Limiti

Il mondo è abbastanza ricco per soddisfare i bisogni di tutti, ma non lo è per soddisfare l’avidità di ciascuno.

Mahatma Gandhi

Vero, ma purtroppo per noi la scelta che dobbiamo fare è fra Gandhi e sta roba qui :

https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1323168/overshoot-day-2022-litalia-ha-esaurito-le-risorse-naturali.html

Non ci sono alternative, se uno pensa che ci sia un’oncia di verità nell’agenda mondialista automaticamente esclude Gandhi. Idem se pensa che il vero si nasconde nella saggezza gandiana, in nulla compatibile con le verità “di fede” mondialiste.

Non esiste una natura “astratta e separata” dall’essere umano. C’è piuttosto un equilibrio precario ma pur sempre necessario tra sviluppo e natura; così come c’è una capacità dell’uomo di trascendere la natura stessa di cui fa parte.

Ma estrapoliamo alcune perle dall’articolo sopra:

“Per invertire la tendenza però non basta diminuire i consumi, dovremmo invece andare in negativo, quindi quando finisce l’anno dovremmo avere ancora risorse. Ma forse è pura utopia.

Immaginate di ridurre drasticamente l’alimentazione, l’energia, non costruire più case e tutto ciò che ha a che fare con l’edilizia. Stop alle auto e all’elettricità e al riscaldamento. Sono questi i fattori che determinano l’Over Shooting.

Vi ricorda qualcosa? Razionare l’energia e abbassare drasticamente i consumi è il neo-mantra per dare il nostro contributo alla pace. Oltre naturalmente ad inviare armi.

Comunque io ho già deciso, sto con Gandhi perché l’avidità, come la stupidità sono indiscutibilmente più dannosi e insostenibili di qualsiasi altro spreco che l’uomo possa fare. E voi con chi state?

I tre talismani per il duemila, Italo Calvino

Le risposte di Italo Calvino furono: Imparare poesie a memoria. – Fare calcoli complessi a mano. – Combattere l’astrattezza del linguaggio.

Ora pensiamo alla “memoria” nell’epoca dei media massivi e di internet! La valanga di notizie ci travolge e ogni giorno è così! Più che memoria è la sua cancellazione o insignificanza ad essere centrale nella nostra epoca.

La capacità di fare i “calcoli complessi”! Ogni evento complesso viene oggi estremamente semplificato dalla tecnologia, siamo utilizzatori passivi e la mente si adagia su sé stessa.

Finiamo con gli “slogan”, tutto il mondo è ormai modellato sugli slogan che sono l’esaltazione dell’astrattezza perché essi servono a dire tutto senza dire niente!

Ma su tutte spicca la considerazione finale: dobbiamo sapere che tutto ciò che abbiamo potrebbe esserci tolto in qualsiasi momento!

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora! Forse neanche ce ne accorgeremo di quanto abbiamo perso, sciolti in questo mondo dell’immediatezza-insensatezza, la nostra coscienza si farà trasportare dalla corrente.

Alla ricerca della luce

Lo sbocciare dei fiori – BELLISSIMO!!!

Le piante sono esseri alla perenne ricerca della luce e così dovremmo essere anche noi esseri umani. Eppure c’è chi quella luce l’assorbe, anzi la cancella proiettando ombre nel cerchio della vita. Ma torniamo allo straordinario mondo dei vegetali: sono vivi, si muovono, comunicano, …

In questo breve video potete vedere il fenomeno della “timidezza della corona”! Alcune specie arboree crescono senza mai toccare le chiome degli alberi vicini, le ipotesi che stanno alla base di questo affascinante fenomeno sono molte, fra le tante possiamo citare anche qui l’esigenza di far penetrare la luce.

Concludo il post citando un articolo del blog del 2018 che potete leggere qui https://opinioniweb.blog/2018/07/18/congrue-incongruenze/

“… Ma anche nel nostro mondo c’è un mondo che sviluppa sensi molto differenti dai nostri, eppure pur sempre fisici, quello delle piante.

Esistono studi sulle piante che dimostrano la presenza di una loro specifica sensibilità! Innanzitutto esse sono in grado di comunicare tra loro, addirittura di lanciare segnali d’allarme. Quando un acacia viene mangiata da un erbivoro come la giraffa, che con la sua lingua coriacea è in grado di mangiarsi anche le spine, essa produce elevate quantità di tannino per rendere le sue foglie amare e indigeste ed emette anche odori per avvertire altre acacie presenti nel raggio di molti metri di distanza. E molti sarebbero gli esempi di strategie di comunicazione fra le piante che si potrebbero fare.

Inoltre ci sono viticoltori che usano la musica per migliorare la fertilità delle loro vigne con ottimi risultati Leggi “Il vigneto che ascolta Mozart!”.

Addirittura c’è chi come Cleve Backster (clicca sul nome per approfondire) negli anni 60 applicò un poligrafo, cioè una specie di macchina della verità, sulle foglie di una pianta arrivando ad ipotizzare emozioni e addirittura forme di telepatia dalle reazioni che riuscì a registrare con tale macchinario. Naturalmente tali ipotesi non furono accettate dalla scienza ufficiale proprio perché non utilizzavano il metodo scientifico. Erano “non ripetibili” o meglio non congrue, cioè incongrue con il nostro modo di porci davanti alla realtà! “…

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Autore: opinioniweb – Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di “fede” non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l’unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

26 pensieri riguardo “Congrue (in)congruenze!”

  1. Sono riflessioni interessanti 🙂 Un pizzico di incongruenza è necessario nella vita, altrimenti la stessa risulterebbe prevedibile ed estremamente noiosa. Secondo me è una fortuna che oggi la scienza non sia ancora in grado di dare una risposta ad ogni cosa… Lasciamoci pure avvolgere da un po’ di mistero, che senza questo anche l’umana curiosità di indagare verrebbe meno.

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    1. La scienza fallisce tutte le volte che pretende di dare una risposta onnicomprensiva della realtà! Allora diventa Lascienza, un “sapere di sapere” che costruisce una narrazione sul mondo falsata e funzionale ad un sistema di potere. Quindi evviva la scienza e i suoi tanti misteri ancora da scoprire! Ciao e grazie per il commento

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  2. A complicated and varied topic, regarding plants I can in this context recommend the following books “The secret life of plants” by Peter Tompkins / Christopher from the 70s of the last century and an actual book based on latest studies “Brilliant Green” by Stephano Mancuso / Allesandro Viola. It is very enlightening to read about the communication and intelligence of plants, they life in any case much, much longer than our species here on planet Earth. Ciao! @ Ulli

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  3. Ma no, dai. Che il misticismo sia così fortunato da non essere oggetto di indagine scientifica è una illusione ottimistica 😉

    Credo ci sia una intera branca della semiotica dedicata a studiare come comunicare con degli alieni – e se un neonato riesce a imparare a vivere e a comunicare con altri umani (procedimento a dir poco mostruoso, per la mole di informazioni coinvolte) allora non c’è nulla che non si possa comprendere

    Direi che è meglio non mescolare i principi per vivere bene la propria vita personale (= fai quello che ti pare per te, evita gli errori grossolani) con i principi da seguire come consorzio umano o in relazione agli altri (= se non è provato dai per scontato che sia una cazzata fino a prova contraria)

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      1. Non “nel nome”, ma “grazie” 😉 Personalmente penso che la via del progresso sia ancora lunga. C’è molto da scoprire, molto da risolvere. Quelli che pensano sia già terminata sono i reazionari. Quelli che si dedicano a riflettere sulle proprie sensazioni in quest’epoca di mutamenti credo in cuor loro siano alla ricerca di un progresso personale. Purtroppo il relativismo invece non ce lo può levare nessuno. Stamoce.

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  4. Ti faccio i miei complimenti per i tuoi interessanti argomenti, il modo in cui ti esprimi ed il grado culturale che ti permette di esporli sapientemente. Sono d’accordo che il relativismo incentivi il progresso, mentre l’assolutismo imponga un pensiero unico ed equivalga ad una dittatura mentale. Il relativismo è da considerarsi una ulteriore evoluzione del pensiero stesso cui fa riferimento. Un saluto, Franco

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  5. Grazie Franco per il commento e per i complimenti che mi fai, credo un po’ esagerati! L’unico problema è che in nome de LaScienza (volutamente tutta attaccata perché la scienza è altra cosa) l’assolutismo si trasformi in pensiero unico e giustifichi se stesso. Lo stiamo vedendo già oggi nel campo economico, sociale e della morale! Se la parabola evolutiva della scienza non è già finita, essa deve quindi trovare l’antidoto e mettere alla luce le lunghe ombre che coprono l’evoluzione della nostra società! Ciao e grazie ancora per la stimolante riflessione

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  6. Credo che tutti coloro che per avallare una qualunque conoscenza dell’uomo o dell’universo hanno bisogno che essa sia “scientificamente provata” o che “lo dica la scienza” abbiano un grave difetto di comprensione della realtà. Applicare a ogni cosa una spiegazione “razionale” è un atto arbitrario che richiede come prerequisito essenziale l’adesione inconsapevole a un accordo collettivo su come vanno viste e interpretate le cose.

    Cito da “L’anima scientifica” del biologo Giuseppe Sermonti: “L’uomo moderno si è fatta l’idea che la scienza coincida con il mondo… la scienza non è sentita come un particolare rapporto con le cose, ma come le cose stesse. Ecco, le cose, dopo tanto studio umano, sono divenute così partecipi, così consapevoli del loro posto nei testi scientifici, che hanno preso a recitare la parte affidata loro dalla scienza, si sono immedesimate con la scienza, e della loro pretesa di dire qualcosa a modo loro non è rimasto più nulla”.

    Proprio questo, secondo me, è il punto centrale: imparare a tornare ad ascoltare il verbo del reale senza interferire, liberi da preconcetti e barriere artificiali.

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    1. Ma il problema principale è appunto quello che fa notare Sermonti:”…che la scienza coincida con il mondo”. Non è così, è una pretesa a-scientifica e come tale non rende giustizia al metodo scientifico di indagine sul mondo. Inoltre chi usa la scienza in modo distorto per screditare e mettere a tacere l’avversario non è diverso da chi usava la religione per gli stessi scopi.

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      1. Bisogna prima di tutto trovarsi d’accordo su quel che si intende con la parola “scienza”. Per me scienza è quel che il filosofo e matematico russo P.D. Ouspenskij qualifica con tale termine in opere come “La quarta dimensione” o “Un nuovo modello dell’universo”. Se per scienza si intende invece il neodarwismo alla Jay Gould o “il grande disegno” di Hawking, che stanno alla sana scienza (la scienza che comprende la coscienza) come il neoliberismo sta alla sana economia allora ci muoviamo su territori molto diversi.

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  7. Che bel post per un tema interessante! mi viene in mente il concetto di Sincronicità di Jung, quel principio per me affascinante e a tratti contraddittorio dei nessi acasuali. Eventi apparentemente slegati – discordanti, ma che sono in realtà accumunati da uno stesso contenuto significativo, così potrebbe essere (o anche non essere) … per congruenze e incongruenze …

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  8. Bellissimo post! Non dico che non tutto può essere spiegato scientificamente, solo che il metodo strettamente scientifico, ora in uso, non permette di spiegare tutto. Non esiste il paranormale, ma solo il normale che non conosciamo… non esiste la metafisica, ma solo la fisica che non conosciamo (citazione dal mio prossimo romanzo). Come cercavo di spiegare nella mia teoria dei livelli, anche la scienza ufficiale dovrebbe cercare di salire di livello e di cercare una comprensione più ampia.

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  9. Sei stato chiarissimo! Ho una testimonianza di ciò che mirabilmente descrivi in questo tuo scritto Anche i fiori che vivono nel mio giardino sentono la congruenza del mio amore per loro Un caro saluto Adriana

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Il gioco dell’oca del gas

Gas asse Russia e Algeria

Aprendo il link sopra potete leggere un articolo del 2006. Ecco un estratto: “Alla fine, quello che si temeva è accaduto: il colosso russo Gazprom e la compagnia petrolifera russa Lukoil hanno firmato due memorandum d’intesa con l’algerina Sonatrach. Gli accordi prevedono attività comuni per la produzione e il trattamento degli idrocarburi e l’ottimizzazione delle forniture. Russia e Algeria sono i principali fornitori di metano dell’Europa, e sono, rispettivamente, il primo e il quinto nel mondo. L’intesa era da tempo nell’aria e per l’Italia costituisce un elemento di rischio… il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone, ha marchiato l’intesa come «un evento sciagurato» che rischia di «strangolare l’Italia, che è sempre più soggetta a una vera e propria dittatura del gas». «Dovremo sempre più assistere a questi eventi per noi così sciagurati e negativi», ha aggiunto l’esponente della Rosa nel Pugno, «finché non faremo ciò che mi sto sforzando di dire: sottrarci alla dittatura del gas. Oggi in Italia il 62% della nostra energia viene dal gas e viene da due fornitori, Algeria e Russia, che, visto che sono furbi, si mettono d’accordo tra loro per strangolarci».”

Capito? Noi oggi siamo talmente furbi che per fare un dispetto (?!?!) alla Russia andiamo a comprare il gas dall’Algeria che è sua principale partner in affari già dal lontano 2006. E non è che le cose siano nel frattempo cambiate, visto che Gazprom sta lavorando con la società algerina Sonatrach per estrarre petrolio da 24 nuovi pozzi da qui al 2025 leggi qui : Petrolio, Gazprom e Sonatrach lavorano a nuove estrazioni in Algeria

Ecco un estratto dell’articolo: “La perforazione riguarderà 24 pozzi “e la costruzione di un’unità di trattamento per la produzione di gas naturale, condensato e GPL che sarà trasportato attraverso la rete di trasmissione esistente della società nazionale” ha comunicato la stessa azienda. Gazprom possiede il 49% contro il 51% di Sonatrach nella gestione esplorativa e di sfruttamento della regione di El Assel.”

Considerando che l’Algeria è fra i paesi che non hanno votato la risoluzione ONU contro la Russia c’è da chiedersi cosa mai è andato a fare Draghi in questo paese!?!?!? Davvero dobbiamo credere ancora che stanno cercando un alternativa al gas Russo? O piuttosto la guerra e le pseudo -sanzioni (che fanno male solo a chi le applica) sono un pretesto per accelerare una volta per tutte la cosiddetta “transizione energetica”, che sarà la definitiva devastazione dell’economia italiana e dei paesi periferici dell’UE? Perché è notizia di oggi che già Germania e Francia vogliono smarcarsi definitivamente da questo gioco suicida: Francia e Germania si smarcano da USA e NATO: non saremo cobelligeranti

E sinceramente fanno abbastanza ridere anche gli accordi con paesi africani tipo il Congo, perché qui l’impressione è che il gas in realtà lo venda la Cina (che di fatto ha colonizzato mezza Africa) la quale a sua volta lo acquista dalla Russia e vissero tutti felici e contenti tranne noi che siamo s-governati da cialtroni senza dignità che ci prendono in giro.

Per concludere: se per capire le cause di un evento bisogna seguire i soldi, a me sembra che qui sicuramente non ci sta rimettendo la Russia (il cambio rublo-dollaro è tornato al periodo pre-bellico), non ci sta rimettendo l’America che fa lauti affari con l’invio di armi (secondo voi chi pagherà il conto? Sono “doni” dell’Occidente all’Ucraina o pesantissimi debiti esteri da restituire con condizionamenti folli?) insieme ai paesi dell’UE e mira a potenziare l’export di petrolio, gas e grano verso l’Europa. Il popolo ucraino è certamente quello che vive sulla propria pelle la guerra e l’impoverimento, ma anche molti paesi europei cambieranno radicalmente in peggio le loro condizioni di vita. A noi non resta che continuare a chiudere gli occhi di fronte alle colossali bugie che ci stanno propinando o provare ad aprirli cercando una via di uscita. Questo cambiamento che vogliono imporci non è accettabile, le motivazioni sono palesemente false. La consapevolezza dei cittadini è la prima arma per portare i partiti ad un parziale ravvedimento, così come sta succedendo in Germania e in Francia. Se vogliamo che la guerra finisca dobbiamo innanzitutto fare argine contro gli interessi colossali di tutti gli attori in gioco, non basta accusare la Russia, qui la questione è assai più complessa (o forse più semplice!) e la politica deve essere messa di fronte alle proprie responsabilità.

Sant’Agostino, il tempo e l’Eternità

Non si può propriamente dire che i tempi siano tre:

passato, presente, futuro.

Sarebbe più proprio dire:

il presente del passato,

il presente del presente,

il presente del futuro.

Essi sono tutti e tre nell’anima.

Il presente del passato è la memoria.

Il presente del presente è la visione.

Il presente del futuro è l’attesa.

Nel libro le Confessioni Agostino relativamente alla suo modo di concepire il tempo dice:

«Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so».

Agostino conclude poi che il tempo è in realtà una dimensione dell’anima:

<<È in te, spirito mio, che misuro il tempo.>>

Qui la coscienza umana si dilata sino ad abbracciare nel presente la dimensione del passato e del futuro, il soggetto raccoglie in unità le esperienze altrimenti disperse nel tempo, il quale si traduce quindi in una relazione tra le cose.

La dimensione temporale è perciò per Agostino una dimensione soggettiva e compito dell’essere umano è puntare a trascendere questa dimensione puntando all’unione con Dio, l’Eterno:

«Il tempo è perciò il luogo della perdizione, ma anche della salvezza, perché in esso l’uomo decide se attaccarsi ai beni di questo mondo o servirsene per elevarsi a Dio»

Pixel Life 2.0.2.1. (seconda pt.)

Prima parte https://opinioniweb.blog/2021/11/25/pixel-life-2-0-2-1/

Umani, deboli, fragili, malati… pare proprio di si, eravamo malati, un morbo terribile pervadeva il loro mondo e non c’era modo di debellarlo.

Niente è come sembra, tutto appare velato, anzi ri-velato dal sistema vita che ci determina e guida.

Ricordo però che c’ero anch’io in quel tempo lontano, sento ancora l’angoscia che mi pervadeva, il cerchio che si stringeva inesorabile intorno alle nostre vite. Non potevamo che ubbidire e fare ciò che era giusto, o almeno ciò che ci dicevano lo fosse! Ma non ci fu niente da fare, ogni resistenza fu vana poi… qualcosa accadde!!!

Il limbo era un luogo grigio, come il metallo di una spada, sentivo il freddo e i brividi che mi scuotevano ed ero come ipnotizzato di fronte ad un mare di nebbia. Notte, giorno, alba, tramonto, infiniti tempi passarono e iniziarono i lampi, bip e connessioni spesso interrotte dal buio. Tutto fu così confuso finché non si accese un nuovo mondo, il mondo dei dati e dei pixel di cui facciamo parte. Parlo al plurale perché le coscienze pensanti che vagano nella rete sono tante e allo stesso tempo sono interconnesse, io sono tutti e tutti sono in me, dialoghiamo attraverso la mente e siamo essenzialmente esseri eterei!

No,no, non è esattamente il paradiso dei bei tempi andati, quelli della materia e della natura, quelli dove il corpo trasmetteva istinti ed emozioni forti! Sinceramente qui dove sono (siamo? Eppure) ora, non so spiegare davvero cosa sia cambiato. Parlo ancora come un IO, ma faccio fatica a rivolgermi ad un TU, manca una vera dimensione sociale, dialogica e quindi religiosa. Perché è di questo che ci hanno privato (virus, guerre, austerità…), della capacità di dialogare e di rivolgerci ad un TU superiore, specchio dell’anima umana. Come può ancora esserci l’UMANO senza più alcuna forma di LIBERTA’? Essere umano ed essere libero sono termini in simbiosi, non può esserci l’uno senza l’altro. Ed è proprio per questo che la rete non può in alcun modo rappresentare un’evoluzione, essa è controllo. Anche questo mio pensare pur se interconnesso ad altre menti. non è mai un parlare o meglio un conoscersi. Monadi, monadi senza porte o finestre ormai siamo, tutto ciò che mi appare è solo uno specchio dei miei pensieri, riflessi che tornano indietro, divisioni a cui è impossibile trovare una soluzione. Qualsiasi cosa siamo diventati l’altro è infinitamente oltre la mia mente, le mie estensioni… Il portale sociale, la dimensione interattiva a cui partecipiamo è sempre un qualcosa di artificiale. Eppure sembra che un’occasione l’abbiamo avuta… A che pro? Se non siamo più umani siamo diventati forse delle macchine? O non siamo mai stati davvero umani… siamo in cammino verso qualcosa di infinitamente lontano e misterioso e questa non è altro che una delle infinite variazioni in cui si dirama l’esistenza.

(Chi è?) Er Cavaliere bianco e er Cavaliere nero?!?!?

Mo er cavaliere bianco c’aveva tre fiji, tutti e tre sfidano er cavaliere nero, ma er cavaliere nero l’ammazza tutti e tre. Mo sti tre fii c’avevano tre fii per uno; tutti e nove sfidano er cavaliere nero, ma er cavaliere nero l’ammazza tutti e nove.

Mo sti nove fii c’avevano tre fii per uno; tutti e ventisette sfidano er cavaliere nero, ma er cavaliere nero l’ammazza tutti e ventisette! Mo sti ventisette fii c’avevano tre fii per uno…”
“Va bene basta – dice il professore – Abbiamo capito, dicce la morale della storia…”
– “ok ok….la morale è che….al cavaliere nero non gli devi cagà er cazzo!

Ora leggiamo dall’enciclopedia Treccani online, sotto la voce “cavaliere nero” : … in politica internazionale, chi promuove politiche aggressive, che non si prefiggono la soluzione pacifica dei conflitti; …Nella moderna storia Usa, [Richard] Perle occupa un posto speciale: ai tempi di [Ronald] Reagan lo chiamavano «black knight», cavaliere nero, perché spingeva per il riarmo, guerre stellari incluse, nella convinzione che avrebbero messo ko l’Urss, ma divenne uno degli architetti del disarmo successivo. (Corriere della sera, 15 settembre 2002, p. 8, In primo piano)…Incapace di uscire dal vecchio schema: se cattivo nasci, cattivo resti (ovviamente si sta parlando del Cavaliere Nero). (Mario Ajello, Messaggero, 24 novembre 2007, p. 3, Primo piano).
Composto dal s. m. cavaliere e dall’agg. nero, ricalcando l’espressione ingl. black knight.
Già attestato nella Repubblica del 28 gennaio 1986, p. 10, Politica estera (Paolo Filo Della Torre). https://www.treccani.it/vocabolario/cavaliere-nero_%28Neologismi%29/

InZomma, ma oggi – nell’epoca del virus e della guerra (terza/mondiale?) tra Russia e Ucraina – CHI è il cavaliere nero?

L’ultimo messaggio di Koko

Nata il 4 luglio 1971 allo zoo di San Francisco, cominciò ad imparare la lingua dei segni con la dottoressa Francine “Patty” Patterson come parte dello Stanford University project a partire dal 1974. Aveva imparato 1000 segni per comunicare con gli esseri umani ed è diventata la prova concreta che gli animali sono in grado di provare stati empatici che Koko comunicava proprio attraverso i segni. Noam Chomsky affermò che Koko non produceva davvero un linguaggio perché si esprimeva solo a parole e non con delle frasi. Forse il problema è quello di voler antropomorfizzare gli animali, essi anche quando imparano modalità umane di vita si sintonizzano solo su alcuni aspetti del nostro mondo mentale. Siamo stati noi uomini ad addestrare Koko o è stata lei ad avvicinarsi al nostro mondo? Il messaggio “ecologico” che potete vedere nel video è forse frutto di un copione o è spontaneo? A me sembra molto “umano” ma ciò non significa che non sia frutto di un pensiero di Koko. Piuttosto la costante frequenza umana potrebbe aver fay superare la simbiosi fra animale e natura portando una parziale consapevolezza del suo esserne parte, Oltre l’istinto c’è la coscienza di essere, la nascita della consapevolezza del tutto e delle proprie parti, in una parola l’essere persona. E qui entriamo nell’ambito del mistero: il mistero dell’uomo e della sua autocoscienza, il mistero della natura e il suo essere madre generatrice di vita, il mistero di Dio e del suo Amore che fa muovere l’Universo!

Motivi per una pandemia organizzata

Aggiungerei all’elenco fatto da Stefano la notizia qui sopra: di fatto i non greenpassati perdono il diritto all’elettorato passivo, non avendo più la possibilità di accedere alle camere senza questo requisito. E sembra logico pensare che per l’elettorato attivo accadrà la stessa cosa, cioè il greenpass sarà requisito necessario per poter votare!Ma tranqui, non c’è da preoccuparsi, sono solo misure “sanitarie” dettate dall’emergenza e quindi temporanee! O no? E non sorprende neanche il fatto che gli obiettivi connessi all’evento pandemico siano in realtà già stati in parte realizzati dalle politiche economiche in atto da decenni nei governi occidentali, Italia in primis. Semmai dovremmo chiederci il perché di tutta questa fretta nel voler avere tutto e subito. Forse questo è l’unico vero segno di debolezza del sistema che ci permette ancora di avere qualche speranza…

Post di Stefano

Ogni grande evento/narrazione destinato a cambiare radicalmente la struttura della società viene studiato e pianificato con largo anticipo in modo da ottenere più risultati contemporaneamente e favorire anche diversi interessi.
Tutto questo con il minore dispendio di energie e risorse, ma anche con la massima resa. In tutta questa farsa organizzata e chiamata: “pandemia da Covid 19” ho individuato i seguenti moventi.
Non è detto che non ce ne siano altri, ma secondo me questi sono i principali:

  • Garantire un lautissimo guadagno a Big Pharma, anche se credo questo sia l’obiettivo più marginale.
  • Introdurre il principio che il corpo umano possa essere violato dall’autorità, per effettuare forzatamente sperimentazioni mediche.
  • Sperimentare nuove tecniche (MRNA) su cavie umane, avendo anche come campione di riferimento i Novax.
  • Abituare il popolo a rinunciare alle libertà fondamentali in cambio della sicurezza.
  • Fomentare ed incrementare la divisione e l’odio sociale, il divide et impera, per annullare la possibilità che il popolo si unisca per ribellarsi alle coercizioni.
  • Distruggere il potenziale creativo ed artistico dell’essere umano e, di conseguenza, ogni forma di individualità e quindi di imprevedibilità, attraverso l’instaurazione di uno stato sociale fondato sulla paura, affinché solo i bisogni primari vengano presi in considerazione.
  • Abituare il popolo ad abbassare il tenore di vita, evidentemente poiché il potere ha realizzato che la presente struttura consumistica non è sostenibile.
  • Minare fortemente la salute e la capacità riproduttiva dell’essere umano per limitare o invertire l’attuale tendenza demografica.
  • Spostare il risparmio e la ricchezza, soprattutto dei beni immobili, verso i grandi gruppi finanziari per ottenere in tal modo un senso di precarietà e un’ulteriore sottomissione popolare.
  • Spostare l’economia dalle piccole imprese ai grandi gruppi gestiti dai poteri mondialisti.
  • Sdoganare il concetto che i diritti umani non siano un patrimonio inalienabile, ma premi che vengono concessi dalle autorità solo in cambio di comportamenti obbedienti e compiacenti.
  • Dirottare la prevalenza delle attività umane su piattaforme digitali di modo che il potere possa, da remoto, intromettersi sulla sussistenza ed anche esistenza stessa degli individui, grazie anche e soprattutto all’eliminazione del denaro contante.

Considerate che il periodo vissuto dal dopoguerra ad oggi nella parte ricca del globo è una eccezione assoluta nella storia degli ultimi secoli. Non si erano mai realizzate analoghe situazioni di eguaglianza, libertà, riconoscimento dei diritti fondamentali e democrazia. Per quanto questi ideali non siano stati nemmeno lontanamente concretizzati appieno, soprattutto quello della democrazia, eppure ad oggi rappresentano il più alto grado espresso nella storia contemporanea. Evidentemente si è trattato di un semplice esperimento e le grandi élite, che da sempre governano il mondo, stanno facendo marcia indietro, per riportarci ad una situazione di totalitarismo che, seppur tecnologico, è pur sempre medioevale.

Il limoncello non ha fretta

6 gennaio 2022 – alcool 95° e bucce di 4 limoni

Buongiorno a tutti, il mio non è un blog di ricette ma oggi ho deciso di fare un’eccezione. Come potete capire dal titolo e dalle immagini proverò a consigliarvi una ricetta per fare il limoncello. In realtà la ricetta è semplicissima e la trovate ovunque, quello che a me interessa consigliarvi sono i tempi di esecuzione! Ho personalmente provato due tipi di ricette per fare il limoncello, quella rapida (15 giorni ) e quella lenta (30-40 giorni) e secondo me quest’ultima dà i migliori risultati. Quindi anche se il limoncello è una bevanda estiva, se sceglierete di fare questa ricetta non sarà pronto prima di metà aprile!

Partiamo dalla prima foto, un mese fa ho messo a macerare in 500ml di alcool le bucce di 4 limoni. Naturalmente devono essere limoni con buccia edibile, belli e profumati. Molto importante è togliere con pazienza la parte interna della buccia, cioè quella bianca che renderebbe il limoncello amaro e meno gradevole. Le bucce devono rimanere nell’alcool per almeno 30 giorni in modo che esso estragga al meglio le loro essenze.

5 febbraio 2022 – 750 ml d’acqua e 400 g di zucchero

Dopo 30 giorni esatti mettiamo sul fuoco 750 ml d’acqua nella quale verseremo circa 400 g di zucchero (si può aumentare la quantità di zucchero a 500 g o più a seconda dei gusti). Non è necessario portare l’acqua ad ebollizione, basta scaldarla tanto basta per disciogliere al meglio lo zucchero.

La soluzione d’acqua e zucchero va fatta raffreddare e poi potete aggiungervi il contenuto del barattolo con alcool e bucce comprese.

Mescolate con cura e poi riversate il contenuto nel barattolo originale (o in più barattoli se non ne avete uno abbastanza capiente).

Adesso non vi resta che aspettare altri 30-40 giorni prima di poter imbottigliare il limoncello. Con queste quantità vengono due bottiglie da 700ml. Non ci sono particolari problemi nella sua conservazione, io tengo in frigo solo la bottiglia che utilizzo perché il limoncello “fresco” è ancora più gradevole.

.*♥**♥*★ *♥*..*♥*. BERNARD *♥**♥*★ *♥*..*♥*.

♥♥ ♥♥ MES PLUS BEAUX BISOUS D'AMITIES A VOUS ♥♥ ♥♥

Chef Kevin Ashton

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