Santa Rita

La Santa di Cascia fu devota alla passione di Cristo per tutta la sua esistenza terrena. Un venerdì santo durante una delle sue intense preghiere supplicò Gesù di associarla alla sua passione e a quel punto un raggio di luce, partito dal crocifisso, andò a riflettersi sul suo capo e una spina del crocifisso davanti a cui stava pregando le si confisse in fronte. La profonda ferita diventò una piaga insanabile che le causò dolore. Inoltre produceva un tale fetore che costrinse la Santa a restare in solitudine a parlare con Dio. Alla fine dei suoi giorni, malata e costretta a letto, Rita chiese a una sua cugina venuta in vista da Roccaporena di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna, per farne dono alle consorelle. Ma siamo in inverno e la cugina la asseconda, pensandola nel delirio della malattia. Tornata a casa, la giovane parente trova in mezzo alla neve una rosa e due fichi e, stupefatta, subito torna a Cascia per portarli a Rita. In punto di morte, Rita da Cascia, sentì la voce di Gesù e della madre defunta che la invitavano a entrare nella dimora celeste. Era il 22 maggio del 1439.

Per chi non l’avesse già letto altre notizie su Santa Rita potete trovarle qui https://opinioniweb.blog/2020/05/17/santa-rita-e-le-api/

Limiti

Il mondo è abbastanza ricco per soddisfare i bisogni di tutti, ma non lo è per soddisfare l’avidità di ciascuno.

Mahatma Gandhi

Vero, ma purtroppo per noi la scelta che dobbiamo fare è fra Gandhi e sta roba qui :

https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1323168/overshoot-day-2022-litalia-ha-esaurito-le-risorse-naturali.html

Non ci sono alternative, se uno pensa che ci sia un’oncia di verità nell’agenda mondialista automaticamente esclude Gandhi. Idem se pensa che il vero si nasconde nella saggezza gandiana, in nulla compatibile con le verità “di fede” mondialiste.

Non esiste una natura “astratta e separata” dall’essere umano. C’è piuttosto un equilibrio precario ma pur sempre necessario tra sviluppo e natura; così come c’è una capacità dell’uomo di trascendere la natura stessa di cui fa parte.

Ma estrapoliamo alcune perle dall’articolo sopra:

“Per invertire la tendenza però non basta diminuire i consumi, dovremmo invece andare in negativo, quindi quando finisce l’anno dovremmo avere ancora risorse. Ma forse è pura utopia.

Immaginate di ridurre drasticamente l’alimentazione, l’energia, non costruire più case e tutto ciò che ha a che fare con l’edilizia. Stop alle auto e all’elettricità e al riscaldamento. Sono questi i fattori che determinano l’Over Shooting.

Vi ricorda qualcosa? Razionare l’energia e abbassare drasticamente i consumi è il neo-mantra per dare il nostro contributo alla pace. Oltre naturalmente ad inviare armi.

Comunque io ho già deciso, sto con Gandhi perché l’avidità, come la stupidità sono indiscutibilmente più dannosi e insostenibili di qualsiasi altro spreco che l’uomo possa fare. E voi con chi state?

Soltanto l’idea…

Alaska Mountains by NASA Goddard Photo and Video is licensed under CC-BY 2.0

Non l’amore, ma i suoi dintorni valgono la pena…

La sublimazione dell’amore illumina i suoi fenomeni con maggiore chiarezza della stessa esperienza. Ci sono verginità di grande comprensione. Agire compensa ma confonde. Possedere significa essere posseduto e dunque perdersi. Soltanto l’idea raggiunge, senza sciuparsi, la conoscenza della realtà.

Tratto da Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, Feltrinelli

Sant’Agostino, il tempo e l’Eternità

Non si può propriamente dire che i tempi siano tre:

passato, presente, futuro.

Sarebbe più proprio dire:

il presente del passato,

il presente del presente,

il presente del futuro.

Essi sono tutti e tre nell’anima.

Il presente del passato è la memoria.

Il presente del presente è la visione.

Il presente del futuro è l’attesa.

Nel libro le Confessioni Agostino relativamente alla suo modo di concepire il tempo dice:

«Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so».

Agostino conclude poi che il tempo è in realtà una dimensione dell’anima:

<<È in te, spirito mio, che misuro il tempo.>>

Qui la coscienza umana si dilata sino ad abbracciare nel presente la dimensione del passato e del futuro, il soggetto raccoglie in unità le esperienze altrimenti disperse nel tempo, il quale si traduce quindi in una relazione tra le cose.

La dimensione temporale è perciò per Agostino una dimensione soggettiva e compito dell’essere umano è puntare a trascendere questa dimensione puntando all’unione con Dio, l’Eterno:

«Il tempo è perciò il luogo della perdizione, ma anche della salvezza, perché in esso l’uomo decide se attaccarsi ai beni di questo mondo o servirsene per elevarsi a Dio»

La Pasqua ebraica e cristiana

Mi scuso fin da subito per le imprecisioni fatte, è solo una veloce escursione attraverso queste due grandi religioni attraverso la festa di Pasqua!

Il calendario ebraico è un calendario lunare, ciò significa che i mesi sono determinati dalla Luna nuova (cioè quando il primo spicchio appare dopo la completa oscurità della Luna); invece il calendario solare (è il calendario che usiamo noi) si fonda sul tempo che impiega la Terra a girare intorno al Sole.

La definizione più esatta del calendario ebraico è in realtà   “calendario lunisolare”, perché si basa sia sul ciclo della luna sia su quello delle stagioni. Per compensare la durata del ciclo lunare si alternano anni con 12 e anni con 13 mesi. Ma anche mesi da 29 e mesi da 30 giorni. Nel calendario ebraico, il giorno comincia al tramonto (non dalla mezzanotte come per noi). In questo modo, l’ora d’inizio della giornata cambia di continuo durante tutto l’anno!

        I nomi dei mesi:

  • Nissan (primo mese secondo la Bibbia, è di 30 giorni)
  • Iyar (29 giorni)
  • Sivan (30 giorni)
  • Tammuz (29 giorni)
  • Av (30 giorni)
  • Elul (29 giorni)
  • Tishrì (primo mese dell’anno secondo la tradizione ebraica, è di 30 giorni)
  • Cheshvan (29 o 30 giorni)
  • Kislev (29 o 30 giorni)
  • Tevet (29 giorni)
  • Shevat (30 giorni)
  • Adar (29° 30 giorni)

La festività di Pèsach  (Pasqua) dura otto giorni e cade in primavera dal 15 fino al 22 del mese di Nissàn, (fine Marzo-  primi di Aprile). Essa celebra l’esodo del popolo ebraico dall’Egitto. Pesach indica particolarmente la cena rituale celebrata nella notte fra il 14 e il 15 del mese di Nisan in ricordo di quella che aveva preceduto la liberazione dalla schiavitù in Egitto; i successivi sette giorni vengono chiamati Festa dei Pani non lievitati (o Festa dei Pani Azzimi). Questa settimana trae origine da un’antica festa per il raccolto delle prime spighe d’orzo e il loro utilizzo per preparare focacce senza lasciare il tempo necessario per il formarsi di nuovo lievito e così ottenere la fermentazione della nuova farina. La pesach, quindi, segna il principio della primavera ed è anche chiamata Chag haaviv, cioè “festa della primavera” Le osservanze principali sono: evitare di mangiare e di possedere cibi lievitati, bere quattro bicchieri di vino e mangiare pane azzimo ed erbe amare, raccontare la storia dell’Esodo.

  • La festa di Pasqua, Pesach, ricorda la liberazione degli ebrei dalla schiavitù egiziana, attraverso il passaggio del Mar Rosso
  • La festa delle luci, Hanukkah, ricorda la lampada che bruciò per otto giorni nel Tempio senza più olio. Inizia al tramonto del 24 del mese di Kislev e dura 8 giorni (fine novembre-inizio di dicembre).

LA PASQUA E’ UNA FESTA CHE CAPITA SEMPRE IN PRIMAVERA.

Anche per i cristiani la festa di Pasqua è una festa “mobile” perché viene calcolata in base alla prima luna piena di Primavera. Ci sono tre regole per capire quando sarà Pasqua:

  1. Deve essere iniziata la Primavera (il 21 marzo)
  2. Deve esserci stata la Luna piena
  3. Deve essere domenica

Quest’anno per esempio la Primavera è iniziata il 21 di Marzo, ma la prima Luna piena di primavera sarà sabato 16 Aprile, ecco quindi che la Pasqua capiterà la domenica successiva, cioè il 17 Aprile 2022.

LA PASQUA DEI CRISTIANI CELEBRA LA RISURREZIONE DI GESU’

La settimana santa inizia dalla Domenica delle Palme e termina con la Domenica di Pasqua.

1 La domenica delle palme apre i riti della Settimana Santa e ricorda il momento in cui la folla accolse con gioia il passaggio di Gesù verso Gerusalemme.

2 Il giovedì santo ricorda l’ultima cena di Gesù, durante la quale egli istituì l’Eucarestia e lavò i piedi agli apostoli..

3 Il venerdì santo si fa memoria della passione e della morte di Gesù.


4 Il sabato santo è il giorno del silenzio. Il corpo di Gesù giace nel sepolcro.
La notte tra il sabato santo e la domenica di Pasqua si celebra la veglia pasquale, il momento principale di tutto l’anno cristiano.

5 Cristo è risorto, è veramente risorto! Questo è l’annuncio che risuona in tutte le chiese del mondo la domenica di Pasqua. Gesù è vivo e ha vinto la morte! Il sacerdote è vestito di bianco, segno della gioia pasquale, della luce e della vita.

Ogni cosa ha il suo tempo

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

2C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
3Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
5Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per conservare e un tempo per buttar via.
7Un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica?

10Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. 11Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine.

Qo 3,1-11 Bibbia libro del Qoèlet

L’ultimo messaggio di Koko

Nata il 4 luglio 1971 allo zoo di San Francisco, cominciò ad imparare la lingua dei segni con la dottoressa Francine “Patty” Patterson come parte dello Stanford University project a partire dal 1974. Aveva imparato 1000 segni per comunicare con gli esseri umani ed è diventata la prova concreta che gli animali sono in grado di provare stati empatici che Koko comunicava proprio attraverso i segni. Noam Chomsky affermò che Koko non produceva davvero un linguaggio perché si esprimeva solo a parole e non con delle frasi. Forse il problema è quello di voler antropomorfizzare gli animali, essi anche quando imparano modalità umane di vita si sintonizzano solo su alcuni aspetti del nostro mondo mentale. Siamo stati noi uomini ad addestrare Koko o è stata lei ad avvicinarsi al nostro mondo? Il messaggio “ecologico” che potete vedere nel video è forse frutto di un copione o è spontaneo? A me sembra molto “umano” ma ciò non significa che non sia frutto di un pensiero di Koko. Piuttosto la costante frequenza umana potrebbe aver fay superare la simbiosi fra animale e natura portando una parziale consapevolezza del suo esserne parte, Oltre l’istinto c’è la coscienza di essere, la nascita della consapevolezza del tutto e delle proprie parti, in una parola l’essere persona. E qui entriamo nell’ambito del mistero: il mistero dell’uomo e della sua autocoscienza, il mistero della natura e il suo essere madre generatrice di vita, il mistero di Dio e del suo Amore che fa muovere l’Universo!

Nostra Signora di Lourdes

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:France-002009_-_Our_Lady_of_Lourdes_(15774765182).jpg

L’11 febbraio 1858 la Madonna apparve per la prima volta a Bernardette Subirous nella grotta di Massabielle. Da allora, questo luogo è divenuto meta incessante di pellegrinaggi da ogni parte del mondo. Sono circa una settantina i miracoli di guarigione giudicati inspiegabili e riconosciuti dalla Chiesa. L’11 febbraio, come voluto dal papa San Giovanni Paolo II, la Chiesa celebra la Giornata mondiale del malato.

La Vergine le apparve per ben diciotto volte a Bernadette in una grotta, lungo il fiume Gave. Le parlò e le indicò il punto in cui scavare con le mani per trovare quella che si rivelerà una sorgente d’acqua, al contatto con la quale sarebbero scaturiti molti miracoli. Tutto ebbe inizio giovedì, 11 febbraio 1858, quando Bernadette si recò a raccogliere legna secca nel greto del fiume Gave, insieme ad una sorella e ad una loro amica. Un rumore che proveniva dal cespuglio che si trovava nella grotta attirò la ragazzina alla quale apparve la Vergine presentandosi come Immacolata concezione e confermando quindi  il dogma del concepimento immacolato di Maria promulgato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854, quattro anni prima. Bernadette aveva solo 14 anni!

Il 18 febbraio, finalmente, la Signora parla. “Non vi prometto di farvi felice in questo mondo – le dice – , ma nell’altro. Volete farmi la cortesia di venire qui per quindici giorni?”. La Signora, quindi, confida a Bernadette tre segreti che la giovane deve tenere per sé e non rivelare mai a nessuno.

La veggente visse da religiosa il messaggio di penitenza e di preghiera che aveva ricevuto alla grotta. Morì santamente il 16 aprile 1878, all’età di trentatré anni; età significativa visto le enormi sofferenze che contrassegnarono la sua vita. Fu beatificata nel 1925 e canonizzata nel 1933.
Le apparizioni di Lourdes vennero ufficialmente riconosciute dal vescovo di Tarbes il 18 febbraio del 1862. Ben presto fu eretta una grande chiesa così come la Vergine aveva richiesto.

A Massabielle, il simbolo della roccia che ospita la statua della Beata Vergine Maria di Lourdes è di notevole importanza, in quanto rappresenta la fortezza, la solidità, la protezione e una sorta di rifugio verso una nuova vita. Inoltre la roccia simboleggia Dio che è il nostro rifugio, la nostra certezza pronto ad accoglierci tra le sue braccia sempre. Il messaggio della Vergine è stato si quello della guarigione fisica e spirituale, ma ancora più importante è la conversione, l’affidarsi alla salvezza che può venire solo da Dio in quanto l’uomo da solo non è in grado di eliminare il male che appartiene al mondo e a sé stesso in quanto imperfetto e peccatore.

Profezie di Don Bosco

Di Don Bosco avevo già parlato in questo post https://opinioniweb.blog/2020/01/31/don-bosco-da-mihi-animas-coetera-tolle/

Oggi voglio pubblicare la profezia che Don Bosco fece sull’Italia. Nella sua vita Don Bosco ebbe molte visioni e sogni, fece previsioni e sapeva leggere nella coscienza delle persone. La profezia sull’Italia ha avuto certamente una realizzazione nello stesso anno del 1870, perché il 20 settembre si verificò sia la presa di Roma, sia la distruzione dello Stato Pontificio. Ma la profezia potrebbe avere un significato molto più ampio e certamente ricorda le profezie sui tempi ultimi fatta da altri santi in varie epoche storiche come avevo parlato qui https://opinioniweb.blog/2021/11/28/avvento-e-profezie/

Le parole di questa profezia sono state raccolte nel decimo volume delle “Memorie biografiche di San Giovanni Bosco
raccolte dal sacerdote salesiano Giovanni Battista Lemoyne; le trovate a pagina 29 del seguente file in pdf sul sito ufficiale dei salesiani al link: http://www.donboscosanto.eu/memorie_biografiche/Don_Bosco-Memorie_biografiche_Vol_10.pdf

Venne comunicata il 12 febbraio 1870 al Santo Padre.

<<Dio solo può tutto; conosce tutto; vede tutto. Dio non ha nè passato, nè futuro; ma ogni cosa è a lui presente
come in un punto solo. Davanti a Dio non v’è cosa nascosta, nè presso di lui àvvi distanza di luogo o di persona.
Egli solo nella sua infinita misericordia e per la sua gloria può manifestare le cose future agli uomini.
La vigilia dell’Epifania dell’anno corrente 1870 scomparvero tutti gli oggetti materiali della camera e mi trovai alla considerazione di cose sopranaturali. Fu cosa di brevi istanti, ma si vide molto.
Sebbene di forma, di apparenze sensibili, tuttavia non si possono se non con grande difficoltà comunicare ad altri con segni esterni e sensibili. Se ne ha un’idea da quanto segue. Ivi è la parola di Dio accomodata alla parola
dell’uomo. […]

Ma tu, Italia, terra di benedizioni, chi ti ha immersa nella desolazione?
Non dire i nemici; ma gli amici tuoi. Non odi che i tuoi figli domandano il pane della fede e non trovano chi loro lo spezzi? [61] (Pare alludere alla deficenza di istruzione del popolo). Che farò? Batterò i pastori, disperderò il gregge, affinchè i sedenti sulla cattedra di Mosè cerchino buoni pascoli e il gregge docilmente ascolti e si nutrisca.
Ma sopra il gregge e sopra i pastori peserà la mia mano; la carestia, la pestilenza, la guerra faranno sì che le madri dovranno piangere il sangue dei figli e dei mariti morti in terra nemica (Pare alludere alla carestia di questo anno. La pestilenza e la guerra seguiranno). E di te, o Roma, che sarà? Roma ingrata, Roma effeminata, Roma superba! Tu sei giunta a tale che non cerchi altro, nè altro ammiri nel tuo Sovrano, se non il lusso, dimenticando che la tua e sua gloria sta sul Golgota.
Ora egli è vecchio, cadente, inerme, spogliato; tuttavia colla schiava parola fa tremare tutto il mondo (Lo stato attuale di Pio IX.).
Roma!… io verrò quattro volte a te! Nella I a percuoterò le tue terre e gli abitanti di esse.
Nella 2ª porterò la strage e lo sterminio fino alle tue mura.
Non apri ancor l’occhio?
Verrò la 3a: abbatterò le difese e i difensori ed al comando del Padre sottentrerà il regno del terrore, dello spavento e della desolazione (Attuale stato di Roma). Ma i miei savii fuggono a; la mia legge è tuttora calpestata,
perciò farò la quarta visita (Molti vivono lontani da Roma; molti costretti a disperdersi).
Guai a te se la mia legge sarà ancora un nome vano per te! Succederanno prevaricazioni nei dotti e negli ignoranti (Si verificò e si va veri ficando).
Il tuo sangue ed il sangue dei figli tuoi laveranno le macchie che tu fai alla legge del tuo Dio (Pare alludere ad un futuro disastro).
La guerra, la peste, la fame sono i flagelli con cui sarà percossa la superbia e la malizia degli uomini (Sono
riepilogate le cose de te altrove).
Dove sono, o ricchi, le vostre magnificenze, le vostre ville, i vostri. palagi? (Vedremo)
Sono divenuti la spazzatura delle piazze e delle strade!
Ma voi, o sacerdoti, perchè non correte a Piangere tra il vestibolo e l’altare, invocando la sospensione dei flagelli? Perchè non prendete lo scudo della fede e non andate sopra i tetti, nelle case, nelle [62] vie, nelle piazze, in ogni luogo anche inaccessibile, a portare il seme della mia parola?
Ignorate che questa è la terribile spada a due tagli che abbatte i miei nemici e che rompe le ire di Dio e degli uomini?
Queste cose dovranno inesorabilmente venire l’una dopo l’altra.
Le cose succedonsi troppo lentamente.
Ma l’Augusta Regina del cielo è presente.
La potenza del Signore è nelle sue mani; disperde come nebbia i suoi nemici. Riveste il Venerando Vecchio di tutti i suoi antichi abiti.
Succederà ancora un violento uragano.
L’iniquità è consumata, il peccato avrà fine e, prima che trascorrano due plenilunii del mese dei fiori, l’iride
di pace comparirà sulla terra.
Il gran Ministro vedrà la sposa del suo Re vestita a festa.
In tutto il mondo apparirà un sole così luminoso quale non fu mai dalle fiamme del Cenacolo fino ad oggi, nè più si vedrà fino all’ultimo dei giorni.>>

Il dromedario e il cammello

Una volta un dromedario,
incontrando un cammello,
gli disse: – Ti compiango,
carissimo fratello;
saresti un dromedario
magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più.

Il cammello gli rispose:
– Mi hai rubato la parola.
E’ una sfortuna per te
avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere
un cammello perfetto:
con te la natura
ha sbagliato per difetto.

La bizzarra querela
durò tutto una mattina.
In un canto ad ascoltare
stava un vecchio beduino
e tra sé, intanto, pensava:
“Poveretti tutti e due,
ognun trova belle
soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona
al mondo tanta gente
che trova sbagliato
ciò che è solo differente!”

G.Rodari, Il libro delle filastrocche, Toscana nuova

Luca 6,37-38

«Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato. Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi»

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