Se c’è un senso

se c’è

la giustizia é la sua trama inestricabile

Lassù volano gli angeli

torneranno mai a parlarci d’amore?

Quel buio sconfinato é solo ombra

dolore che vive insieme a noi

non abbiamo occhi per vedere

mistero, trascendenza… è inutile cercare

Chi già ha attraversato l’abisso

non può cambiare il nostro destino

sfiorare, con un soffio, solitarie esistenze

No, siamo soli!

Quel dolore è la forma del vuoto

segno della nostra natura contingente

nel silenzio arriverà forse un suono

esigenza di una pienezza inesauribile

nota mai suonata

L’umanità, senza Dio, non ha voce

Ascensione

Il 26 maggio di quest’anno ricorre la solennità dell’Ascensione di Gesù. L’Ascensione è l’ultimo episodio della presenza terrena di Gesù, narrato da Luca nel suo Vangelo (Lc 24,51) e negli Atti degli Apostoli (Atti 1,9-11) e dalle Lettere di San Paolo.

Insieme alla Pasqua e alla Pentecoste è una delle solennità più importanti per la cristianità, collocata liturgicamente il giovedì successivo alla quinta domenica dopo Pasqua, in un intervallo di quaranta giorni fra le due feste, in accordo con l’indicazione temporale data dagli Atti.
Per il cristianesimo, l’Ascensione è l’avvenimento che rappresenta il compimento definitivo della missione di Gesù: Egli si congeda dai discepoli nella gloria; tuttavia, pur non essendo più fisicamente visibile, rimane presente nel mondo grazie alla Sua parola e all’opera di evangelizzazione affidata agli Apostoli, che benedirà prima di lasciare, ponendo la premessa per la discesa su di loro dello Spirito Santo. L’Uomo-Dio, compiuta la sua missione nel mondo, ritorna al suo principio, descrivendo un circolo. Gesù stesso lo sintetizza: «Io sono uscito dal Padre e venni nel mondo; ora lascio il mondo e vado al Padre» (Gv 16,28).

L’Ascensione rappresenta l’umanità – debole, sofferente, devastata dal male fisico e morale – che attraverso Cristo entra definitivamente nella pienezza divina in anima e corpo.

La prima testimonianza della festa dell’Ascensione, è data dallo storico delle origini della Chiesa, il vescovo di Cesarea, Eusebio (265-340); la festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune Nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti.
In Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la CEI ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua.

Santa Rita

La Santa di Cascia fu devota alla passione di Cristo per tutta la sua esistenza terrena. Un venerdì santo durante una delle sue intense preghiere supplicò Gesù di associarla alla sua passione e a quel punto un raggio di luce, partito dal crocifisso, andò a riflettersi sul suo capo e una spina del crocifisso davanti a cui stava pregando le si confisse in fronte. La profonda ferita diventò una piaga insanabile che le causò dolore. Inoltre produceva un tale fetore che costrinse la Santa a restare in solitudine a parlare con Dio. Alla fine dei suoi giorni, malata e costretta a letto, Rita chiese a una sua cugina venuta in vista da Roccaporena di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna, per farne dono alle consorelle. Ma siamo in inverno e la cugina la asseconda, pensandola nel delirio della malattia. Tornata a casa, la giovane parente trova in mezzo alla neve una rosa e due fichi e, stupefatta, subito torna a Cascia per portarli a Rita. In punto di morte, Rita da Cascia, sentì la voce di Gesù e della madre defunta che la invitavano a entrare nella dimora celeste. Era il 22 maggio del 1439.

Per chi non l’avesse già letto altre notizie su Santa Rita potete trovarle qui https://opinioniweb.blog/2020/05/17/santa-rita-e-le-api/

Limiti

Il mondo è abbastanza ricco per soddisfare i bisogni di tutti, ma non lo è per soddisfare l’avidità di ciascuno.

Mahatma Gandhi

Vero, ma purtroppo per noi la scelta che dobbiamo fare è fra Gandhi e sta roba qui :

https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1323168/overshoot-day-2022-litalia-ha-esaurito-le-risorse-naturali.html

Non ci sono alternative, se uno pensa che ci sia un’oncia di verità nell’agenda mondialista automaticamente esclude Gandhi. Idem se pensa che il vero si nasconde nella saggezza gandiana, in nulla compatibile con le verità “di fede” mondialiste.

Non esiste una natura “astratta e separata” dall’essere umano. C’è piuttosto un equilibrio precario ma pur sempre necessario tra sviluppo e natura; così come c’è una capacità dell’uomo di trascendere la natura stessa di cui fa parte.

Ma estrapoliamo alcune perle dall’articolo sopra:

“Per invertire la tendenza però non basta diminuire i consumi, dovremmo invece andare in negativo, quindi quando finisce l’anno dovremmo avere ancora risorse. Ma forse è pura utopia.

Immaginate di ridurre drasticamente l’alimentazione, l’energia, non costruire più case e tutto ciò che ha a che fare con l’edilizia. Stop alle auto e all’elettricità e al riscaldamento. Sono questi i fattori che determinano l’Over Shooting.

Vi ricorda qualcosa? Razionare l’energia e abbassare drasticamente i consumi è il neo-mantra per dare il nostro contributo alla pace. Oltre naturalmente ad inviare armi.

Comunque io ho già deciso, sto con Gandhi perché l’avidità, come la stupidità sono indiscutibilmente più dannosi e insostenibili di qualsiasi altro spreco che l’uomo possa fare. E voi con chi state?

Soltanto l’idea…

Alaska Mountains by NASA Goddard Photo and Video is licensed under CC-BY 2.0

Non l’amore, ma i suoi dintorni valgono la pena…

La sublimazione dell’amore illumina i suoi fenomeni con maggiore chiarezza della stessa esperienza. Ci sono verginità di grande comprensione. Agire compensa ma confonde. Possedere significa essere posseduto e dunque perdersi. Soltanto l’idea raggiunge, senza sciuparsi, la conoscenza della realtà.

Tratto da Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, Feltrinelli

Sant’Agostino, il tempo e l’Eternità

Non si può propriamente dire che i tempi siano tre:

passato, presente, futuro.

Sarebbe più proprio dire:

il presente del passato,

il presente del presente,

il presente del futuro.

Essi sono tutti e tre nell’anima.

Il presente del passato è la memoria.

Il presente del presente è la visione.

Il presente del futuro è l’attesa.

Nel libro le Confessioni Agostino relativamente alla suo modo di concepire il tempo dice:

«Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so».

Agostino conclude poi che il tempo è in realtà una dimensione dell’anima:

<<È in te, spirito mio, che misuro il tempo.>>

Qui la coscienza umana si dilata sino ad abbracciare nel presente la dimensione del passato e del futuro, il soggetto raccoglie in unità le esperienze altrimenti disperse nel tempo, il quale si traduce quindi in una relazione tra le cose.

La dimensione temporale è perciò per Agostino una dimensione soggettiva e compito dell’essere umano è puntare a trascendere questa dimensione puntando all’unione con Dio, l’Eterno:

«Il tempo è perciò il luogo della perdizione, ma anche della salvezza, perché in esso l’uomo decide se attaccarsi ai beni di questo mondo o servirsene per elevarsi a Dio»

La Pasqua ebraica e cristiana

Mi scuso fin da subito per le imprecisioni fatte, è solo una veloce escursione attraverso queste due grandi religioni attraverso la festa di Pasqua!

Il calendario ebraico è un calendario lunare, ciò significa che i mesi sono determinati dalla Luna nuova (cioè quando il primo spicchio appare dopo la completa oscurità della Luna); invece il calendario solare (è il calendario che usiamo noi) si fonda sul tempo che impiega la Terra a girare intorno al Sole.

La definizione più esatta del calendario ebraico è in realtà   “calendario lunisolare”, perché si basa sia sul ciclo della luna sia su quello delle stagioni. Per compensare la durata del ciclo lunare si alternano anni con 12 e anni con 13 mesi. Ma anche mesi da 29 e mesi da 30 giorni. Nel calendario ebraico, il giorno comincia al tramonto (non dalla mezzanotte come per noi). In questo modo, l’ora d’inizio della giornata cambia di continuo durante tutto l’anno!

        I nomi dei mesi:

  • Nissan (primo mese secondo la Bibbia, è di 30 giorni)
  • Iyar (29 giorni)
  • Sivan (30 giorni)
  • Tammuz (29 giorni)
  • Av (30 giorni)
  • Elul (29 giorni)
  • Tishrì (primo mese dell’anno secondo la tradizione ebraica, è di 30 giorni)
  • Cheshvan (29 o 30 giorni)
  • Kislev (29 o 30 giorni)
  • Tevet (29 giorni)
  • Shevat (30 giorni)
  • Adar (29° 30 giorni)

La festività di Pèsach  (Pasqua) dura otto giorni e cade in primavera dal 15 fino al 22 del mese di Nissàn, (fine Marzo-  primi di Aprile). Essa celebra l’esodo del popolo ebraico dall’Egitto. Pesach indica particolarmente la cena rituale celebrata nella notte fra il 14 e il 15 del mese di Nisan in ricordo di quella che aveva preceduto la liberazione dalla schiavitù in Egitto; i successivi sette giorni vengono chiamati Festa dei Pani non lievitati (o Festa dei Pani Azzimi). Questa settimana trae origine da un’antica festa per il raccolto delle prime spighe d’orzo e il loro utilizzo per preparare focacce senza lasciare il tempo necessario per il formarsi di nuovo lievito e così ottenere la fermentazione della nuova farina. La pesach, quindi, segna il principio della primavera ed è anche chiamata Chag haaviv, cioè “festa della primavera” Le osservanze principali sono: evitare di mangiare e di possedere cibi lievitati, bere quattro bicchieri di vino e mangiare pane azzimo ed erbe amare, raccontare la storia dell’Esodo.

  • La festa di Pasqua, Pesach, ricorda la liberazione degli ebrei dalla schiavitù egiziana, attraverso il passaggio del Mar Rosso
  • La festa delle luci, Hanukkah, ricorda la lampada che bruciò per otto giorni nel Tempio senza più olio. Inizia al tramonto del 24 del mese di Kislev e dura 8 giorni (fine novembre-inizio di dicembre).

LA PASQUA E’ UNA FESTA CHE CAPITA SEMPRE IN PRIMAVERA.

Anche per i cristiani la festa di Pasqua è una festa “mobile” perché viene calcolata in base alla prima luna piena di Primavera. Ci sono tre regole per capire quando sarà Pasqua:

  1. Deve essere iniziata la Primavera (il 21 marzo)
  2. Deve esserci stata la Luna piena
  3. Deve essere domenica

Quest’anno per esempio la Primavera è iniziata il 21 di Marzo, ma la prima Luna piena di primavera sarà sabato 16 Aprile, ecco quindi che la Pasqua capiterà la domenica successiva, cioè il 17 Aprile 2022.

LA PASQUA DEI CRISTIANI CELEBRA LA RISURREZIONE DI GESU’

La settimana santa inizia dalla Domenica delle Palme e termina con la Domenica di Pasqua.

1 La domenica delle palme apre i riti della Settimana Santa e ricorda il momento in cui la folla accolse con gioia il passaggio di Gesù verso Gerusalemme.

2 Il giovedì santo ricorda l’ultima cena di Gesù, durante la quale egli istituì l’Eucarestia e lavò i piedi agli apostoli..

3 Il venerdì santo si fa memoria della passione e della morte di Gesù.


4 Il sabato santo è il giorno del silenzio. Il corpo di Gesù giace nel sepolcro.
La notte tra il sabato santo e la domenica di Pasqua si celebra la veglia pasquale, il momento principale di tutto l’anno cristiano.

5 Cristo è risorto, è veramente risorto! Questo è l’annuncio che risuona in tutte le chiese del mondo la domenica di Pasqua. Gesù è vivo e ha vinto la morte! Il sacerdote è vestito di bianco, segno della gioia pasquale, della luce e della vita.

Costruttore autorizzato di arcobaleni

Due frecce non fanno un arco

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approccio alternativo

Attualità e curiosità con spontaneità

Il mio ''branding''

Unicità, differenze ed evidenze!

Vita da Panda

Deliri di un povero Panda

in montagna di lunedì

foto ed esperienze a spasso per le sole montagne modenesi (o quasi)

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