Politica e leadership

Su segnalazione di Stefano pubblico il post di Massimo Mazzucco tratto dal sito Luogocomune

Da quando sono diventato un “volto noto” della rete, ricevo ogni tanto delle lettere di qualcuno che mi invita a fondare un partito politico. “Hai molto seguito – mi dicono – e hai certamente la credibilità sufficiente per diventare un buon leader politico.”

Ora, a parte che il termine “molto seguito” è relativo, e limitato al nostro mondo: una persona può anche avere molto seguito nell’ambito della cosidetta controinformazione, ma se poi traduci questi numeri in percentuali assolute, a livello nazionale, ti ritrovi improvvisamente a galleggiare intorno allo zero virgola. In altre parole, a livello nazionale non ti conosce (quasi) nessuno.

Ma non è questo il problema: se uno ha la convinzione e la passione, parte comunque dal quel poco e da lì va avanti. Come dice il proverbio, Roma non fu fatta in un giorno solo.

Il vero problema è un altro, e sta tutto nella parola “leadership”.

Questa idea novecentesca del “trascinatore delle folle” è ormai diventata obsoleta. Nel passato il leader era necessario perchè “lui sapeva” tante cose, e quindi poteva mostrare la strada a chi non le sapeva. Il leader era informato, gli altri no, e quindi poteva guidare. Ma oggi l’informazione è onnipresente e accessibile a tutti, i social permettono un dibattito continuo, e non c’è nulla che uno non possa sapere se ha voglia di saperla…

Continua su…

https://luogocomune.net/28-opinione/6250-politica-e-leadership

La “cultura” del lavoro

Interessante, in un paese dove per i giovani la precarizzazione selvaggia ha di fatto cancellato il diritto al lavoro si punta sempre più in alto: la schiavitù e la sottomissione alle regole del mercato vanno insegnate sin dalla più tenera età! O almeno una simile affermazione rischia di essere mal interpretata dati i risultati delle politiche sociali degli ultimi anni.

Magari invece se alla scuola lasciassimo fare la scuola, i cittadini del domani potrebbero pure provarci a ripristinare una corretta cultura del lavoro, quella della costituzione che punta alla dignità e al riconoscimento di ogni persona come essere umano portatore di diritti unici e inviolabili.

Regali di oggi, debiti di domani

Quindi quando uno fa un mutuo in banca per 20 anni, ebbene si, diventa un percettore netto (di debiti certo, ma pur sempre percettore netto è!)!!!

Peccato che quando si parla di UE certe sottigliezze non vengono mai evidenziate. Chissà com’è, chissà perché…. La stampa ha avuto l’ordine(?) di propagandare questa bella notizia e così via a martellare la gente con simili bufale. La realtà è invece che l’Italia passa da contribuitore netto a debitore in UE, un paese fra i pochi che ha scelto di indebitarsi con questi finanziamenti e vincolare tali soldi a progetti spesso avulsi dalle reali esigenze del paese.

La moralità di “uccidere”!

“…la Corte di Assise di Trieste, presieduta dal giudice Giorgio Nicoli, ha riconosciuto al medico del 118 non solamente le attenuanti generiche, bensì anche quelle previste dall’articolo 62 comma 1 del Codice penale: ovvero “l’aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale”https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-nera/ag-scopi-morali-forte-sconto-pena-medico-che-uccise-9-2112706.html

Il medico in questione è stato sospeso dalla professione per soli 5 anni! Sentenze del genere fanno emergere l’importanza nelle società attuali di sdoganare l’eutanasia e riproporre l’ideologia dello Stato lager, fondato su principi utilitaristici, ove ciò che è considerato “inutile” va eliminato senza troppo pensarci. Per questo e per altri motivi è vero che la “memoria” di ciò che è accaduto è già a rischio.

I.D. (Identità Digitale)

Racconto fanta-ironico e/o semi-serio di Stefano. Sono tante le riflessioni che si potrebbero fare, aggiungo solo che il cosiddetto “cluod” secondo me, più che uno spazio sicuro dove archiviare i dati, altro non è che il computer di qualcun altro. Ma tranqui, è sicuro! Sicuro esattamente come la Posta Elettronica (Email), per esempio, oppure i vari social come Facebook, Instagram o Twitter, ecc. ecc. ecc. Applicazioni dove gestiamo un nostro spazio privato, sul quale condividiamo ogni tipo di informazione, personale e non. Riflettiamo gente, riflettiamo…

Racconto di Stefano

Ormai è quasi una tradizione, pressoché tutti i sabati mattina Alberto ed io ci incontriamo vicino alla darsena, dove è possibile parcheggiare, poi, dopo una lunga, ma piacevole passeggiata nel lungo-porto arriviamo in centro, ci sediamo nel nostro bar preferito, dove il caffè è delizioso, e dopo una pasta, una sfogliata di giornale ed una chiacchierata con i camerieri, condita da qualche risata, riprendiamo la nostra passeggiata verso il corso e il viale. Alberto è un mio ex collega, ma ancora amico… anzi, sicuramente amico, anche se non credo abbiamo mai avuto un’opinione in comune, però che dire, non litighiamo mai seriamente, sicuramente ci rispettiamo e poi: la diversità è una ricchezza, questo concetto almeno lo condividiamo.

Poche settimane fa litigavamo, come al solito amichevolmente, su un argomento: era capitato che, disordinato come sono, non trovavo più il mio portadocumenti ed ero partito in macchina, per il mio solito appuntamento, senza la patente in tasca. Ovviamente, quando poi tornai a casa, mia moglie mi fece trovare il portafogli sulla cassettiera…

Passeggiando piacevolmente lui esordisce: «Caro Silvio sei un troglodita!»

«Ah sì… e perché?» Ormai sono rassegnato ai suoi attacchi.

«Uno sbadato come te dovrebbe arrendersi e portare tutti i suoi documenti sul cellulare, come ho fatto io.» Gongolante mi mostra il suo smartphone con tanto di QR Code visualizzato.

«Cioè, fammi capire?»

«Ma lo sanno tutti, ora si possono portare tutti i documenti sul telefono, così non te li perdi di sicuro!»

A me viene di provocarlo con l’ironia: «E se poi ti perdi il telefono? Perdi tutto.»

Per un attimo si fa serio: «Ma ti pare? E poi tu hai perso i documenti mica il telefono, ce l’hai sempre con te, quello non lo perdi mai! Ormai ce l’abbiamo sempre in mano per i messaggi, per internet, per i social…»

Godo nel provocarlo: «E quando si scarica?»

Mi guarda con un’aria di compassione: «Si scaricherà a te! Il mio è l’ultimo modello e dura 3 giorni poi ci sono le Power Bank, ne ho una sempre carica in macchina.»

Lo schernisco io: «Ah così, per evitare che si scarichi una batteria te ne porti un’altra… poi per evitare che si scarichi la seconda puoi portarne una terza, una quarta e così via?»

«Ah, ah, ah, spiritoso, invece tu sei preistorico, non ti rendi conto della comodità!» Prende fiato come per fare una lunga esposizione: «Ormai faccio tutto con il cellulare: apro la portiera ed accendo la macchina, pago qualsiasi cosa, se qualcuno mi chiede un documento gli mostro il QR Code.»

Resto molto stupito: «Non mi dire che hai tutti i documenti lì dentro?»

«Beh certo! Cioè, non stanno “fisicamente” qui dentro, stanno in un qualche data base, ma io, e solo io, posso accedervi con le mie password.»

Sono un po’ incuriosito: «Ma tanto avrai il cartaceo dei documenti a casa?»

«No, certo che no, quando passi all’Identità Digitale non ne hai più bisogno. Fine delle code agli sportelli, fine dei rinnovi… cioè quando qualcosa scade ti arriva un avviso e di solito basta compilare un questionario, sempre online. A volte purtroppo, unica scocciatura, tocca andare a fare qualche visita medica…»

«Scusa eh, no seriamente, può capitare che ci si perda il cellulare, a me potrebbe capitare di sicuro, oppure che ti cada e si rompa, o che te lo rubino…»

«Eh, allora non c’è problema, basta fare una denuncia online… lo troverai un cane che ti presta il suo cellulare no? Poi ogni cosa è collegata al tuo numero di telefono ed alla tua I.D. ed in men che non si dica recuperi tutto.»

«Ma tu hai tutti, tutti, i documenti nel telefono?»

Resta pensoso mentre enumera con le dita: «Dunque, mi restano fuori il passaporto… era scaduto e adesso non mi serve e l’assicurazione della macchina, ma appena la dovrò rinnovare lo chiedo all’agente e se non ce l’ha cambio compagnia!»

«Ma è pazzesco… anche il bancomat?»

«Certo, quella è stata la prima cosa.»

«Ma non ti tieni qualche soldo a casa? Non si sa mai.»

«Macché, basta con il contante! Tanto, molto presto lo aboliranno, ed io sono d’accordissimo, così niente più pagamenti in nero e le tasse le pagheranno tutti!» Sottolinea con un aria cattiva.

«Questa è una enorme baggianata! Le evasioni erariali, quelle grosse, avvengono con denaro virtuale appoggiato nei paradisi fiscali e così anche le grandi corruzioni. Poi, ti pare che se qualcuno vuol pagare in nero non trova qualche sistema? Ci sono sempre l’oro ed i gioielli, le criptovalute e, immagino, altri mille sistemi.»

«Sì, sì, lo so che sei sempre il solito complottista, ma io sto parlando soprattutto della comodità: ho le tasche sgombre dalle mille cose che sei costretto a metterci tu, ho un unico aggeggio con cui faccio tutto…»

«Io non lo so, ma affidare tutta la mia vita a qualche entità, esterna a me, mi angoscia un po’, per carità sarà tutto affidabilissimo, però…»

Alberto si limita a scuotere la testa con fare paternalistico.

Questa piacevole discussione avveniva un mese fa circa, ma oggi, di mattina presto, mi arriva una strana telefonata da un numero sconosciuto: «Pronto, scusa non mi conosci, sono la compagna di Alberto, ti vorrebbe parlare.»

«Beh certo, passamelo, ah, piacere di averti conosciuta finalmente.»

Non mi risponde Lucia, ma la voce preoccupata dell’amico: «Senti, non so da dove cominciare, ma è pazzesco!»

«Cosa ti è successo? Perché non parli dal tuo numero, dal tuo inseparabile cellulare?»

«Dunque, ti racconto tutto: ieri pomeriggio sono andato al supermercato, ho pagato, come al solito con lo smartphone, tutto regolare, poi quando volevo aprire la macchina lei non si apriva. Sono rimasto lì come uno scemo e con due borse della spesa pesanti in mano. Provo a chiamare Lucia, niente, provo a chiamare te… niente. Sul telefono appariva il tuo numero, ma la chiamata si chiudeva subito come se non avessi campo, ma lì il campo c’è.»

Se non fosse per la situazione tragica mi verrebbe da ridere, mi trattengo: «Quindi come hai fatto?»

«Sono tornato dentro al supermercato, dove mi conoscono, ed ho chiesto alla cassiera di chiamarmi un taxi, lei gentilmente lo ha fatto. Aspetto il taxi, ma poi l’autista vuole sapere come intendo pagare, ovviamente gli mostro il QR Code, lui lo inquadra e poi mi dice: “il suo telefono non è abilitato al pagamento, non ha il bancomat o i contanti?” io rispondo di no. Lui mi guarda interrogativo, io riesco a convincerlo che dopo a casa c’era la mia compagna che avrebbe potuto saldare, un po’ scocciato ha accettato ed eccomi qui.»

«Ok, bene, ma questo è successo ieri, sei riuscito poi a scoprire l’arcano?»

«Veramente vorrei che mi aiutassi tu.»

«In che modo?»

«Beh, Lucia deve andare a lavorare, io non ho né la macchina né il telefono, visto che non funziona…»

«Anche io ho un impegno, va bene, cerco di liberarmi e poi ti richiamo.»

Rapidamente come se temesse che io chiuda: «No, no, non puoi richiamarmi, Lucia ora esce ed il mio telefono non riceve neanche.»

Io resto basito: «Boh, va bene, aspettami lì, appena posso arrivo.»

«Tanto dove vado? Grazie mille!»

 Un’ora dopo sono a casa di Alberto: «Scusa se te lo dico, ma mentre venivo qui mi è tornata in mente la nostra discussione riguardo l’Identità Digitale.»

«Ti prego non infierire visto come sono incasinato, e poi sono sicuro che non c’entra niente, è un malfunzionamento del cellulare, forse passeggero…»

«Dunque, tu mi dicesti che basta una telefonata, una denuncia e poi tutto si risolve… ci hai provato?»

«No, finora no, speravo si risolvesse da solo, ma forse ormai è ora?»

«Eh, direi di sì.»

«Ah ecco, nella rubrica ho il numero, ma non posso chiamarlo…»

«Dai, dettamelo che lo chiamo io.»

Risponde la solita voce elettronica: digita 1… digita 2… mi ci vuole la bellezza di 20 minuti solo per sentirmi dire che i servizi telefonici e di identità del numero di Alberto sono stati disabilitati. Questo lo sapevamo già! Anzi no, speravamo fosse un malfunzionamento ed invece è qualcosa di peggio.

«Che facciamo ora?» Chiedo pensoso.

Dal volto di Alberto comincia a trasparire una certa disperazione: «Non so, proviamo a chiamare la mia Banca, il Comune, la Motorizzazione, l’Agenzia delle Entrate…»

Non so perché, ma l’unico soggetto che mi affascina è un altro: «Scusa, ma da quando hai la partita IVA non hai un Commercialista? Chiamiamo lui.»

«Perché?… Di certo lui non c’entra niente col blocco del cellulare.»

«Che ne so, però lui lo conosci, è un essere umano e non una entità, magari parlandone, lui ha qualche esperienza in più.»

«Boh, forse, proviamo.»

«Ciao Carlo, scusa se uso un telefono diverso dal mio, sono Alberto, mi trovo in questa situazione…… chissà se mi puoi aiutare?»

Carlo resta in silenzio, troppo a lungo, poi esordisce: «Vuoi vedere che…»

Alberto resta molto stupito: «Cosa?»

«No, è che circa 15 giorni fa scadeva il pagamento delle tue tasse, io ero incasinatissimo col lavoro ed ho pensato, se pago domani non succede niente, già lo so che se si paga anche con tre giorni di ritardo neanche se ne accorgono, solo che dopo mi sono dimenticato completamente, ti chiedo scusa, davvero…»

Prigioni

The best way to keep a prisoner from escaping is to make sure he never knows he’s in prison.


Il modo migliore per impedire a un prigioniero di scappare è assicurarsi che non sappia mai di essere in prigione.

Fëdor Dostoevskij 

Ma la porta è sempre aperta, non ci sono sbarre o muri a dominarci. La mente e il suo eterno vagare fra passato, presente e futuro non ha vie d’uscita dalla schiavitù.

Il diritto di essere un bambino

Il diritto di essere un bambino
Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare
chiedo un sorriso di chi sa amare
chiedo un papà che mi abbracci forte
chiedo un bacio e una carezza di mamma.
Io chiedo il diritto di essere bambino
di essere speranza di un mondo migliore
chiedo di poter crescere come persona.
Sarà che posso contare su di te?
Chiedo una scuola dove posso imparare
chiedo il diritto di avere la mia famiglia
chiedo di poter vivere felice,
chiedo la gioia che nasce dalla pace.
Chiedo il diritto di avere un pane,
chiedo una mano
che m’indichi il cammino.
Non sapremo mai quanto bene
può fare un semplice sorriso.
Madre Teresa di Calcutta

Aggiungerei anche un altro pensiero straordinario di Madre Teresa di Calcutta, che ci ricorda in modo inequivocabile che i figli sono si un dono, ma vanno accompagnati senza essere mai dei limiti, piuttosto un faro per permettere loro di scegliere con più consapevolezza la strada da seguire nella loro vita:

“I figli sono come gli aquiloni. Insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo. Insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno. Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita.”

Cambiamenti

Ma no dai Marco, non essere così pessimista! Certissimissimamente ESSi ci doneranno decine di migliaia di canotti fatti con bellissimissime bottiglie della CocaCola per affrontare al meglio l’innalzamento dei mari causato dal surriscaldamento globale. Il ciclo del riciclo si chiude in virtù che più meglio non si può fare più!

La Guida

Vorrei fuggire lontano,

dimenticare, riposare il mio Io

nel limbo oscuro del non-Essere,

inconsapevole della paura

compagna fedele

da tempo immemorabile.

Non ho mai saputo vivere

sopraffatto dalla violenza

dei miei stessi giudizi,

ed ora la paura mi schiaccia,

è un fardello troppo pesante

da sopportare,

scava nell’animo ferito,

inquieto, lontano da ogni certezza,

solcato da un fiume di sofferenza

cosi tanta che sembra non fare parte

della mia esperienza,

eppure so che mi appartiene

perché lascia le sue tracce nel dolore.

Non ho più argini nel cuore

trabocca, annego in ogni istante

eppure vivo…

riemerge sempre la speranza

forse c’è una fede innata,

una Guida, piccola luce

nel buio dell’Essere…

ma non posso più esprimermi

non so dire nulla di Lei

pensieri, parole, non so…

c’è solo il sentire il suo soffio,

la sua accettazione che mi tiene a galla

circondato dalla paura,

dal Mistero inesprimibile

della nostra vita.

E’ qui che devo stare

per sciogliere i nodi che mi stringono

le dolenti membra.

E’ qui che devo stare

accettare il reale

e ciò che sono

oltre l’apparenza,

perché è in questo che consiste

il nostro doloroso mistero.

Dualistici sono i sogni

veli opachi sulla vita

e ci piace ingannare noi stessi

fingendoci felici.

Ma è qui che devo stare

essere responsabile

di ciò che è Vero,

oltre le maschere e le finzioni

su cui costruiamo le nostre vite.

Poesia già pubblicata https://opinioniweb.blog/2018/08/01/la-guida/

Ed Essi vissero felici e contenti (noi un po’ meno)

Si capisce la portata “sociale” di quello che dice? Con l’inflazione all’8%, invece di pensare almeno ad una parziale ed emergenziale indicizzazione dei salari, gioisce per il loro blocco! E questo signore è della stessa “razza” (entrambi bankieri) del nostro attuale premier! Ormai dovrebbe essere abbastanza chiaro, le élite che ESSI rappresentano ci vogliono solo in due modi: o schiavi totalmente sottomessi o morti!

Che sia crisi economica, pandemia o guerra la soluzione per ESSI è sempre la stessa, cioè demolizione dei diritti precedentemente acquisiti e controllo totale delle masse. Ed ecco un’altra “chicca” dei Migliori:

Ci stanno preparando dall’autunno 2021 ai possibili blackout europei con motivazioni non meglio definite, spesso riferite a ipotetici cali dell’afflusso di gas dalla Russia o ai suoi aumenti ingiustificati nel gioco a rialzo fatto sul mercato dell’energia. Ebbene oggi con la guerra possono dire candidamente che ci staccheranno gas e luce per risparmiare.

In realtà ormai giocano a carte scoperte su tutto, annunci a base di slogan e manganello e olio di ricino per tutti (che poi sia la quarta dose, il greenpass, la pizza con le cavallette o il razionamento dell’acqua poco importa).

L’inerzia e soprattutto la nostra divisione è la loro più grande forza.

Looking to God

Seek first the kingdom of God and his righteousness. (Matthew 6:33)

Mon site officiel / My official website

Venez parler de tout ce dont vous avez envie avec moi. Donnez vos opinions en toute liberté. Laissez vos commentaires. Je vous attends nombreuses et nombreux !!! / Translation in English for people who don't speak French : come to speak about all you want with me. Give your opinions with complete freedom. Leave your comments. I await you many and many !!!

Tomografi Emar

Tomografi ve Emar hakkında aklınıza takılan her şeyi sitemizde bulabilirsiniz.

Comodamentesedute

un angolo confortevole dove potersi raccontare

Hassentidoque.wordpress.com

Has sentido que...

Batman Crime Solver

"Non è tanto chi sono, quanto quello che faccio, che mi qualifica" ________________________________________________ "It's not who I am underneath, but what I do that defines me." ("Batman Begins")

Aureliano Tempera

Un po' al di qua e un po' al di là del limite

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: