Prigioni

The best way to keep a prisoner from escaping is to make sure he never knows he’s in prison.


Il modo migliore per impedire a un prigioniero di scappare è assicurarsi che non sappia mai di essere in prigione.

Fëdor Dostoevskij 

Ma la porta è sempre aperta, non ci sono sbarre o muri a dominarci. La mente e il suo eterno vagare fra passato, presente e futuro non ha vie d’uscita dalla schiavitù.

Guerrieri nel silenzio

arciere.JPG
Arciere assiro, museo Barracco Roma – Fonte Wikimedia

Come una freccia

inseguiamo il vento della vita,

innumerevoli lanci scoccati

per uscire dal buio

che circonda l’esistenza.

Secoli passati in superficie

senza svegliare il guerriero

assopito in noi,

sepolto dalle immagini

presenti e passate,

sconosciuto ai più

ma unica scintilla della divinità.

Abbandonate le illusioni della personalità,

lasciate a Lui la guida,

al vero Sé,

coincidenza di Essere e di Verità

nel silenzio sacro dell’esistenza,

dell’eterna presenza

dove gli opposti si annullano:

solo così capirete che

non c’è più la lotta per la vita,

non c’è più dualismo,

il guerriero ha vinto l’ultima battaglia

ed ora è tornato a riposare

nella luce suprema della consapevolezza.

Essere persona nella pienezza, essere chiamati per nome da quel Tu che ci costituisce, ogni passo verso l’Amore non fa che realizzare l’unità degli opposti, l’armonia nel caos, la pace nella lotta delle ipocrisie. È l’unica vera guerra che vale la pena combattere e ognuno né è protagonista; proprio perché la coscienza collettiva che plasma la società umana evolve attraverso l’individuo e l’individuo si innalza chinandosi verso il prossimo e guardando così in faccia al Signore.

La Guida

Vorrei fuggire lontano,

dimenticare, riposare il mio Io

nel limbo oscuro del non-Essere,

inconsapevole della paura

compagna fedele

da tempo immemorabile.

Non ho mai saputo vivere

sopraffatto dalla violenza

dei miei stessi giudizi,

ed ora la paura mi schiaccia,

è un fardello troppo pesante

da sopportare,

scava nell’animo ferito,

inquieto, lontano da ogni certezza,

solcato da un fiume di sofferenza

cosi tanta che sembra non fare parte

della mia esperienza,

eppure so che mi appartiene

perché lascia le sue tracce nel dolore.

Non ho più argini nel cuore

trabocca, annego in ogni istante

eppure vivo…

riemerge sempre la speranza

forse c’è una fede innata,

una Guida, piccola luce

nel buio dell’Essere…

ma non posso più esprimermi

non so dire nulla di Lei

pensieri, parole, non so…

c’è solo il sentire il suo soffio,

la sua accettazione che mi tiene a galla

circondato dalla paura,

dal Mistero inesprimibile

della nostra vita.

E’ qui che devo stare

per sciogliere i nodi che mi stringono

le dolenti membra.

E’ qui che devo stare

accettare il reale

e ciò che sono

oltre l’apparenza,

perché è in questo che consiste

il nostro doloroso mistero.

Dualistici sono i sogni

veli opachi sulla vita

e ci piace ingannare noi stessi

fingendoci felici.

Ma è qui che devo stare

essere responsabile

di ciò che è Vero,

oltre le maschere e le finzioni

su cui costruiamo le nostre vite.

Poesia già pubblicata https://opinioniweb.blog/2018/08/01/la-guida/

Mistero

foschia

Non c’è suono

che faccia eco alle mie domande

cammino da solo

senza sapere dove andare.

Non c’è luce

che rischiara il mio avanzare

è un mondo offuscato dal mistero

un mondo nero

che copre la verità.

Poesia già pubblicata qui:   https://opinioniweb.blog/2018/01/03/mistero/

No, non è mancanza di fede. Semplicemente il mondo non è la risposta ai nostri mali. Da soli non possiamo salvarci!

Estate, il declino della luce

Le stagioni della vita

Il 21 giugno 2022 alle 11 e 13 minuti il sole raggiungerà il suo culmine e sarà il solstizio d’estate, la luce del crepuscolo, dopo il tramonto, sembrerà non finire mai e l’estate scandirà le nostre giornate con la sua forza e il suo calore. Ma la luce, in realtà, inizierà sin da subito a declinare e tramonti sempre più precoci ci metteranno di fronte al cambiamento preparandoci alla nuova stagione. Perché se è vero che non sono più il caldo o il freddo a definire le stagioni, è altrettanto vero che la luce le segna inesorabilmente.

Questo ciclo è la nostra stessa vita, nel singolo la pienezza dell’estate è la forza e la saggezza della raggiunta maturità; ma l’umanità ugualmente è in cammino, verso che cosa? Quali stagioni segnano la contemporaneità? Siamo nati ieri geologicamente parlando, ma come coscienze racchiudiamo l’universo intero e non basta…

Come singolo, goccia in caduta libera verso la Terra, sono anch’io nel pieno dell’estate, vivo in me il declino della luce, anche se i segni sono ancora frutti maturi da gustare che tengono lontani i rigori dell’inverno e l’ombra, che i precoci tramonti allungheranno presto sulla mia vita.

Ma nel contesto più ampio dell’umanità e della sua storia plurimillenaria, che senso ha parlare di luci e di ombre, di stagioni presenti e passate, di ingiustizie o gioie o paure? La vita si ricompone sempre e chiude il cerchio. L’umanità non dice IO, avanza nella storia macinando vite come fuscelli strappati dal vento e avanza prendendo coscienza di sé stessa.

Quindi io, aspetto il mio destino invocando il diritto di esistere e continuare ad esserci, attraversando ogni stagione della vita; e di questo ciclo continuerò a far parte insieme al flusso dell’umanità intera… niente andrà perduto se la Luce segnerà i nostri nomi, come tracce indelebili in un cammino che si realizza solo nell’Amore verso tutto e tutti, chiamandoci per nome e tenendoci per mano.

E quando l’ombra coprirà il mio cammino, ti prego, non lasciarmi solo!

Quel dolore

Capita di capire cos’è la vita

quel dolore

è immenso, io lo so

cos’hai provato

lo faccio mio e taccio

Fra le onde siamo naufraghi

senza meta

Se c’è un senso

se c’è

la giustizia é la sua trama inestricabile

Lassù volano gli angeli

torneranno mai a parlarci d’amore?

Quel buio sconfinato é solo ombra

dolore che vive insieme a noi

non abbiamo occhi per vedere

mistero, trascendenza… è inutile cercare

Chi già ha attraversato l’abisso

non può cambiare il nostro destino

sfiorare, con un soffio, solitarie esistenze

No, siamo soli!

Quel dolore è la forma del vuoto

segno della nostra natura contingente

nel silenzio arriverà forse un suono

esigenza di una pienezza inesauribile

nota mai suonata

L’umanità, senza Dio, non ha voce

Il mistero delle api che preservano le icone

In Grecia, un pio apicoltore ha l’abitudine di mettere icone nei suoi alveari. Le icone benedicono le api… e le api proteggono le icone. Per un decennio, un apicoltore di nome Sidoros Ţiminis, che vive nella regione di Kapandriti, vicino ad Atene, ha mantenuto una tradizione: ogni primavera, infila icone di Cristo, la Santa Vergine e diversi santi nei suoi alveari, al fine di benedire le sue api e la sua produzione annuale di miele. E ogni anno, si verifica lo stesso fenomeno misterioso: le api fanno le loro cellule a nido d’ape attorno alle immagini pie, evitando meticolosamente di coprirle. Potrebbe essere semplicemente un fenomeno legato a qualche effetto nel dipinto stesso, che potrebbe impedire alle api di costruire i loro favi su di loro? In ogni caso, il lavoro di queste peculiari api greche rimane degno di interesse. Leggi qui l’articolo originale: https://aleteia.org/2017/07/05/the-mysterious-icon-preserving-bees/

Idrocarburi proletari

https://www.auto.it/news/attualita/2022/06/08-5464129/lue_ha_deciso_dal_2035_stop_alla_vendita_di_auto_benzina-diesel-gpl

Vanno avanti come un treno, la gente inizia a sperimentare nel proprio portafoglio la follia green made in UE, ma a ESSI poco importa, si deve fare costi quello che costi!

A me viene da fare questa breve considerazione: gli idrocarburi sono proletari! Perché gli idrocarburi sono illimitatamente disponibili e hanno costi molto bassi di estrazione ed utilizzo, essi hanno permesso all’umanità di evolvere tecnologicamente e socialmente. Hanno permesso al semplice lavoratore di trasformarsi da schiavo a fruitore di beni; hanno permesso al mondo di unirsi favorendo la mobilità e lo scambio di culture; tutto ciò che abbiamo, compreso il cibo abbondante e sempre disponibile, è frutto dell’energia emessa dagli idrocarburi. Rinunciare ad essi significa puntare sull’involuzione, soprattutto quella sociale. Il lavoratore deve tornare totalmente sottomesso e controllato in ogni suo aspetto. La pseudo-ecologia di facciata imposta dalle élite altro non è che ripristino della schiavitù e controllo totale.

Poi potete fare tutte le considerazioni che volete sull’emergenza climatica, le risorse della terra limitate, il fatto che gli esseri umani sarebbero “troppi”, ecc. ecc. ecc. Certo, certo tutte cose che ci dicono da anni e come un mantra penetrano nella mente e attecchiscono. Ma la soluzione a questi “mali” la state sperimentando sulla vostra pelle, non è poi così difficile da capire che fine faremo se non ci ribelliamo a questa ideologia anti-umana. Perché i mali da estirpare e controllare siamo noi, siamo proprio sicuri che valga la pena sacrificarsi?

I tre talismani per il duemila, Italo Calvino

Le risposte di Italo Calvino furono: Imparare poesie a memoria. – Fare calcoli complessi a mano. – Combattere l’astrattezza del linguaggio.

Ora pensiamo alla “memoria” nell’epoca dei media massivi e di internet! La valanga di notizie ci travolge e ogni giorno è così! Più che memoria è la sua cancellazione o insignificanza ad essere centrale nella nostra epoca.

La capacità di fare i “calcoli complessi”! Ogni evento complesso viene oggi estremamente semplificato dalla tecnologia, siamo utilizzatori passivi e la mente si adagia su sé stessa.

Finiamo con gli “slogan”, tutto il mondo è ormai modellato sugli slogan che sono l’esaltazione dell’astrattezza perché essi servono a dire tutto senza dire niente!

Ma su tutte spicca la considerazione finale: dobbiamo sapere che tutto ciò che abbiamo potrebbe esserci tolto in qualsiasi momento!

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora! Forse neanche ce ne accorgeremo di quanto abbiamo perso, sciolti in questo mondo dell’immediatezza-insensatezza, la nostra coscienza si farà trasportare dalla corrente.

Soltanto l’idea…

Alaska Mountains by NASA Goddard Photo and Video is licensed under CC-BY 2.0

Non l’amore, ma i suoi dintorni valgono la pena…

La sublimazione dell’amore illumina i suoi fenomeni con maggiore chiarezza della stessa esperienza. Ci sono verginità di grande comprensione. Agire compensa ma confonde. Possedere significa essere posseduto e dunque perdersi. Soltanto l’idea raggiunge, senza sciuparsi, la conoscenza della realtà.

Tratto da Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, Feltrinelli

DISCUTINDO CONTEMPORANEIDADES

Escrito por PROF RAFAEL PORCARI, compartilhando sobre futebol, política, administração, educação, comportamento, sociedade, fotografia e religião.

Nicoletta Rinaldi

Nicoletta Rinaldi Scrittrice

Biblioteca Bambini

Un bambino che legge sarà un adulto che pensa!

arcopoesia

Poesia trentina e non solo

Costruttore autorizzato di arcobaleni

Due frecce non fanno un arco

Angelart Star

The beautiful picture of angels makes you happy.

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