La moralità di “uccidere”!

“…la Corte di Assise di Trieste, presieduta dal giudice Giorgio Nicoli, ha riconosciuto al medico del 118 non solamente le attenuanti generiche, bensì anche quelle previste dall’articolo 62 comma 1 del Codice penale: ovvero “l’aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale”https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-nera/ag-scopi-morali-forte-sconto-pena-medico-che-uccise-9-2112706.html

Il medico in questione è stato sospeso dalla professione per soli 5 anni! Sentenze del genere fanno emergere l’importanza nelle società attuali di sdoganare l’eutanasia e riproporre l’ideologia dello Stato lager, fondato su principi utilitaristici, ove ciò che è considerato “inutile” va eliminato senza troppo pensarci. Per questo e per altri motivi è vero che la “memoria” di ciò che è accaduto è già a rischio.

I.D. (Identità Digitale)

Racconto fanta-ironico e/o semi-serio di Stefano. Sono tante le riflessioni che si potrebbero fare, aggiungo solo che il cosiddetto “cluod” secondo me, più che uno spazio sicuro dove archiviare i dati, altro non è che il computer di qualcun altro. Ma tranqui, è sicuro! Sicuro esattamente come la Posta Elettronica (Email), per esempio, oppure i vari social come Facebook, Instagram o Twitter, ecc. ecc. ecc. Applicazioni dove gestiamo un nostro spazio privato, sul quale condividiamo ogni tipo di informazione, personale e non. Riflettiamo gente, riflettiamo…

Racconto di Stefano

Ormai è quasi una tradizione, pressoché tutti i sabati mattina Alberto ed io ci incontriamo vicino alla darsena, dove è possibile parcheggiare, poi, dopo una lunga, ma piacevole passeggiata nel lungo-porto arriviamo in centro, ci sediamo nel nostro bar preferito, dove il caffè è delizioso, e dopo una pasta, una sfogliata di giornale ed una chiacchierata con i camerieri, condita da qualche risata, riprendiamo la nostra passeggiata verso il corso e il viale. Alberto è un mio ex collega, ma ancora amico… anzi, sicuramente amico, anche se non credo abbiamo mai avuto un’opinione in comune, però che dire, non litighiamo mai seriamente, sicuramente ci rispettiamo e poi: la diversità è una ricchezza, questo concetto almeno lo condividiamo.

Poche settimane fa litigavamo, come al solito amichevolmente, su un argomento: era capitato che, disordinato come sono, non trovavo più il mio portadocumenti ed ero partito in macchina, per il mio solito appuntamento, senza la patente in tasca. Ovviamente, quando poi tornai a casa, mia moglie mi fece trovare il portafogli sulla cassettiera…

Passeggiando piacevolmente lui esordisce: «Caro Silvio sei un troglodita!»

«Ah sì… e perché?» Ormai sono rassegnato ai suoi attacchi.

«Uno sbadato come te dovrebbe arrendersi e portare tutti i suoi documenti sul cellulare, come ho fatto io.» Gongolante mi mostra il suo smartphone con tanto di QR Code visualizzato.

«Cioè, fammi capire?»

«Ma lo sanno tutti, ora si possono portare tutti i documenti sul telefono, così non te li perdi di sicuro!»

A me viene di provocarlo con l’ironia: «E se poi ti perdi il telefono? Perdi tutto.»

Per un attimo si fa serio: «Ma ti pare? E poi tu hai perso i documenti mica il telefono, ce l’hai sempre con te, quello non lo perdi mai! Ormai ce l’abbiamo sempre in mano per i messaggi, per internet, per i social…»

Godo nel provocarlo: «E quando si scarica?»

Mi guarda con un’aria di compassione: «Si scaricherà a te! Il mio è l’ultimo modello e dura 3 giorni poi ci sono le Power Bank, ne ho una sempre carica in macchina.»

Lo schernisco io: «Ah così, per evitare che si scarichi una batteria te ne porti un’altra… poi per evitare che si scarichi la seconda puoi portarne una terza, una quarta e così via?»

«Ah, ah, ah, spiritoso, invece tu sei preistorico, non ti rendi conto della comodità!» Prende fiato come per fare una lunga esposizione: «Ormai faccio tutto con il cellulare: apro la portiera ed accendo la macchina, pago qualsiasi cosa, se qualcuno mi chiede un documento gli mostro il QR Code.»

Resto molto stupito: «Non mi dire che hai tutti i documenti lì dentro?»

«Beh certo! Cioè, non stanno “fisicamente” qui dentro, stanno in un qualche data base, ma io, e solo io, posso accedervi con le mie password.»

Sono un po’ incuriosito: «Ma tanto avrai il cartaceo dei documenti a casa?»

«No, certo che no, quando passi all’Identità Digitale non ne hai più bisogno. Fine delle code agli sportelli, fine dei rinnovi… cioè quando qualcosa scade ti arriva un avviso e di solito basta compilare un questionario, sempre online. A volte purtroppo, unica scocciatura, tocca andare a fare qualche visita medica…»

«Scusa eh, no seriamente, può capitare che ci si perda il cellulare, a me potrebbe capitare di sicuro, oppure che ti cada e si rompa, o che te lo rubino…»

«Eh, allora non c’è problema, basta fare una denuncia online… lo troverai un cane che ti presta il suo cellulare no? Poi ogni cosa è collegata al tuo numero di telefono ed alla tua I.D. ed in men che non si dica recuperi tutto.»

«Ma tu hai tutti, tutti, i documenti nel telefono?»

Resta pensoso mentre enumera con le dita: «Dunque, mi restano fuori il passaporto… era scaduto e adesso non mi serve e l’assicurazione della macchina, ma appena la dovrò rinnovare lo chiedo all’agente e se non ce l’ha cambio compagnia!»

«Ma è pazzesco… anche il bancomat?»

«Certo, quella è stata la prima cosa.»

«Ma non ti tieni qualche soldo a casa? Non si sa mai.»

«Macché, basta con il contante! Tanto, molto presto lo aboliranno, ed io sono d’accordissimo, così niente più pagamenti in nero e le tasse le pagheranno tutti!» Sottolinea con un aria cattiva.

«Questa è una enorme baggianata! Le evasioni erariali, quelle grosse, avvengono con denaro virtuale appoggiato nei paradisi fiscali e così anche le grandi corruzioni. Poi, ti pare che se qualcuno vuol pagare in nero non trova qualche sistema? Ci sono sempre l’oro ed i gioielli, le criptovalute e, immagino, altri mille sistemi.»

«Sì, sì, lo so che sei sempre il solito complottista, ma io sto parlando soprattutto della comodità: ho le tasche sgombre dalle mille cose che sei costretto a metterci tu, ho un unico aggeggio con cui faccio tutto…»

«Io non lo so, ma affidare tutta la mia vita a qualche entità, esterna a me, mi angoscia un po’, per carità sarà tutto affidabilissimo, però…»

Alberto si limita a scuotere la testa con fare paternalistico.

Questa piacevole discussione avveniva un mese fa circa, ma oggi, di mattina presto, mi arriva una strana telefonata da un numero sconosciuto: «Pronto, scusa non mi conosci, sono la compagna di Alberto, ti vorrebbe parlare.»

«Beh certo, passamelo, ah, piacere di averti conosciuta finalmente.»

Non mi risponde Lucia, ma la voce preoccupata dell’amico: «Senti, non so da dove cominciare, ma è pazzesco!»

«Cosa ti è successo? Perché non parli dal tuo numero, dal tuo inseparabile cellulare?»

«Dunque, ti racconto tutto: ieri pomeriggio sono andato al supermercato, ho pagato, come al solito con lo smartphone, tutto regolare, poi quando volevo aprire la macchina lei non si apriva. Sono rimasto lì come uno scemo e con due borse della spesa pesanti in mano. Provo a chiamare Lucia, niente, provo a chiamare te… niente. Sul telefono appariva il tuo numero, ma la chiamata si chiudeva subito come se non avessi campo, ma lì il campo c’è.»

Se non fosse per la situazione tragica mi verrebbe da ridere, mi trattengo: «Quindi come hai fatto?»

«Sono tornato dentro al supermercato, dove mi conoscono, ed ho chiesto alla cassiera di chiamarmi un taxi, lei gentilmente lo ha fatto. Aspetto il taxi, ma poi l’autista vuole sapere come intendo pagare, ovviamente gli mostro il QR Code, lui lo inquadra e poi mi dice: “il suo telefono non è abilitato al pagamento, non ha il bancomat o i contanti?” io rispondo di no. Lui mi guarda interrogativo, io riesco a convincerlo che dopo a casa c’era la mia compagna che avrebbe potuto saldare, un po’ scocciato ha accettato ed eccomi qui.»

«Ok, bene, ma questo è successo ieri, sei riuscito poi a scoprire l’arcano?»

«Veramente vorrei che mi aiutassi tu.»

«In che modo?»

«Beh, Lucia deve andare a lavorare, io non ho né la macchina né il telefono, visto che non funziona…»

«Anche io ho un impegno, va bene, cerco di liberarmi e poi ti richiamo.»

Rapidamente come se temesse che io chiuda: «No, no, non puoi richiamarmi, Lucia ora esce ed il mio telefono non riceve neanche.»

Io resto basito: «Boh, va bene, aspettami lì, appena posso arrivo.»

«Tanto dove vado? Grazie mille!»

 Un’ora dopo sono a casa di Alberto: «Scusa se te lo dico, ma mentre venivo qui mi è tornata in mente la nostra discussione riguardo l’Identità Digitale.»

«Ti prego non infierire visto come sono incasinato, e poi sono sicuro che non c’entra niente, è un malfunzionamento del cellulare, forse passeggero…»

«Dunque, tu mi dicesti che basta una telefonata, una denuncia e poi tutto si risolve… ci hai provato?»

«No, finora no, speravo si risolvesse da solo, ma forse ormai è ora?»

«Eh, direi di sì.»

«Ah ecco, nella rubrica ho il numero, ma non posso chiamarlo…»

«Dai, dettamelo che lo chiamo io.»

Risponde la solita voce elettronica: digita 1… digita 2… mi ci vuole la bellezza di 20 minuti solo per sentirmi dire che i servizi telefonici e di identità del numero di Alberto sono stati disabilitati. Questo lo sapevamo già! Anzi no, speravamo fosse un malfunzionamento ed invece è qualcosa di peggio.

«Che facciamo ora?» Chiedo pensoso.

Dal volto di Alberto comincia a trasparire una certa disperazione: «Non so, proviamo a chiamare la mia Banca, il Comune, la Motorizzazione, l’Agenzia delle Entrate…»

Non so perché, ma l’unico soggetto che mi affascina è un altro: «Scusa, ma da quando hai la partita IVA non hai un Commercialista? Chiamiamo lui.»

«Perché?… Di certo lui non c’entra niente col blocco del cellulare.»

«Che ne so, però lui lo conosci, è un essere umano e non una entità, magari parlandone, lui ha qualche esperienza in più.»

«Boh, forse, proviamo.»

«Ciao Carlo, scusa se uso un telefono diverso dal mio, sono Alberto, mi trovo in questa situazione…… chissà se mi puoi aiutare?»

Carlo resta in silenzio, troppo a lungo, poi esordisce: «Vuoi vedere che…»

Alberto resta molto stupito: «Cosa?»

«No, è che circa 15 giorni fa scadeva il pagamento delle tue tasse, io ero incasinatissimo col lavoro ed ho pensato, se pago domani non succede niente, già lo so che se si paga anche con tre giorni di ritardo neanche se ne accorgono, solo che dopo mi sono dimenticato completamente, ti chiedo scusa, davvero…»

Il diritto di essere un bambino

Il diritto di essere un bambino
Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare
chiedo un sorriso di chi sa amare
chiedo un papà che mi abbracci forte
chiedo un bacio e una carezza di mamma.
Io chiedo il diritto di essere bambino
di essere speranza di un mondo migliore
chiedo di poter crescere come persona.
Sarà che posso contare su di te?
Chiedo una scuola dove posso imparare
chiedo il diritto di avere la mia famiglia
chiedo di poter vivere felice,
chiedo la gioia che nasce dalla pace.
Chiedo il diritto di avere un pane,
chiedo una mano
che m’indichi il cammino.
Non sapremo mai quanto bene
può fare un semplice sorriso.
Madre Teresa di Calcutta

Aggiungerei anche un altro pensiero straordinario di Madre Teresa di Calcutta, che ci ricorda in modo inequivocabile che i figli sono si un dono, ma vanno accompagnati senza essere mai dei limiti, piuttosto un faro per permettere loro di scegliere con più consapevolezza la strada da seguire nella loro vita:

“I figli sono come gli aquiloni. Insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo. Insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno. Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita.”

Cambiamenti

Ma no dai Marco, non essere così pessimista! Certissimissimamente ESSi ci doneranno decine di migliaia di canotti fatti con bellissimissime bottiglie della CocaCola per affrontare al meglio l’innalzamento dei mari causato dal surriscaldamento globale. Il ciclo del riciclo si chiude in virtù che più meglio non si può fare più!

Guerrieri nel silenzio

arciere.JPG
Arciere assiro, museo Barracco Roma – Fonte Wikimedia

Come una freccia

inseguiamo il vento della vita,

innumerevoli lanci scoccati

per uscire dal buio

che circonda l’esistenza.

Secoli passati in superficie

senza svegliare il guerriero

assopito in noi,

sepolto dalle immagini

presenti e passate,

sconosciuto ai più

ma unica scintilla della divinità.

Abbandonate le illusioni della personalità,

lasciate a Lui la guida,

al vero Sé,

coincidenza di Essere e di Verità

nel silenzio sacro dell’esistenza,

dell’eterna presenza

dove gli opposti si annullano:

solo così capirete che

non c’è più la lotta per la vita,

non c’è più dualismo,

il guerriero ha vinto l’ultima battaglia

ed ora è tornato a riposare

nella luce suprema della consapevolezza.

Essere persona nella pienezza, essere chiamati per nome da quel Tu che ci costituisce, ogni passo verso l’Amore non fa che realizzare l’unità degli opposti, l’armonia nel caos, la pace nella lotta delle ipocrisie. È l’unica vera guerra che vale la pena combattere e ognuno né è protagonista; proprio perché la coscienza collettiva che plasma la società umana evolve attraverso l’individuo e l’individuo si innalza chinandosi verso il prossimo e guardando così in faccia al Signore.

Candele e legna(te) per tutti!

<<Dal primo ottobre si rischiano “incrementi superiori al 100%”. L’allarme viene dall’Arera – l’autorità per l’energia – in una segnalazione inviata a governo e parlamento: “In relazione alle criticità legate agli elevati prezzi del gas naturale – scrive l’autority – è atteso un incremento delle bollette per le famiglie, stimabile di oltre il 100% rispetto al trimestre in corso”.>>  https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/focus-economia/puntata/trasmissione-03-agosto-2022-160800-AElcL3qB

Tranqui che c’è chi sta peggio di noi https://www.tvsvizzera.it/tvs/cultura-e-dintorni/crisi-energetica—fate-scorte-di-candele-e-legna-da-ardere-/47811204

InZomma tutto a posto, ci aspettano giorni lieti. Tutto lascia presupporre che nessuno avrà voglia di prendersi la responsabilità politica di questo disastro, quindi chiunque andrà al governo avrà vita breve, pronto ad lasciare posto al solito governo di responsabilità nazionale dove chiaramente esisteranno solo meriti e i casini so di tutti e quindi di nessuno.

Ed Essi vissero felici e contenti (noi un po’ meno)

Si capisce la portata “sociale” di quello che dice? Con l’inflazione all’8%, invece di pensare almeno ad una parziale ed emergenziale indicizzazione dei salari, gioisce per il loro blocco! E questo signore è della stessa “razza” (entrambi bankieri) del nostro attuale premier! Ormai dovrebbe essere abbastanza chiaro, le élite che ESSI rappresentano ci vogliono solo in due modi: o schiavi totalmente sottomessi o morti!

Che sia crisi economica, pandemia o guerra la soluzione per ESSI è sempre la stessa, cioè demolizione dei diritti precedentemente acquisiti e controllo totale delle masse. Ed ecco un’altra “chicca” dei Migliori:

Ci stanno preparando dall’autunno 2021 ai possibili blackout europei con motivazioni non meglio definite, spesso riferite a ipotetici cali dell’afflusso di gas dalla Russia o ai suoi aumenti ingiustificati nel gioco a rialzo fatto sul mercato dell’energia. Ebbene oggi con la guerra possono dire candidamente che ci staccheranno gas e luce per risparmiare.

In realtà ormai giocano a carte scoperte su tutto, annunci a base di slogan e manganello e olio di ricino per tutti (che poi sia la quarta dose, il greenpass, la pizza con le cavallette o il razionamento dell’acqua poco importa).

L’inerzia e soprattutto la nostra divisione è la loro più grande forza.

Estate, il declino della luce

Le stagioni della vita

Il 21 giugno 2022 alle 11 e 13 minuti il sole raggiungerà il suo culmine e sarà il solstizio d’estate, la luce del crepuscolo, dopo il tramonto, sembrerà non finire mai e l’estate scandirà le nostre giornate con la sua forza e il suo calore. Ma la luce, in realtà, inizierà sin da subito a declinare e tramonti sempre più precoci ci metteranno di fronte al cambiamento preparandoci alla nuova stagione. Perché se è vero che non sono più il caldo o il freddo a definire le stagioni, è altrettanto vero che la luce le segna inesorabilmente.

Questo ciclo è la nostra stessa vita, nel singolo la pienezza dell’estate è la forza e la saggezza della raggiunta maturità; ma l’umanità ugualmente è in cammino, verso che cosa? Quali stagioni segnano la contemporaneità? Siamo nati ieri geologicamente parlando, ma come coscienze racchiudiamo l’universo intero e non basta…

Come singolo, goccia in caduta libera verso la Terra, sono anch’io nel pieno dell’estate, vivo in me il declino della luce, anche se i segni sono ancora frutti maturi da gustare che tengono lontani i rigori dell’inverno e l’ombra, che i precoci tramonti allungheranno presto sulla mia vita.

Ma nel contesto più ampio dell’umanità e della sua storia plurimillenaria, che senso ha parlare di luci e di ombre, di stagioni presenti e passate, di ingiustizie o gioie o paure? La vita si ricompone sempre e chiude il cerchio. L’umanità non dice IO, avanza nella storia macinando vite come fuscelli strappati dal vento e avanza prendendo coscienza di sé stessa.

Quindi io, aspetto il mio destino invocando il diritto di esistere e continuare ad esserci, attraversando ogni stagione della vita; e di questo ciclo continuerò a far parte insieme al flusso dell’umanità intera… niente andrà perduto se la Luce segnerà i nostri nomi, come tracce indelebili in un cammino che si realizza solo nell’Amore verso tutto e tutti, chiamandoci per nome e tenendoci per mano.

E quando l’ombra coprirà il mio cammino, ti prego, non lasciarmi solo!

Idrocarburi proletari

https://www.auto.it/news/attualita/2022/06/08-5464129/lue_ha_deciso_dal_2035_stop_alla_vendita_di_auto_benzina-diesel-gpl

Vanno avanti come un treno, la gente inizia a sperimentare nel proprio portafoglio la follia green made in UE, ma a ESSI poco importa, si deve fare costi quello che costi!

A me viene da fare questa breve considerazione: gli idrocarburi sono proletari! Perché gli idrocarburi sono illimitatamente disponibili e hanno costi molto bassi di estrazione ed utilizzo, essi hanno permesso all’umanità di evolvere tecnologicamente e socialmente. Hanno permesso al semplice lavoratore di trasformarsi da schiavo a fruitore di beni; hanno permesso al mondo di unirsi favorendo la mobilità e lo scambio di culture; tutto ciò che abbiamo, compreso il cibo abbondante e sempre disponibile, è frutto dell’energia emessa dagli idrocarburi. Rinunciare ad essi significa puntare sull’involuzione, soprattutto quella sociale. Il lavoratore deve tornare totalmente sottomesso e controllato in ogni suo aspetto. La pseudo-ecologia di facciata imposta dalle élite altro non è che ripristino della schiavitù e controllo totale.

Poi potete fare tutte le considerazioni che volete sull’emergenza climatica, le risorse della terra limitate, il fatto che gli esseri umani sarebbero “troppi”, ecc. ecc. ecc. Certo, certo tutte cose che ci dicono da anni e come un mantra penetrano nella mente e attecchiscono. Ma la soluzione a questi “mali” la state sperimentando sulla vostra pelle, non è poi così difficile da capire che fine faremo se non ci ribelliamo a questa ideologia anti-umana. Perché i mali da estirpare e controllare siamo noi, siamo proprio sicuri che valga la pena sacrificarsi?

Aureliano Tempera

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Escrito por PROF RAFAEL PORCARI, compartilhando sobre futebol, política, administração, educação, comportamento, sociedade, fotografia e religião.

Nicoletta Rinaldi

Nicoletta Rinaldi Scrittrice

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