L’immigrazione!!!

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Dunque, un tema spinoso e per niente semplice da affrontare. Ma per fortuna ci ha pensato il mio amico Stefano ad inviarmi qualcosa in merito e volentieri la pubblico. Una riflessione interessante e direi condivisibile. E siccome LUI non sono IO, perché LUI è LUI e IO sono IO, spero che ai vostri eventuali commenti possa eventualmente rispondere LUI, che in questo caso è l’autore del post! Che comunque IO so qui se serve. Buona lettura…

Se solo provo ad eccepire qualcosa riguardo l’immigrazione, con qualche piddino, buonista, sinistro ad ogni costo (dell’attuale sinistra!!!), solidarista, baciapile e crocerossino vario… vengo immediatamente tacciato di razzismo, leghismo, disumanismo ecc… bene! A tutti questi, a cui va la mia comprensione, dico (e non lo dico solo, ma lo penso proprio!) chiunque e ribadisco CHIUNQUE si trovi in difficoltà od in pericolo per la vita o per l’incolumità… VA AIUTATO! Senza se e senza ma: Immediatamente! Messo in sicurezza, curato e il più possibile a proprio agio! Punto!

Che sia donna, uomo, bambino, giovane o vecchio. Che sia nero, bianco, giallo, rosso o… verde a pois viola…! Ari-Punto!!!

Bene… posso parlare adesso?

Posso, per esempio, parlare del luogo da dove provengono? Voi mi direte… l’Africa no? Ma l’Africa non è quel posto che ha più risorse di tutti? Dalle miniere di qualsiasi cosa… il Niger è il principale produttore mondiale di uranio, il Nord Africa possiede enormi giacimenti di petrolio, il Sud Africa ha i diamanti, non mi ricordo quale stato ha le miniere di quei minerali rari che servono all’elettronica moderna: litio, germanio, selenio… (nel vostro telefonino ci sono molti materiali che provengono da lì).

Come se non bastassero le miniere, il suolo produce qualsiasi prodotto agricolo ed in quantità di gran lunga superiore al fabbisogno locale, specie nell’Africa del centro-sud , i legnami più pregiati del mondo ecc…

Se ci si volesse affrancare dal petrolio, il fiume Congo, per portata d’acqua e velocità della stessa, è stato calcolato, se si sfruttasse in idroelettrico potrebbe soddisfare il fabbisogno di mezza Africa. Il Sahara, dove il sole batte SEMPRE per dodici ore al giorno, con il solare termodinamico brevettato da Rubbia potrebbe produrre elettricità H24 per l’altra mezza Africa!

Per non parlare delle potenzialità turistiche… Insomma è il paese con più risorse naturali concentrate al mondo, e lo dico senza tema di smentita, e allora? Perché è il continente più povero? Dove la gente è costretta ad emigrare? Beh, un piccolo esempio lo può dare il Niger (non la Nigeria eh!), dicevo, il principale produttore mondiale di uranio, è il paese considerato tra i più poveri del mondo, dove la gente non può neanche emigrare perché non può permettersi di pagare il “biglietto” fino alla Libia. Ora è indipendente dalla Francia, ma, chissà com’è, la Francia ha la più alta concentrazione di centrali nucleari del mondo… e… chissà com’è, tutte e dico TUTTE le imprese che sfruttano le enormi risorse africane o sono europee, la maggioranza (compresa l’AGIP!), o sono americane o cinesi… ma non era finito il colonialismo?

Poi, chi sono quelli che emigrano? Quelli che possono pagare i trafficanti di esseri umani, moderni schiavisti, mafiosi e macellai. Non possono certo pagare gli abitanti del Niger ed infatti qui non ne vengono!

Un pentito di mafia una volta disse che il traffico dei migranti rende più della droga!

Poi che fanno gli schiavisti? Imbarcano i sopravvissuti, al viaggio, sulle coste libiche. Dove una volta ad impedirlo c’era Gheddafi , che oltre a far stare benissimo i libici si adoperava per liberare il resto dell’Africa dai neocolonialisti, ma adesso l’ostacolo è stato rimosso da Francia, Italia ecc… per cui i moderni schiavi possono partire. Dopo poche miglia vengono trasferiti a bordo delle navi delle ONG… battenti bandiere improbabili… su cui i lavoratori a bordo, i volontari di cui SONO CERTO DELLA BUONA FEDE, accolgono i migranti e cercano, come possono, di farli sopravvivere. Ma chi le paga queste ONG? Perché proliferano così? Chi c’è dietro… chi comanda???

A questo punto le navi ONG segnalano la presenza di migranti, fuori ogni limite, a bordo, e l’emergenza sanitaria. Qui dovrebbe intervenire il codice internazionale sulla navigazione che imporrebbe il soccorso immediato da parte delle navi vicine e soprattutto l’apertura del porto più vicino che di solito è Malta. Ma Malta si rifiuta con la scusa che è troppo piccola per accogliere tutti… ok… dico io: “dopo li rimanderai via!” Ma intanto il soccorso e l’apertura del porto è obbligatoria… CHIARO???

Al 99% le ONG fanno rotta verso l’Italia (Lampedusa o Sicilia)e, se Malta non è in grado di accogliere… Lampedusa allora? Qui, di nuovo, i sopravvissuti (è una selezione naturale Darwiniana) vengono spediti nei Centri per l’Immigrazione: dei moderni campi di concentramento! Da dove, in teoria, dovrebbero essere identificati e poi, se non sono degli esuli da guerre o persecuzioni, rimpatriati. I regolarizzati, poi, dovrebbero essere ridistribuiti nei vari paesi europei, ma gli altri si rifiutano, contravvenendo alle convenzioni. In testa la Francia… che ci ha anche chiesto l’aiuto per ammazzare Gheddafi!

A questo punto i migranti, di solito, riescono a scappare (aiutati chissà da chi?) e cominciano la loro nuova vita, cercando di raggiungere o il Nord Europa o cercando di sistemarsi al meglio dove possono. A questo punto che cosa fa una persona qualunque completamente disperata? Uso questo termine perché è l’unico che si può adoperare per definire un individuo che scappa dalla propria terra, famiglia, cultura e radici. Che impegna ogni risparmio suo e dei parenti. Sopporta un viaggio in cui la sopravvivenza è del 50% e che alla fine va a vivere da clandestino in un Paese che non lo vuole. Che cosa fa dunque un Disperato? Si adatta a qualsiasi condizione pur di vivere, a qualsiasi lavoro, a qualsiasi salario, a qualsiasi compromesso!!!

Prendersela, quindi, con gli immigrati è la solita guerra tra poveri gestita benissimo e, anzi, promossa da chi ci guadagna dall’alto. Guerra in cui la Lega e gli altri partiti nazionalisti ne sono solo semplici e “inconsapevoli” pedine.

“Dividi ed impera.”

Per cominciare a capire a chi giova tutto questo basta, come al solito, seguire il danaro!

A chi giova avere dei lavoratori a pochi euro all’ora? Per costringere anche gli italiani a lavorare per la stessa cifra? Per essere più competitivi nel mercato Globale? Chi promuove il Neoliberismo sfrenato, l’ultra capitalismo finanziario? Chi ha creato questo paganesimo economico in cui l’unico Dio è il Mercato… Globale che comanda sui governi e sugli stati? A chi giova avere una platea di lavoratori sotto-pagati, ricattabili con lo spettro della disoccupazione… a chi giova???

Rispondete da soli! Ognuno in base alle proprie conoscenze.

Come si risolve il problema? C’è chi dice: “aiutiamoli a casa loro!”… NO!!! Per me no! E ve lo spiego.

Sempre e dico SEMPRE, quando si va ad aiutare qualcuno. Quando qualche Stato va ad aiutarne un altro, non lo fa mai gratis, ne ha sempre un tornaconto: se l’America ci ha beneficiato di un piano Marshall non è certo per “altruismo”, ma semplicemente gli serviva una comoda portaerei in mezzo al Mediterraneo! E così via, di esempi se ne possono trovare a migliaia. Non esiste Ditta o Corporation o Multinazionale che non guardi, PRIMA DI TUTTO, i suoi interessi! Per cui NO! Se vogliamo veramente aiutare l’Africa dobbiamo levarci dalle scatole e lasciarli crescere in pace… e loro stessi dovrebbero fare delle leggi per cui, gli eventuali turisti, possono soggiornare al massimo un mese e poi a casa! Delle leggi per cui gli stranieri non possono comperare niente di immobiliare, eccetera. Il vero razzismo lo dovrebbero conseguire loro, e secondo me sarebbero pure giustificati! Certo, è dura per un governo di una qualsiasi nazione africana prendere provvedimenti del genere, la fine di Gheddafi è un bel monito!

Però nell’improbabile caso, noi “ricchi” ci troveremmo ad esserlo un po’ meno, ma d’altronde… quando si vuole aiutare qualcuno, bisognerà pure fare qualche sacrificio… o no?

La fonte

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Poesie di Lorenzo

Senti

questo silenzio di cime mai svelate

ove solo il vento è padrone.

Il vento e quei fruscii

di un abisso profondo.

E ogni passo infrange

questo muro

ove l’illusione è un ricordo

portato lontano dal mare.

E su tutto, l’urlo straziato del vento.

Mi diverto in questa gara

col tempo,

già perduta, o chissà…?

Gli occhi non saranno mai

sazi di quell’acqua.

Aspettami fonte della vita

aspetta che mi crescano le ali.

Non mutare

il tuo azzurro riflesso

in quest’acqua nera.

 Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.

+? -? =? 3%!!!

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In questi giorni i media stanno in ogni modo preparando un bel campo minato su cui far muovere l’imminente manovra economica che il governo entro settembre dovrà presentare. Fra le tematiche più in voga c’è il famoso criterio del 3% di deficit e secondo le prime indiscrezioni (che ormai sembrerebbero definitivamente smentite) l’Italia si appresterebbe a sforare. Si ma Tria ha detto, Salvini ha fatto, Di Maio ha dichiarato…Boh!?!? Se i mercati si sono calmati grazie alle parole di quest’ultimi, con dichiarazioni che si sono accavallate una sull’altra senza arrivare ad alcuna certezza (faremo quello che è necessario per i cittadini e quindi sforeremo i parametri europei ma anzi pure manterremo i conti in ordine rispettando i vincoli e quindi però faremo una manovra espansiva e quindi anche non ci sarà alcuna rivoluzione perché procederemo per gradi…).

Chiaro no perché i mercati si sono rassicurati!?!?

Proviamo ad ipotizzare che effettivamente il governo del cambiamento scelga appunto… il CAMBIAMENTO. Quindi non solo non ci accontenteremmo più della flessibilità dello 0,… tanto generosamente offerta ai governi precedenti dall’UE, ma addirittura l’Italia tornerebbe a spendere alla grande e allora il debito pubblico e lo spread, almeno secondo i liBBeristi, esploderebbero!!! O forse no? Diciamo che ha ragione Tria a dire che FINCHÉ SIAMO NELL’EURO bisogna tenere i conti in ordine perché ogni euro di spesa pubblica farebbe ripartire le importazioni e quindi aumenterebbe il debito estero che oggi è invece più che contenuto (intorno al 30%). Pare che essendo l’euro una moneta debole per la Germania, quando andiamo a fare la spesa perfino nella filiera del made in Italy s’infila sempre e comunque una fetta di prodotto che viene importato da lì. E se è così la crescita avrebbe delle conseguenza assai deleterie per la nostra economia, rendendoci ancora più dipendenti dai diktat dei paesi esteri con i quali saremmo costretti a indebitarci per “pagare” il surplus d’importazioni!

Ma ha ragione anche Salvini affermando che per un vero cambiamento bisogna sforare i parametri europei, perché solo lo Stato ha la forza di immettere moneta per rilanciare i consumi innescando un processo veramente virtuoso e duraturo di crescita. Pensate invece che i liBBeristi sta moneta vorrebbero che ce la mettessero gli INVESTIMENTI ESTERI, che in pratica equivalgono ad essere investiti da un treno: come se un nostro vicino virtuoso (tipo Francia o Germania) o un investitore benefattore (tipo Soros) ci prestassero soldi AGGRATISSE!!!!!! Questi per loro sarebbero gli INVESTIMENTI, quelli dello Stato invece sempre e comunque DEBITI! Comunque bisogna capirli per loro lo Stato è per definizione BRUTTO e CATTIVO, lo dice LASCIENZA, come dice un mucchio di altre cose che non si possono mettere in discussione né con la parola né con il pensiero pena LASCIENZA a reti unificate contro l’oscurantismo fasciopopulista!

Ma tornando al 3% + – =, sarà interessante vedere come potranno dare soldi agli italiani riuscendo al contempo a fare in modo che gli italiani, attraverso i maggiori consumi generati da una maggiore disponibilità di reddito, non li spendano tutti in beni esteri! Un’interessante e complicatissima partita di scacchi, con avversari che hanno risorse e tempo da spendere. Non so come ma credo che se c’è una via d’uscita è qui che si dovrà cercare una soluzione che dia un senso all’amletico enigma del +- = 3% , facendo così contenti al contempo quelli che gridano “servi dell’UE e dell’euro”, oppure “pericolosi populisti, fuori dall’UE c’è la guerra e fuori dall’Euro la fame”, ma anche “altro che cambiamento, siete proni ai parametri europei”, che però ” porterete il debito pubblico fuori controllo e sfascerete l’Italia da noi tanto faticosamente salvata”, ecc.,ecc.,ecc. Sentite che armonia, che controcanto sublime? Che la musica è cambiata, perlomeno quello… ma altro non so dire, cadrei nel Lascientifico…

Solite considerazioni (noiose, scontate, non leggetele!) finali…

Ma come mai, nonostante l’Italia negli ultimi 7 anni abbia costantemente ridotto il deficit (cioè ha speso sempre meno per i cittadini arrivando ad un passo dal pareggio di bilancio), il rapporto deficit/pil è esploso arrivando a superare il 130%? Esso era al 108% del pil nel 2007, prima dell’esplosione della bolla finanziaria a seguito del fallimento della Lehman Brothers che innescò una recessione – causata dal debito PRIVATO – su scala mondiale! Debiti accumulati dalla banca grazie a crediti inesigibili, dati a man bassa senza garanzie solide di copertura. La deregolamentazione del mercato aveva inZomma funzionato più che bene, le istituzioni finanziarie si sono sentite libere di speculare accumulando montagne di crediti/debiti e all’arrivo della crisi il cerino rimane sempre in mano dei lavoratori e risparmiatori su scala globale. Perché anche quando gli Stati ci mettono una toppa, come è poi accaduto nell’Unione Europea, essi lo fanno attraverso le austerità, drenando denaro dai propri cittadini e al contempo mettendo sul banco degli accusati il DEBITO PUBBLICO e lo STATO LADRO e inefficiente! Bravi! Rappresentanti politici eletti dai cittadini (ma anche no, l’Italia è un esempio in tal senso) pronti a fare i fedeli garzoni al servizio del Capitale: GLI STIPENDI E LE PENSIONI SONO A RISCHIO, qualcuno si ricorda forse il terrorismo psicologico con cui hanno iniziato a ribaltare il modello economico e sociale del nostro paese? E poi giù a massacrare il PIL, distruggere la domanda interna, far chiudere negozi, saltare imprese, perdere il lavoro e ogni certezza come fossimo in tempo di guerra! Perché ogni danno, ogni crisi è buona per portare a casa ulteriori vantaggi per gli speculatori che detengono sempre più ingenti capitali, accumulati prevalentemente e molto più facilmente attraverso le crisi piuttosto che creando valore, investimenti, benessere diffuso! Questo è il vero problema delle riforme: anche chi crede allo Stato ladro, al Debito pubblico, alla corruZZZione pubblica, alla mancanza di efficienza del pubblico, alle virtù del privato, ecc., ecc., ecc. forse si sarà accorto che qualche problemino c’è anche laddove il pubblico soccombe delegando la gestione al privato con risultati alquanto discutibili.

Il pil corrisponde al reddito, alla ricchezza prodotta da uno stato e i numeri ci dicono che esso è letteralmente crollato nel 2012, anno dell’arrivo del governo Monti con le sue assurde politiche di austerità e di tagli alla spesa pubblica, perdendo oltre 63 miliardi di euro in 9 trimestri di recessione consecutivi – LEGGI QUI – . Politiche che nonostante l’evidenza dei danni sono state fedelmente perseguite dai successivi governi “clone”, esecutori fedeli del modello economico liberista. E anche la “flessibilità” che negli anni ci è stata concessa dall’UE altro non è stata che una “verga” con cui hanno sferzato senza pietà la nostra spesa pubblica, cancellando tutele e diritti prima garantiti dallo Stato. Perché questa flessibilità, muovendosi nel contesto dei principi del pareggio di bilancio e del fiscal compact (principi votati già nel 2012 quasi all’unanimità dal nostro parlamento, allora totalmente asservito agli interessi esteri), non ha fatto altro che limitare i danni per renderli socialmente sopportabili nel medio periodo, ma il risultato nella sostanza non cambia di una virgola: la distruzione della domanda interna (i cosiddetti consumi) attraverso demenziali politiche d’austerità messe in atto in un periodo di forte recessione globale, ha cancellato la crescita e impoverito il paese facendo esplodere la disoccupazione e il degrado – ambientale, sociale, culturale,… – ogni aspetto è stato volutamente e pesantemente modificato in modo peggiorativo con l’unico fine di creare una nuova società votata allo Stato minimo e al massimo profitto di pochi gruppi industriali e finanziari. Il metodo del SALASSO, tanto in voga nel medioevo e applicato con perizia dai cerusici come toccasana universale è stato applicato con dovizia dai Ministri dell’economia, portando se non alla morte perlomeno al collasso economico il nostro paese.

Ricordiamo che senza possibilità di spesa in pratica non esiste democrazia e l’azzeramento del deficit impedisce nei fatti i già magri investimenti pubblici necessari a mantenere in piedi lo Stato. E lo Stato si mantiene in piedi se la sua”ossatura legislativa”, cioè la Costituzione, non vviene by passata e disapplicata i nome di principi ad essa superiori non meglio definiti. Non è possibile alcuna ripresa che non sia al contempo anche un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. La ripresa fatta nel contesto delle regole ultraliberiste dell’UE, con il manganello continuo dello spread e le minacce della BCE, è infatti ottenuta esclusivamente dalla precarizzazione del lavoro e quindi dallo sfruttamento dei lavoratori, con i salari in caduta libera e le tutele cancellate. In questo contesto, che mira alla creazione di un esercito industriale di riserva (come diceva Marx) formato da milioni disoccupati e disperati (vedi le masse d’immigrati che vanno ad ampliare il già enorme bacino di sfruttamento creato in questi anni dalle “riforme di-strutturali), non può esserci altro cambiamento che quello che parte dal ripristino delle possibilità, da parte dello Stato, di fare investimenti pubblici e rilanciare così i consumi interni. Questo sarebbe il principale motore di una vera ripresa economica. E siccome le regole europee non permettono questo, ne mai lo permetteranno proprio perché esse nascono per garantire al Capitale il massimo profitto e quindi la massima libertà di sfruttamento della forza lavoro, è chiaro che solo infrangendo queste regole potrà realizzarsi il cambiamento che molti cittadini attendono da tempo. Un cambiamento che chiaramente non riguarda solo l’Italia, coinvolgendo trasversalmente un modello globalista che domina ormai il mondo da decenni. Se questo modello è stato messo politicamente in discussione con l’elezione del presidente Trump negli Stati Uniti o con la Brexit nell’UE significa che ormai gli interessi contrapposti di chi comanda il mondo stanno per venire al pettine e vedremo presto le conseguenze… Quindi + – = 3% è poi così importante? Nel breve periodo forse, ma nel medio e lungo periodo poco importa la vittoria di una singola partita di scacchi con il sistema. L’Italia dovrà essere un buon giocatore e fare la sua parte per un cambiamento ma non dipende solo da noi.

Ci saranno benefici per i cittadini? Un miglioramento delle condizioni sociali? Una più ampia sovranità popolare, in grado attraverso il voto democratico di spostare le decisioni degli esecutivi verso una maggiore equità, che miri almeno in parte a redistribuire le risorse economiche ad una più ampia fascia di popolazione (magari non solo europea, ma anche africana in nome di una solidarietà sbandierata a parole e negata nei fatti dai propagandisti mediaticopolicitizzati dell’accoglienza senza se e senza ma!))? Ancora non possiamo dirlo, perché a conti fatti anche questo governo di politiche espansive volte a ripristinare delle vere tutele e rilanciare i consumi, non le ha fatte. Vedremo presto quale finanziaria proporranno e allora qualcosa sapremo… Sapremo innanzitutto se verrà messa veramente in discussione questa UE e il suo modello economico liberista, oppure se sarà invece un’ennesima stampella del sistema, con dei semplici accorgimenti volti a dare il contentino alle masse.. Personalmente non credo che ciò sarà possibile e resto fiducioso in un reale cambiamento. Per ora ricordiamoci semplicemente che le riforme (hanno avuto un’unica chiave di lettura: garantire sempre e comunque il Capitale, il suo dominio assoluto che passa dall’assoggettare gli Stati a regole che servono a smontare, pezzo per pezzo, tutto ciò che prima era una garanzia per il normale cittadino. Quindi se il cambiamento ci sarà, non credo sarà difficile accorgersene!

Sapere che ci sei

mondo

Coscienza

implica sempre

sapere che ci sei.

Il sapere di una mancanza.

Il sentire una presenza.

Il guardarti in faccia

senza vederti

piangere.

La poesia è già stata pubblicata QUI. E il tema è sempre e comunque quello della fede, declinata nelle mille sfumature della vita. Perché come mi ha ricordato alcuni giorni fa il mio amico Andrea, il credente è colui che crede che l’impossibile diventi reale e che il reale sia l’impossibile. Oscar Wilde affermava che gli uomini crederanno sempre nell’impossibile, ma mai nell’improbabile. Perché l’improbabile riguarda la ragionevolezza, l’impossibile invece riguarda il cuore che con il supporto della ragione ci proietta oltre il nulla che sembra circondare le nostre esistenze. Nel Vangelo di Luca è lo stesso Gesù a parlare della fede, sempre umanamente fragile, riferendosi a Pietro: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».

Del resto cosa potremma mai fare da soli? Come potremmo, anche per un solo istante, tenere insieme le miriadi di atomi che ci compongono?

Io ho pregato per te… quando il nulla riemerge sembra esserci pronta una mano ad afferrarci nel vuoto! Peccato che per noi sia così difficile vedere…

Agostino d’Ippona: dubitare per credere!

 

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Sant’Agostino e il bambino

Sant’Agostino morì ad Ippona il 28 Agosto 430. Ripubblico sotto un post che era stato ispirato dalle sue posizioni teologiche e dall’esperienza della sua conversione. Mi riferisco in particolare alla “razionalità della fede”: per Agostino la fede è un gradino della conoscenza, essa dona “i semi della verità” e quando si tratta di” verità supreme essa purifica il cuore e lo rende capace di accogliere e sostenere la luce della ragione”.

Dubitare per credere

“Sant’Agostino stava scrivendo il suo trattato sulla Trinità e si sforzava di approfondire il grande mistero. Ad un tratto s’accorse che a breve distanza da lui v’era un bimbo, che con una conchiglia attingeva dal mare e la trasportava in una piccola buca, che aveva scavata nella sabbia.
Che fai bimbo? – domandò Sant’Agostino.
Voglio svuotare il mare e metterlo in questa buca, – rispose il bambino.
Ma non vedi che è impossibile? Il mare è così grande e la buca così piccola!
Vescovo Agostino, e come potrai tu, piccola creatura della terra, con la tua limitata intelligenza comprendere un mistero così alto, quale è quello della SS. Trinità? Detto ciò, il piccolo scomparve. Era un angelo del Cielo.”

La fede è un continuo confronto con il Mistero. La fede non è certezza , ma ricerca di senso. Quello del credente è infatti un cammino nella fede, una messa in discussione continua delle proprie certezze, una risposta mai banale alle domande sulla propria esistenza e sul senso del Tutto in cui siamo inseriti. Alla base della fede non c’è solo la fiducia illimitata in un Dio che pensiamo o sentiamo o vogliamo che esista perché espressione di un nostro bisogno e una nostra fragilità. La fiducia quando non ha riscontri puntuali viene tradita e decade nel nulla. Oltre alla fiducia è necessario un fondamento e questo è possibile solo trovando nella nostra intimità quell’ IDEA GRANDIOSA di Dio che è parte del nostro essere: Dio è quell’Essere così perfetto in cui l’Essenza e l’Esistenza coincidono! Pensare Dio, come diceva Sant’Anselmo, è pensarlo necessariamente come esistente! Ciò non è solo un astruso ragionamento filosofico, ma è un presupposto fondante la fede, un principio che va oltre la pura razionalità e si impone ad ogni uomo che sia in atteggiamento di ascolto. Sentire Dio come esistente non significa però definirlo, tanto meno conoscerlo. Non si può chiudere Dio in una scatola e dire: “Ecco, questo è (il mio) Dio!”. Il saccente e il bigotto non faranno altro che preconfezionare il loro Dio e proporlo nella sua logicità agli altri. In realtà qui non c’è alcuna differenza fra l’ateo e il cosiddetto credente, entrambi hanno le loro incrollabili e immutabili certezze e accolgono sprezzanti con scetticismo ogni critica e posizione diversa dalla loro.

Sant’Agostino affermava che “…si deve cercare Dio per trovarlo e trovarlo per cercarlo ancora!”, questo perché nel credente il dubbio è risorgente, si crede ogni giorno nel cammino della propria esistenza, non ci sono risposte ai misteri del male e della sofferenza, anzi quasi mai è possibile spiegarli! Non sappiamo il perché del vuoto infinito che ci pervade, ma al contempo non possiamo fare a meno di credere pervasi da quella luminosa idea che si impone all’animo umano con la sua grandezza! Quell’atomo di Verità che scorgiamo quando ci liberiamo dai pregiudizi è il motore che ci spinge a rinnovare la fede in un cammino arduo e tormentato. Concludo con una bellissima preghiera di Sant’Agostino…

Tardi ti ho amato,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori.
E là ti cercavo.
Deforme, mi gettavo
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te
quelle creature che non esisterebbero
se non esistessero in te.
Mi hai chiamato,
e il tuo grido ha squarciato la mia sordità.
Hai mandato un baleno,
e il tuo splendore
ha dissipato la mia cecità.
Hai effuso il tuo profumo;
l’ho aspirato e ora anelo a te.
Ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato,
e ora ardo dal desiderio della tua pace.

(Confessioni 10.27.38)

 

 

 

 

 

Un attimo

Campo di grano

Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi

La vita è un attimo

che sconfina nell’eternità!

Come potrebbe essere altrimenti?

E’ così densa

nel tempo sottile

che sfugge

e rifugge

corre come il vento

fra le mani.

Quella densità

che pesa

il cuore gonfio

di speranza

un altro giorno

se ne va

è la vita che passa

ma

ricominciare è un attimo!

 

 

Frammenti celesti

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Maestosa è la montagna,

imponente roccia

a volte fredda e spietata

nell’accogliere gli arditi viandanti.

Eppure ogni suono è più ricco in montagna,

purezza senza filtri

accesso diretto all’essere del Mondo.

Fatica e pericoli cerchiamo in montagna,

irte pendenze, abissi senza fondo.

E uniti al cielo che sfioriamo con un dito

pensiamo alle stelle da cui arrivammo,

frammenti celesti di un cuore divino.

Un passo inaccessibile

abbiamo valicato in montagna.

Mete impossibili per andare oltre

e tornare ad essere

ciò che siamo da sempre.

Ferragosto, ricolmi di luce e beatitudine!

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Spero di non essere noioso nel ripubblicare queste brevi riflessioni. Aggiungo che la pienezza di vita raggiunta dalla natura porta in sé un velo di tristezza: le giornate si accorciano e l’estate con le vacanze sta per finire. Ma Ferragosto è una celebrazione della vita, essa va sempre celebrata come ogni cosa bella, da gustare goccia dopo goccia… Buon ferragosto!

Nel pieno dell’estate, la natura carica di luce e di calore, dà esempi di morte per eccesso di vita! Pensiamo al girasole che ha finito il suo ciclo vitale, o all’oro della terra, cioè il grano, falciato già a fine giugno. La chiamano la stagione della maturità, ma i frutti maturati sono pronti per il raccolto…

Forse è proprio per questo che i cristiani festeggiano l’assunzione di Maria in questo giorno d’estate. Essa è salita in cielo piena di vita senza passare attraverso la corruzione della morte: morire di vita, una pienezza tale da essere incontenibile se non in un corpo di luce e beatitudine.

Così come succede ad un girasole che ormai abbassa la testa e muore ed è pieno di luce solare. Colmi di ogni bene assaggiamo anche noi i frutti maturi dell”estate per vivere la vita nella pienezza che essa merita, come la natura ci insegna da sempre.

Quando la fantascienza diventerà religione!

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Recentemente ho assistito ad uno spettacolo di Pippo Franco e mi ha colpito molto questa sua frase: “Noi uomini siamo esseri spirituali alla ricerca di un’esperienza umana!”. La frase l’ho citata a memoria, spero quindi di non averne alterato il significato. Ma in che cosa consiste l’esperienza umana di cui parla Pippo Franco? E soprattutto cosa significa “esseri spirituali”, cioè in cosa consiste la natura spirituale? Corpo, anima, spirito sono termini che evocano da sempre posizioni filosofico-religiose sulla natura umana.

Per esempio secondo la Chiesa cattolica non c’è dualismo tra anima e corpo, cioè l’anima non preesiste al corpo ma viene creata insieme ad esso. Però San Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi afferma “…lo spirito, l’anima e il corpo si conservi irreprensibile per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo“.

Ora anche nel Catechismo si riprende questa distinzione tra anima e spirito, essenzialmente l’anima è considerata la sede dell’intelligenza, delle emozioni e della volontà ed è il frutto dell’incontro tra lo spirito e il corpo. Da questa unione (o meglio ” creazione”) nasce l’uomo e lo spirito rimane la sede privilegiata dell’incontro con Dio, come le fondamenta nell’intimità della nostra natura “trinitaria”. La vita, l’esperienza umana, nel gioco delle libertà, si svolge probabilmente nello stabilire una gerarchia fra queste tre dimensioni costitutive dell’uomo.

Andando oltre la dimensione religiosa potremmo fare delle ipotesi “fantascientifiche” sul destino dell’uomo, sul suo modo di evolvere e stabilire gerarchie materiali e/o spirituali.

Il progresso scientifico ha certamente permesso di intervenire sul corpo, sostituendo per esempio organi o arti anche con parti artificiali. Esistono addirittura ipotesi che puntano a “liberarci” da queste fragili dimore per sostituirle gradualmente con altre artificiali ( Leggete “Trasferire la coscienza dentro un corpo artificiale“). Rimarrebbe da superare solo il conflitto tra cervello umano e macchina per arrivare alla creazione di organismi artificiali ” umani”(?) superiori che puntino in un certo senso all’immortalità! E non è nemmeno detto che la creazione di un cervello artificiale dove trasferire anche la coscienza sia una cosa impossibile. Ma in fondo, l’ipotesi di una mente cosciente che possa fare a meno di un substrato materiale “definito” per esistere, ci riporta diritti diritti alla dimensione dello Spirito, ad essere noi stessi esseri ex-umani, in un certo senso diventati Dio. La scienza sfocerebbe qui nel misticismo, sé realizzasse l’ipotesi di una mente cosciente in grado di spostarsi nell’etere, di rendere sempre più sottile la dimensione materiale e liberare quelle famose potenzialità del cervello che noi attualmente non saremmo in grado di utilizzare.

Quindi in quest’ultimo caso l’anima, la sede della nostra intelligenza e volontà, punterebbe ad agire sul corpo per liberarsi da esso; partendo da punti di vista diversi, quello religioso e quello scientifico, il fine dell’uomo sembra convergere comunque in una dimensione spirituale. Certo bisognerebbe vedere se l’ipotesi fantascientifica qui descritta da me in modo alquanto fanta e poco scientifico, diventasse realtà, se mai l’uomo così divinizzato sarebbe al contempo capace di liberarsi dagli squilibri del male, da quella mancanza d’amore che fa agire la nostra specie contro sé stessa creando odio e guerra e ingiustizia. “Liberaci dal male” dice Gesù nel Padre nostro, che significa certamente liberaci dalla morte, limite di ogni forma d’amore e di felicità. Perpetuare la vita umana, andare “scientificamente” oltre i limiti di quest’esperienza, significherebbe quindi realizzare quel “liberaci dal male” di cui parla Cristo? Oppure servirebbe solo a perpetuare un paradiso senza Dio, un limbo ipertecnologico dove la coscienza umana pretende di bastare a sé stessa negando ogni altra realtà?

Perché il progresso dell’umanità è guidato spesso da illusioni, illusioni ben congeniate che si basano su forme di sapere umano che poi mostrano i loro limiti e vengono superate e inglobate da altre forme di sapere. Un sapere che a volte non sa limitare sé stesso e pretende di puntare all’infinito. Sarà così che forse svaniremmo per sempre…