Misericordia e ordine sociale: quali sono i muri da abbattere?

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Misericordia o “amore che trabocca”, è questo il messaggio al centro del Vangelo e sembra essere il principio che guida papa Francesco nel suo apostolato. La misericordia insegna a condannare il peccato e non il peccatore, inoltre è necessario abbassarsi verso il misero riconoscendo in lui l’umana e comune condizione, cercando così di andare incontro a chi soffre ed è in condizioni di povertà. Tutto ciò spinge il papa ad avere un atteggiamento di apertura ed accoglienza totale nei confronti dei migranti che vengono in massa verso le nostre coste e si diffondono in tutta l’Europa! “Chi costruisce muri non è cristiano!”, queste sono essenzialmente le parole del papa.

Non credo però che il problema attuale dell’immigrazione si risolva con l’accoglienza su modello europeo, che a parole sembra voler mettere un freno a questo fenomeno, mentre nei fatti apre le porte e addirittura spinge affinché un numero sempre maggiore di persone arrivino nelle nostre coste (come di fatto accade in modo esponenziale!). Le riflessioni che seguono non vogliono però essere una critica alle parole del papa, quanto piuttosto al “sistema economico” degradato e degradante che secondo me sta sotto tale fenomeno “apparentemente” incontrollato e incontrollabile! E tale “sistema” non è frutto di una necessità, ma di una scelta politica consapevole comune a tutti i paesi dell’UE!

Che i cittadini italiani e più in generale quelli europei siano chiusi in dei muri questo effettivamente è innegabile! Essi sono così alti da rendere difficoltoso  vedere il cielo, tanto è oscura e impenetrabile la loro ombra. Questi muri sono però quelli di una prigione, o se si preferisce di una gabbia, quella costruita dal sistema oligarchico-finanziario che ha come principale strumento di dominio l’euro. Grazie al  controllo della moneta si generano squilibri fra stati e si impongono crisi che hanno come fine ultimo la distruzione dello stato sociale e dell’ordine che esso garantiva. Primo fra tutti il lavoro che in tutta evidenza, grazie alle “riforme”, è diventato mera merce ad uso e consumo di chi detiene il capitale: i lavoratori, in una competizione esasperata dall’enorme disoccupazione, accettano salari da fame e orari di lavoro massacranti. In tutto ciò l’arrivo di masse di migranti a cos’altro dovrebbe servire se non che ad aggravare tale umiliante situazione?

I muri che ogni buon cristiano dovrebbe innanzitutto abbattere sono quindi quelli della prigione in cui ci hanno chiuso: a che serve “accogliere” altra gente –  nell’illusione crudele che potranno trovare condizioni di vita migliori – per poi rinchiuderli in una gabbia ancora peggiore di quella da dove sono scappati! Dove manca la libertà vige l’ingiustizia e non c’è spazio per l’amore o la misericordia, semmai si fomenterà l’odio e la violenza.

Inoltre chi di noi accetterebbe mai che si abbattessero i muri della propria casa?  Pensiamo alla parabola sulla misericordia per eccellenza, quella del “Buon Samaritano”: il Samaritano è il misericordioso che si abbassa verso l’uomo ferito e si prende cura di lui. Ma dopo averlo portato in una locanda e offerto del denaro al padrone affinché si prenda cura del ferito trattandolo come un fratello, il Samaritano riprende il cammino interrotto… cioè ristabilisce l’ordine nella sua vita! Dove manca l’ordine sociale regna il caos, che è il principio di ogni male. La misericordia è invece “buona e giusta” afferma lo stesso papa Francesco. E proprio in nome della giustizia e della verità, non possiamo continuare ad accettare l’inganno che si nasconde dietro il falso buonismo e la falsa accoglienza con cui i media condiscono lo sfruttamento e la tratta di esseri umani che si sta svolgendo nel mediterraneo!

Per comprendere meglio quanto lo spirito da buoni samaritani sia lontano anni luce dalla coscienza delle élite mondialiste che ci comandano, basta leggere QUESTO ARTICOLO che spiega cosa sta succedendo in Sicilia grazie all’imminente evento del G7: sospensione del “sacro” trattato di Schengen e blocco navale in tutti i porti della Sicilia fino al 28 maggio! InZomma i barconi dei disperati sono off-limits e la campagna di salvataggi umanitari momentaneamente sospesa (almeno in Sicilia) in attesa che i grandi della terra abbiano espletato ai loro bisogni.

Concludo con una riflessione ispirata dai murales dell’artista Keith Haring. La danza, come la musica sono espressioni artistiche che uniscono gli uomini e portano ordine nella loro vita. Nei suoi muri colorati ci sono tutte le risposte: diversità e unione, comprensione e rispetto reciproco. Tutto ciò si ottiene solo abbattendo i muri dell’inganno, impariando ad aiutare gli altri senza perdere il rispetto verso noi stessi come chi ci comanda sta provando a fare, mettendo in discussione ogni principio d’identità e buon senso.

7 pensieri su “Misericordia e ordine sociale: quali sono i muri da abbattere?

  1. La decisione di sospendere gli sbarchi in Sicilia per quel periodo, vuol dire che “le navi della nostra flotta italiana (Marina Militare, GdF, Guardia Costiera, ecc..) che soccorrono i poveri e disperati migranti al largo delle coste libiche, dopo averli raccolti a bordo, li sbarcheranno in altri luoghi italiani.”
    Vuol dire solo questo. Viene fatto semplicemente per motivi logistici e di gestione del personale.

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    • La segnalazione l’ho fatta solo per evidenziare che gli sbarchi si possono gestire e fermare in qualsiasi momento invece è palese che non c’è alcuna volontà di farlo perché funzionale al piano di smantellamento delo stato sociale in atto in U e e causa prima delle tragedie del mare. Basta pensare che la mattina dell’audizione del procuratore in senato Soros è andato a palazzo Chigi a parlare con Gentiloni, di cosa?

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  2. Non credo sia solo una questione di potere ma di un businnes senza fine. Siamo al punto che nulla si muove senza il dio denaro e per lui si fanno cose orrende. Penso che sia la fine di questa civiltà: al principio comandavano i migliori ed alla fine i peggiori.

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