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I fantasmi del liberismo

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Foto da pixabay

Nell’800 tutti credevano ai fantasmi! Ci credevano davvero ed è un fatto che la gente VEDEVA FANTASMI OVUNQUE: nei castelli, nelle case abbandonate, ma anche nelle proprie abitazioni… Non stiamo qui discutendo se i fantasmi esistono o meno,  ma sul fatto che essi erano realtà tangibili tanto quanto la vita concreta e quotidiana di ognuno di noi: essi quindi facevano paura!

Ma oggi le cose sono cambiate? A ben guardare direi proprio di no! Più che altro è cambiata la percezione, non esistono più i fantasmi ectoplasmatici ex-umani tornati dall’oltretomba, ma esistono invece i fantasmi del liberismo! E quali sono? Ma essenzialmente i fantasmi che fanno paura si chiamano DEBITO PUBBLICO, INFLAZIONE, SPREAD, MES,… Il mondo va avanti (o indietro?) credendo che ci sono dei vincoli e dei limiti totalmente irreali, ma che agiscono nella realtà prepotentemente facendo danni e a volte anche morti. Sto forse esagerando? Può darsi, certo è paradossale come una crisi economica mondiale innescata dalla diffusione del corona virus li stia facendo cadere miseramente uno per uno.  Essi infatti sono più il tragico frutto di scelte politiche assurde, spesso chiamate con nomi altrettanto assurdi come austerità espansiva! Che essenzialmente è servita ad abbassare il reddito dei lavoratori per rilanciare il profitto dei grandi capitalisti; la distruzione del reddito ha così candidamente portato alla svendita delle imprese italiane e anche alla conseguente privatizzazione dei settori cruciali della vita economica del paese in nome del “privato è bello” e del “pubblico è inefficiente e brutto e corrotto”. Ciò lo stiamo vivendo sulla nostra pelle a seguito dei tagli imposti alla sanità, ma anche alla scuola o alla previdenza pubblica ormai in parte confluita nei fondi privati e probabilmente destinata a sparire in un prossimo futuro.

Ma ora che il gioco non è più praticabile, perché la recessione mondiale è molto più concreta e reale di questi fantasmi che ci hanno propinato per anni, ecco che scopriamo il vero ruolo di una vera banca centrale (sostenere gli stati emettendo tutta la moneta che serve all’economia reale) e anche il ruolo di un vero stato (spendere il necessario per far funzionare al meglio servizi come la sanità, o sostenere i redditi dei cittadini). Rimane il fatto che i nostri amati politici,  non solo italiani a dire il vero, sono reticenti. Molti di loro ben infarinati e indottrinati dai mantra liBBeristi non riescono a digerire ste eclatanti novità: ma davvero possiamo spendere per salvare la GGente? E poi il DEBBITO? E l’INFLAZZZIONE? Questi ce credene davvero poverini, così come credono alla concretezza delle loro comode poltrone. Ma chi fra loro ha sempre saputo, vedrete, glielo farà presto capire come funziona l’economia in tempo di guerre e di corona virus. Bisogna accantonare i fantasmi per cercare di non rimanere schiacciati dalle macerie, quelle quando cadono non risparmiano nessuno, nemmeno le poltrone!

 

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Riflessioni filo-virologiche

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<a href="http://Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay“>Foto da pixabay

Riflessione interessante, alla quale aggiungo solo due parole. Se questo virus è un prodotto della natura, significa forse che essa sa fin troppo bene liberarsi di chi inizia a risultare un pericolo ai fini evolutivi. Non che sia questa l’ora della nostra estinzione, ma almeno impariamo a rispettarla (la natura)! Se invece il virus è un prodotto umano, finalizzato, fra le altre cose, a isolare e quindi a dividere le persone per meglio ottenere controllo e sfruttamento collettivo, ritorniamo comunque alla prima opzione: la natura sa bene come liberarsi di chi non è utile (evolutivamente parlando)! Cari controllori, se mai ci siete e soprattutto siete all’ascolto (modello Grande Fratello), siete sicuri di aver ben capito a che gioco state giocando?
Post di Stefano

La mia compagna mi ha fatto riflettere con una frase: “Questo è il virus dell’incomunicabilità!”. Effettivamente sembra quasi il tassello finale e, ad un paranoico come me, non poteva sfuggire. Dopo la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa che fanno comunicare sì, ma da lontano. Dopo la diffusione dei sistemi di intrattenimento, dei giochi elettronici, che vengono usufruiti soprattutto in solitudine, questo regale vAirus sembra quasi la ciliegina sulla torta. Vietato avvicinarsi a meno di un metro… ho sentito anche dire a meno di 1,82 mt! Vietato darsi la mano, vietatissimo abbracciarsi e baciarsi, parlarsi solo attraverso lo schermo delle mascherine, restare più possibile confinati alla propria abitazione, con pochissime deroghe e solo per procurarsi il cibo ed i farmaci, ma ovviamente a distanza di sicurezza! Vietati gli assembramenti, le cene conviviali, le risate in compagnia, le partite di calcetto. Vietata la cultura di massa, cinema, teatro, concerti, musei. Vietato insomma il contatto umano. L’altro è vissuto come un potenziale nemico. In questo periodo la fanno da padroni il telefonino ed internet, in cui la comunicazione consta di soli suoni ed immagini, riprodotti, artificiali. Percepiti solo dal cervello razionale con rare deroghe verso la parte emozionale e praticamente nessuna verso la parte creativa ed intuitiva. Nessuna comunicazione non verbale, nessun contatto, nessun odore, anche perché coperto dal disinfettante. Comunicazioni robotizzate che preludono all’automazione dell’uomo stesso, al trans-umanesimo. Dicono che sono disposizioni temporanee, che passata l’emergenza tornerà tutto come prima… ma intanto un bell’esperimento è stato attuato. Intanto abbiamo imparato ad auto recluderci, abbiamo cominciato ad abituarci ai controlli di polizia. Eh… è per il nostro bene! Poi chissà? A volte niente è più definitivo del temporaneo. Il denaro contante potrebbe essere veicolo di contagio, lo vogliamo abolire? La geo-localizzazione obbligatoria sarebbe utile in emergenze future, la vogliamo concretizzare? Certo che questo virus, per le élite, se non ci fosse stato bisognava inventarlo!

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Solidarietà familiare

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Foto da pixabay

Post di Stefano

Nella famiglia della mia compagna, che ormai è diventata la mia famiglia, una settimana fa sono successi, tutti nello stesso giorno, due eventi che hanno costretto all’ospedale due parenti strettissimi. In due ospedali diversi. Da allora è iniziata la consueta staffetta solidale, da parte di tutti i superstiti e che ha coinvolto anche me, per sopperire a tutte le necessità dei due malati ed anche a quelle degli assistenti ai pazienti. Non c’è niente di eroico in tutto questo, anzi, è tutto perfettamente normale. L’umanità, la vera umanità si esprime esattamente così, la società serve a questo, siamo esseri solidali. Le società umane, specie le più piccole, da sempre, hanno sempre tratto giovamento dall’aiuto reciproco e gratuito. Nelle società tribali non c’era bisogno dei baby sitter né dei badanti, bambini, malati e vecchi venivano accuditi da chi era lì disponibile, normalmente. Più recentemente nelle famiglie polinucleari e allargate era lo stesso. La famiglia è la forma di società più piccola, ma è la base di partenza dal quale si sviluppa lo scambio reciproco, gratuito e non mercantilistico. Il vantaggio individuale è ridotto, eventualmente, alla speranza di ricevere in futuro ed in caso di bisogno la stessa cura che si è spesa a favore degli altri. Non c’è alcuna contabilità e nessun vantaggio immediato, esclusa la indubbia soddisfazione dell’essersi sentiti utili. L’essere solidali e gregari, penso, sia una cosa connaturata alla nostra struttura genetica che, vista la indubbia debolezza che ci caratterizza come specie animale, ci ha permesso di sopravvivere. Ora, il mio sguardo disincantato non può fare a meno di notare come la famiglia sia vittima costante di continui attacchi da parte dei soliti “poteri forti”. Le tutele alla famiglia si assottigliano sempre di più, il lavoro, quando si riesce a trovare, è sempre più precario. Sempre più impegnativo in termini di tempo e sempre più delocalizzato. In pratica ogni giovane viene presto scoraggiato a mettere su famiglia e ad avere dei figli, viene privato della progettualità di vita. Invece, vengono incoraggiati quei rapporti potenzialmente sterili ed “a tempo” (mi fermo qui perché è un discorso scivoloso, ma a buon intenditor…). Quello che noto, dicevo, è l’attacco sistematico a tutte quelle realtà che prevedano per “statuto” la gratuità delle prestazioni ed in un contesto non mercantilistico, quelle che tolgono PIL al mercato. Occorre fare una precisazione: il lavoro gratuito è ben accetto sotto forma di “stage” infinito, di schiavismo di fatto, di “volontariato” eccetera. Il lavoro che non piace è quello dove non ci guadagna nessuno e, non solo, quello che toglie la possibilità a qualcuno di guadagnarci. Torno all’evento familiare per fare un esempio: assistere gratuitamente un paziente all’ospedale non va bene, pagare una terza persona per lo stesso servizio sì. In pratica tutto si deve pagare, e con i soldi! Tutto deve essere mercantilizzato, ci vogliono soli e consumatori. Io non so se tutto questo è semplicemente finalizzato ad un guadagno immediato o se ha uno scopo più elevato (o inferiore), sta di fatto che questo comportamento, per sua natura, è distruttivo per la specie umana quindi, per concludere, o i potenti sono miopi e psicopatici (come credo), o hanno un livello di comprensione così elevato che noi poveri mortali non possiamo capire (Malthus?).

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Attualità

Ho visto un alieno in TV (a Sanremo)

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Foto da pixabay

Post di Stefano

Per quanto ami la musica, di ogni genere, ho cominciato da vari anni a non guardare più Sanremo: qualità delle canzoni (e dei cantanti) molto bassa, spettacolo per lo più pompato, ma inconsistente… in pratica ormai una auto celebrazione di sé stesso. Dopo, se capita facendo zapping, non è che cambio subito canale, magari una canzone la ascolto pure, ma ieri sera mi ha impressionato l’alieno che faceva “bella” MOSTRA di sé. Si trattava di quello che rimane di Ornella Vanoni: una bella signora che se avesse accettato dignitosamente di vivere la sua vecchiaia, magari cantando pure, perché no? Si sarebbe esibita nella sua vera forma di una bella signora anziana, acconciata, truccata e vestita come una “bella signora anziana”. Non c’è nessuna vergogna in questo: diventare anziani è la speranza di tutti noi, anche perché l’alternativa è peggiore! Ed invece no, si è affidata alla chirurgia “estetica” (inestetica) ed è diventata… a me ha ricordato un videoclip dei Genesis degli anni ’80 (Land of confusion), in cui i personaggi rappresentati erano dei pupazzi animati, pupazzi che erano la caricatura dei personaggi stessi. In particolare l’Ornella nazionale, ieri sera, sembrava il pupazzo di Tony Banks. Ma quelli erano pupazzi, messi lì per far ridere! Lo spettacolo che offriva di sé era inquietante, non c’era più niente di umano, nessuna espressione, una maschera di cera… anzi di silicone. Un pupazzo animato. Insomma un vero e proprio alieno! A pensarci bene anche Patty Pravo ed altri, all’inizio anche Claudio Baglioni, poi forse si è ricreduto o ha cambiato chirurgo e adesso è un po’ più normale. Insomma vorrei capire che cosa spinge questi personaggi a cercare, nell’aspetto, una gioventù che non c’è più per motivi anagrafici, ma che, ripeto, non c’è niente di male che non ci sia. Molto più dignitoso, ricordo sempre a Sanremo di parecchi anni fa, Nicola Arigliano già ottantenne e un po’ claudicante, vecchio, ma perfettamente integrato nel personaggio reale che era, ha cantato nel suo stile, una bella canzone che a volte interpreto anch’io. Manteneva tutta la sua espressività, anzi, resa più profonda dall’essere anziano. Oppure come ha fatto Mina: quando non ha più accettato il suo aspetto fisico ha smesso di mostrarsi in video. Capisco, perché l’ho provato, che il palcoscenico sia una droga alla quale è difficile rinunciare, ma l’età, vera od apparente, non c’entra niente col potersi esibire. Virna Lisi da giovane interpretava parti da giovane, da matura interpretava ruoli di mezza età e da vecchia interpretava parti da vecchia. Sempre bellissima, sempre interessante, sempre espressiva. Se hai qualcosa da dire, o da dare, da vecchio lo puoi fare lo stesso, non ti dà niente di più un bisturi, anzi, ti toglie… l’umanità, o per lo meno quella apparente.

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Attualità Politica ed economia

Contiamo il contante

Immagine da pixbay

 

Le mie idee sulla questione le avevo esposte nel post “Lotta al contante” https://opinioniweb.blog/2019/09/18/lotta-al-contante/. Nel post che segue potete leggere un’efficace riflessione dell’amico Stefano

Post di Stefano

Ultimamente ho letto, con piacere, che la BCE… la BCE!!! Non gradisce che l’Italia attui la limitazione del contante nei pagamenti. Non avrei mai creduto in vita mia di poter essere d’accordo con l’immonda istituzione, ma nella vita non bisogna mai porsi dei limiti e la capacità di confrontarsi con gli interlocutori senza il “paraocchi” credo sia una dote delle persone intelligenti (tranquilli… mi considero stupido su tante altre cose!). Una tendenza, ormai chiara a tutti, è quella di limitare al massimo l’uso del contante, fino a farlo scomparire del tutto a favore dei pagamenti elettronici: Carte di credito, Bancomat, Smartphone… ed in futuro tramite microchip innestato sottopelle… ecc. Per tutto questo la “scusa” principale è la solita: combattere l’evasione fiscale, visto che il lavoro in nero viene pagato, appunto, in contanti. A parte il fatto che le transizioni per le grandi e significative evasioni non vengono affatto effettuate in contanti, ma con passaggi di denaro virtuale appoggiato in paradisi fiscali e che quindi la limitazione al contante semmai colpisce i piccoli: i soliti tartassati che, per lo più, attuano una evasione fiscale di sopravvivenza. Inoltre i pagamenti “locali” fatti da e per la malavita organizzata vengono effettuati in contante senza limite di somma, ovviamente. A parte quindi questo, è ovvio che il vero motivo è di favorire il sistema bancario che, attraverso le commissioni, la maggiore liquidità presente in cassa e la possibilità di risolvere le crisi bancarie stesse attraverso la predazione dei risparmi dei correntisti (vedasi Bail-In), possono lucrare e spadroneggiare come vogliono. Ma, l’eliminazione del denaro contante è estremamente pericolosa! Per la libertà stessa! Già ora siamo anche troppo controllati: dall’agenzia delle entrate, dalle banche stesse: ho provato a fare un movimento di denaro strano (per loro!) per comprare il camper e da allora mi assillano per “adeguate verifiche”. Dalle ditte produttrici di qualunque cosa: chissà perché ogni volta che ci interessiamo o compriamo qualcosa su internet veniamo subissati di pubblicità, guarda caso, proprio di quegli articoli lì! Senza più contante il controllo sarebbe totale… ma scusate: se io volessi fare qualche acquisto al sexy shop o… volessi andare a puttane? Perché qualcuno dovrebbe essere autorizzato a saperlo? Se mi volessi curare con farmaci non ortodossi (legali eh)? Se volessi ubriacarmi dalla mattina alla sera? Se volessi drogarmi con psicofarmaci legali? Ma semplicemente, se non volessi far sapere a chichessia quanto sono ricco, di soldi guadagnati onestamente… saranno cavoli miei o no? Ma c’è di più: senza contante basterebbe un black out, anche limitato al CED, della banca per non avere più disponibilità… che cosa mangio? Basterebbe un hacker a distruggerci! Il servizio segreto di uno Stato a noi nemico? Ma il top è semplicemente: uno Stato fintamente democratico, al quale non siamo simpatici, che si inventa una accusa di crimine terribile (per esempio): EVASIONE FISCALE!!! Per metterci fuori gioco bloccando il nostro credito. Una vera manna per uno Stato tecnocratico e fascistoide. Meno male che i “poteri” sono ancora divisi tra vari “potentati” e a volte il conveniente di uno non è quello dell’altro. Stavolta è la BCE che non ha convenienza! Ooops, mi sono rimesso il paraocchi!!!

 

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Complessità irriducibile

filato, pattern, Spiderweb, complessità, ragnatela, rugiada, umidità
Foto da pixnio

Il post che segue è di Stefano

Andando a curiosare nei miei soliti blog di “contro” informazione mi sono imbattuto in questo concetto espresso dal biologo Michael Behe nel 1996. Proverò a spiegare di cosa si tratta, secondo quello che ho capito e non lapidatemi se non riuscirò nell’impresa. In pratica dice che in un sistema complesso, in un meccanismo funzionante, sia sempre necessario un certo numero di componenti minimo dove, quando si sia raggiunta la massima semplificazione, la mancanza di uno solo dei componenti rende il meccanismo non funzionante. Fin qui sembra lapalissiano, ma faccio lo stesso un esempio: prendiamo un motore a scoppio, il più semplice che c’è… che ne so, quello della vecchia FIAT 500. Non sono un esperto di meccanica, ma mi ricordo che persino io ero capace di aggiustarlo. Togliamo tutto quello che non è strettamente necessario: il sistema di raffreddamento, lo facciamo lavorare a 50 gradi sottozero! La lubrificazione, ricostruiamo le parti in sfregamento in teflon autolubrificante, eccetera, fino a quando non è ridotto all’osso. Lo facciamo partire e… funziona! Ma se gli togliamo anche una vitina, non ci pensa per niente ad accendersi. Quindi TUTTE le sue parti, anche la più piccola, devono essere presenti contemporaneamente ed assemblate correttamente. Siamo d’accordo? Quindi ci deve essere almeno un progettista, magari anche esperto meccanico che compia tutte le operazioni preliminari. Non può assemblarsi da solo… per caso! Sarebbe come se un tornado si abbattesse su un deposito di uno sfasciacarrozze, prendesse dei pezzi di macchine a caso e mischiandole tra loro vada a costruire l’intero motore perfettamente e lo avviasse anche… Le probabilità sono così infinitesime che neanche in miliardi di anni, miliardi di tornadi ed in miliardi di pianeti diversi ci potrebbe riuscire. Anche perché, anche se il motore dovesse essere costruito a casaccio per una metà, non funzionerebbe e, al primo tornado, si sfascerebbe di nuovo. Lo stesso discorso vale per i sistemi biologici. É stato calcolato che il batterio più elementare, la forma di vita più semplice che c’è, è composto da almeno 400 parti (non so di che… se di molecole complesse di amminoacidi o altro) e che sono necessarie tutte insieme, contemporaneamente ed assemblate perfettamente, altrimenti non vivrebbe! Basterebbe che manchi una sola parte e non vivrebbe, non si muoverebbe, nutrirebbe, riprodurrebbe. Le probabilità che possa assemblarsi da solo a caso sono le stesse del motore. Non ci potrebbe essere neanche la progressività evolutiva della vita, perché meno di quello è niente. Non sarebbe vita. Un assembramento casuale di 399 parti non starebbe coagulato insieme neanche per un secondo, tantomeno potrebbe evolvere in una forma di vita più complessa. Da lì in poi sì! Da quando prende vita può evolversi e lo hanno fatto tutte le forme di vita che conosciamo, ma c’è un limite aldisotto del quale non si può!

Io non sono creazionista poiché non ce lo vedo proprio un Alieno dotato di superpoteri con l’aggravante della vendicosità chiamato Dio, God, Allah, Javeh, Krishna… che si diverta a creare il tutto. Ma non posso essere neanche del tutto evoluzionista poiché senza una intelligenza di base, di sottofondo, semplicemente, un sistema irriducibilmente complesso come la vita, ma non solo, non si può mettere assieme da solo, senza un progetto e senza un assemblatore.

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Alieni vs alienati!

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Foto da Pixabay

Post di Stefano…

All’improvviso, dalla piazza principale della grande città italiana, tutti gli occhi della gente che passava di lì si rivolgono verso l’alto, attirati da un suono strano, mai udito prima: un “disco volante” precipita verso terra. Sembra aver preso di mira lo spiazzo più grande, accanto alla fontana. L’astronave si ferma ad un metro da terra. Nel fuggi fuggi generale qualcuno cade, ma poi si rialza aiutato da altri, per terminare la sua corsa nei veicoli che si dipanano a raggiera dalla grande piazza. La gente resta a sbirciare lo strano oggetto a distanza di sicurezza: bello nella sua semplicità, perfettamente rotondo con il bordo leggermente smussato, un ingrossamento regolare al centro, maggiore verso l’alto ed inferiore in basso. Ora è completamente silenzioso e la sua vitalità è resa evidente solo dalla serie di luci cangianti del bordo. Dopo pochi minuti di apparente tranquillità la gente viene di nuovo terrorizzata da una voce ad alto volume in un italiano scolastico: «Siamo venuti in pace! Non provate a compiere atti ostili poiché sarebbero inutili, inoltre avremmo la capacità di distruggervi completamente, ma non intendiamo farlo in quanto questa è una missione pacifica!»

Dopo alcuni secondi di silenzio il messaggio viene ripetuto con l’aggiunta finale di: «…vorremmo contattare direttamente le vostre autorità. Vi preghiamo chiamare i vostri governanti. Ripetiamo che si tratta di una missione di pace.»

In breve il Sindaco, un Generale dei Carabinieri ed il Questore, insieme ad una scorta improvvisata di uomini armati si avvicinano cautamente all’oggetto alieno fino a fermarsi ad una diecina di metri. All’improvviso, ma gradualmente, il rigonfiamento inferiore del disco comincia a diventare trasparente fino a sparire del tutto, mentre scendono levitando due umanoidi alti circa 130 cm con grande testa, occhi oblunghi, naso, bocca e orecchie appena accennate, vestiti di tute aderenti color blu elettrico. Senza preamboli uno di loro comincia a parlare: «Il nostro pianeta è abbastanza vicino al vostro, come abbiamo già fatto con altri mondi di questa porzione di galassia, vorremmo promuovere una reciproca amicizia tra i nostri popoli ed una collaborazione di tipo commerciale e turistica!»

Mentre il Sindaco si appresta a rispondere si odono nel cielo, rumorosi, dei caccia militari, i due extraterrestri restano indifferenti.

«Io… io non credo di avere l’autorità per prendere decisioni di così alto livello…»

«Noi, ovviamente, non abbiamo nessuna fretta e possiamo aspettare per parlare con chi abbia questa autorità.»

Nel frattempo la piccola delegazione si era arricchita del Prefetto e di un Generale dell’Esercito. Il Sindaco riprende la parola: «Ci adopereremo affinché possiate contattare al più presto chi di dovere!»

«Ve ne siamo grati, intanto vorremmo toglierci una curiosità: sorvolando la vostra penisola ci siamo accorti che nella dorsale montagnosa che vi percorre tra i due mari, ci sono molti paesini e cittadine distrutti. Avete avuto dei terremoti recenti?»

«Sì, ci sono stati vari terremoti… non proprio recenti, quello della città dell’Aquila sono più di 10 anni, ma…»

«Eh lo sappiamo! E’ una piaga anche nel nostro pianeta, ma come mai non avete ancora ricostruito e messo in sicurezza il popolo?»

Il Sindaco arrossisce. «Beh, abbiamo avuto dei problemi.»

«Vi mancano i materiali da costruzione? Mattoni, cemento, ferri da carpenteria?»

«No! No, quelli ce li abbiamo, ci sono un sacco di Ditte che sarebbero felici di produrli!»

I due alieni si guardano stupiti, poi il primo riprende: «Ah, allora vi mancano le maestranze… i muratori?»

Comincia a sudare visibilmente. «Beh no… anche quelli ce li abbiamo, anzi ci sono tanti disoccupati che potrebbero…»

Prima di replicare i due sembrano imbarazzati: «Abbiamo capito: non avete gli ingegneri o gli architetti!»

Il Sindaco, imbarazzato pure lui, darebbe lo stipendio di sei mesi per non essere lì. «Ve… veramente ci sono anche quelli!»

Allargando le esili braccia l’alieno replica prontamente: «Ma insomma che vi manca???»

Sconfitto guarda a terra. «I soldi!»

«I… soldi? Come si producono? Possiamo aiutarvi noi?»

Il Sindaco è terreo in viso mentre scuote la testa. «No, quelli basta stamparli o… creare dei numerini in un computer della Banca Centrale… ma non si può! Le convenzioni europee lo vietano!»

I due si guardano ed annuiscono risoluti: «Bene! Come vi dicevamo noi non abbiamo nessuna fretta, ora andiamo a fare un giro sopra il vostro bel pianeta e… torneremo presto… contateci!!!»

In men che non si dica il disco volante decolla e schizza via nel cielo lasciando tutti molto stupiti.

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Anno nuovo, vestito (del Blog) nuovo!

 

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Ho deciso di cambiare “vestito” al blog, abbandonando il vecchio sfondo-lavagna che mi ha accompagnato in questi tre anni! Spero che vi piaccia e mi piaccia (ancora non lo so, ho deciso al momento), comunque sia se ne avete voglia fatemelo sapere, ogni commento in merito è ben gradito. Ma passiamo ai numeri…

Come negli anni precedenti pubblico alcune statistiche, un’operazione di trasparenza nei confronti dei lettori e dei frequentatori del blog opinioniweb XYZ! I numeri non sono importanti, ma i lettori certamente si e nell’anno 2019 a fronte di una contrazione delle visualizzazioni, c’è stato un aumento dei visitatori. Soprattutto sono aumentate le visite “esterne”, cioè quelle non provenienti dalla piattaforma wordpress. Un segnale positivo perché quest’ultime significano che c’è almeno una piccolissima visibilità del blog nei motori di ricerca. Pubblico inoltre la lista dei post più letti…

Screenshot_2019-12-31 Statistiche e informazioni ‹ OpinioniWeb-XYZ — WordPress com(2)

Chiudo ringraziando gli amici e collaboratori del blog, Lorenzo con le sue poesie e Stefano con i suoi post di attualità. Senza il loro aiuto il blog si sarebbe fermato già da tempo. Ringrazio anche fra i collaboratori occasionali Paola, che mi ha recentemente inviato il post <<Un piccolo presepio “vivente”>>. Ringrazio infine i miei lettori e gli amici blogger con i quali condivido la passione per la scrittura, senza di loro non avrebbe più alcun senso il blog stesso.

BUON ANNO A TUTTI!

 

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Sulla libertà di cura

Ho deciso di pubblicare una lettera scritta dall’associazione dei Medici Italiani Omeopati ai loro pazienti che potreste aver letto in alcuni ambulatori medici che ad essa aderiscono. La mia non è una difesa della medicina omeopatica, quanto piuttosto un ragionamento sul diritto alla “libertà di cura e di scelta terapeutica”! Libertà che ritengo necessaria affinché la salute non diventi monopolio esclusivo di istituzioni private, non sempre trasparenti nei fini e nei metodi.

L’ Art 32 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dello individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.

Esiste la “doppia libertà” di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici, adempiendo compiutamente allo spirito dell’art. 32 della Costituzione. Questo articolo deve inoltre collegarsi all’articolo 13 della Costituzione che afferma che “la libertà individuale è inviolabile”.

Una sentenza pronunciata da un giudice del lavoro del tribunale dell’Aquila relativamente al fondamentale obbligo di rispettare la libertà individuale e che si esplica anche nell’inviolabile diritto di scelta della cura da intraprendere afferma: “In particolare, quando la medicina ufficiale non proponga delle valide soluzioni o quando le stesse non sono ulteriormente percorribili, la Costituzione, cristallizzando la tutela del diritto alla salute in senso lato, assicura a ogni individuo la possibilità di intraprendere cure e terapie che, pur nell’incertezza del risultato, possano, anche temporaneamente, assicurare un’esistenza decorosa e libera – per quanto possibile – dalle sofferenze. A tutela del preminente bene della salute, dunque, anche il medico, nella sua scienza e coscienza, dovrà sentirsi libero di prescrivere al paziente quelle cure che egli ritenga maggiormente idonee a raggiungere un beneficio, sia esso la guarigione, sia esso la stabilizzazione della malattia intesa come non peggioramento”

Scienza e coscienza appunto, dove l’una non può e non deve prevalere in modo esclusivo sull’altra, costringendo così anche il medico a negare quelle terapie che pur nell’incertezza dei risultati potrebbero beneficiare il paziente.

In Italia la regione Toscana ha una legge che permette ai propri cittadini di curarsi con le medicine complementari o non convenzionali tramite il SSN Regione Toscana Ambulatori medicine complementari

Qui in particolare il riferimento all’Omeopatia Omeopatia

Trovo molto interessante quanto fatto dalla Regione Toscana perché in linea con lo spirito dell’articolo 32 della Costituzione sopra citato. Rimane da sanare la discrepanza delle norme nazionali in materia di salute, visto che generalmente negli ospedali non è permessa la libertà di cura, piuttosto si applicano protocolli medici standardizzati.

Fatte queste incomplete ma necessarie premesse ecco sotto la lettera scritta dai Medici italiani omeopati rivolta ai loro pazienti:

Caro Paziente, chi ti scrive sono i Medici italiani esperti in Omeopatia. Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a Te a seguito del proseguire ininterrotto della campagna diffamatoria promossa da pochi soggetti non qualificati, che si stanno arrogando il diritto di decidere come Tu dovresti curarti. Ora, dopo oltre un anno di articoli critici pubblicati sulla stampa, di trasmissioni televisive prive di contraddittorio in violazione delle regole deontologiche della professione giornalistica, e di superficiali prese di posizione, la misura è a nostro avviso effettivamente colma. Tanti tra coloro che criticano le Medicine Complementari scrivono articoli, partecipano a trasmissioni TV e a volte scrivono libri pur conoscendo poco o nulla dell’omeopatia, della farmacologia delle microdosi e dell’azione dei medicinali omeopatici; non sono a conoscenza della mole di lavori che dimostrano che l’omeopatia è diversa dal placebo, né degli sviluppi della letteratura scientifica, almeno di quella degli ultimi dieci anni. Atteggiamenti che denotano ignoranza, accompagnata da “dosi ponderali” di supponenza, forse motivata dalla ricerca di visibilità, o di sostegno ad “altri interessi”. Secondo questi soggetti, l’omeopatia non ha alcuna base scientifica, i preparati omeopatici non contengono nulla, e quindi non hanno alcuna efficacia. Ne deriva che chi li prescrive sarebbe – a loro dire – un “truffatore”, e il paziente che li assume (quindi Tu) un ignorante credulone. A nulla valgono le evidenze contrarie:  l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato nel 2008 la “Dichiarazione di Pechino sulla Medicina Tradizionale”;  il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa hanno chiesto di “assicurare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e il più alto livello di informazione sull’innocuità, qualità ed efficacia di tali Medicine, invitando gli Stati membri a regolarizzare lo status delle Medicine Complementari;  la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) ha riconosciuto “per il loro rilievo sociale” le Medicine Complementari e Non Convenzionali, tra le quali le Omeoterapie, che “costituiscono atto medico” secondo il Codice di Deontologia Medica;  la NATO Science and Technological Organization ha costituito un gruppo di ricerca con il compito di valutare l’adozione per il personale militare di varie tipologie d’intervento basate sulle Medicine Complementari, in quanto una percentuale superiore al 50% della popolazione militare utilizza questi Sistemi di cura;  gli studi su PubMed che dimostrano l’efficacia delle Omeoterapie sono pubblicati in numero significativo (oltre 5.000 referenze);  il Governo Federale della Svizzera ha incluso le Medicine Complementari nel proprio Sistema Sanitario nazionale;  negli USA – il cui Governo Federale ha istituito già nel 1992 il National Center for Complementary and Integrative Medicine – la crescita del numero di Scuole di Medicina che negli ultimi 10 anni offrono percorsi di studio sulle Medicine Complementari, è passato – secondo uno studio dell’University of Arizona Health Sciences – dal 68% al 95%. Ebbene, nonostante tutto quanto sopra illustrato, nonostante in Europa circa 100 milioni di persone facciano uso di Omeoterapie (l’omeopatia è la seconda medicina più diffusa al mondo) e nonostante il prodotti omeopatici siano classificati come farmaci sia dalla direttiva dell’Unione Europea che dalla Legge nazionale, i critici oscurantisti proseguono la loro ostinata campagna di offensiva delegittimazione, pregni di pre-giudizio, che è il più antiscientifico degli atteggiamenti. Non solo: violano anche sistematicamente i principi del codice di deontologia professionale dei Medici, ad esempio l’articolo 58, che recita: “Il medico impronta il rapporto con i colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione e al reciproco rispetto delle competenze tecniche, funzionali ed economiche, nonché delle correlate autonomie e responsabilità…”. Già, rispetto: una parola sconosciuta nel vocabolario di chi ha fatto dell’ortodossia scientista una vera e propria ossessione. Nel frattempo, mentre questi soggetti prendono spunto per polemizzare sui rarissimi errori per colpa medica di qualche isolato omeopata, la medicina convenzionale uccide – terza causa di morte in USA – oltre 250.000 persone l’anno, per cure inappropriate o effetti avversi dei farmaci. 2 Anche per questo, caro Paziente, dopo infinite provocazioni, abbiamo deciso di scrivere agli Ordini dei Medici territorialmente competenti per sollecitarli a una più incisiva e puntuale azione a tutela dell’onorabilità dei Medici iscritti, chiedendo di prendere posizione con opportune diffide a salvaguardia loro e a difesa della Tua e nostra libertà di scelta terapeutica. Siamo certi che Tu non sia disponibile a farti influenzare negativamente da questi improvvisati censori, ma abbiamo comunque deciso di rivolgerci direttamente a Te, con fiducia, al fine di illustrarti il nostro pensiero su cosa di contraddittorio e controverso sta succedendo in questo periodo in tema di salute. Come ricordato recentemente in un corso sulla comunicazione sanitaria organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Roma e Torino, non è certo che il consenso raggiunto oggi su un’evidenza scientifica “regga” con il passare del tempo, e viceversa vi sono approcci terapeutici efficaci dal punto di vista clinico ma dei quali ancora non conosciamo nel dettaglio il meccanismo di azione: ne deriva che un atteggiamento meno talebano e orientato solo al “qui e ora” possa essere assai consigliato, anche perchè nuove evidenze scientifiche a favore della Tua scelta terapeutica vengono pubblicate in mole crescente. La scienza procede per interrogativi, e quel che è incerto oggi (anche spesso perché incerti sono gli strumenti di analisi e di ricerca) potrebbe diventare certo domani, o viceversa, nonostante le “sentenze” e i punti di vista soggettivi propagandati dai soliti noti come ”verità inconfutabili” stiano asfissiando il legittimo dibattito scientifico sull’efficacia dei farmaci che il tuo medico ti ha prescritto e che ti accingi ad assumere. Grazie per l’attenzione che hai rivolto al contenuto di questa nostra lettera, certi come siamo della fiducia che riponi in un Sistema di salute che pone al centro della propria attenzione l’essere umano nella sua interezza, con l’ambizione e il desiderio di curare il malato e non solo la malattia. Un caro saluto, Il Tuo Medico esperto in Omeoterapie

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Si può?


Il post sotto è di Stefano. A me, visto che ormai è Natale, viene solo da dire che sperare di può!!! Buona lettura.

Si può essere sovranisti senza essere tacciati di nazionalismo fascista?
Si può essere anti neoliberisti senza essere stalinisti?
Si può essere contro questa falsa Europa senza rinnegare i valori fondanti dell’Europa stessa?
Si può credere che l’immigrazione incontrollata ed infinita sia attuata strumentalmente per distruggere i diritti dei lavoratori, senza essere tacciati di razzismo?
Si può essere contrari all’omologazione cosmopolita e restare rispettosi delle culture altrui?
Si può non credere che il mercato aggiusti ogni ingiustizia sociale?
Si può credere che lo Stato debba intervenire a difesa dei più deboli e che abbia sempre i mezzi per farlo?
Si può credere che l’attuale debito pubblico sia una invenzione degli speculatori finanziari?
Si può credere che gli evasori fiscali facciano meno danni delle politiche di austerità?
Si può credere che i grandi movimenti ecologisti siano usati strumentalmente dagli stessi inquinatori, pur rimanendo ecologisti?
Si può credere che somministrare 10 vaccini ad un bimbo di pochi mesi sia una cosa abnorme, senza essere classificati come oscurantisti antiscientifici?
Si può credere che, per le grandi industrie farmaceutiche, è meglio se siamo degli eterni malati?
Si può credere che, per un bambino, è meglio avere un padre ed una madre invece di due genitori dello stesso sesso, senza essere considerati omofobi?
Si può credere che la teoria “gender” sia una cosa senza senso, sempre senza essere considerati omofobi?
Si può credere che uomini e donne abbiano assoluta pari dignità nell’altrettanto assoluta diversità? Si può considerare la parola “femminista” una parolaccia al pari di “maschilista”?
Si può credere che la pratica dell’utero in affitto sia una cosa abominevole in quanto estrema mercificazione del corpo femminile?
Si può essere contrari alla politica interna ed estera israeliana, senza essere considerati antisemiti?
Si può essere contrari al burqa senza essere considerati anti islamici?
Eccetera… eccetera… insomma si può vivere in un mondo che non sia in bianco e nero, come i maestri del “dividi et impera” vogliono, ma che contenga infinite sfumature di grigio, anzi, infiniti colori dipinti col pennello della ragione?
Si può?