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Attualità

Complessità irriducibile

filato, pattern, Spiderweb, complessità, ragnatela, rugiada, umidità
Foto da pixnio

Il post che segue è di Stefano

Andando a curiosare nei miei soliti blog di “contro” informazione mi sono imbattuto in questo concetto espresso dal biologo Michael Behe nel 1996. Proverò a spiegare di cosa si tratta, secondo quello che ho capito e non lapidatemi se non riuscirò nell’impresa. In pratica dice che in un sistema complesso, in un meccanismo funzionante, sia sempre necessario un certo numero di componenti minimo dove, quando si sia raggiunta la massima semplificazione, la mancanza di uno solo dei componenti rende il meccanismo non funzionante. Fin qui sembra lapalissiano, ma faccio lo stesso un esempio: prendiamo un motore a scoppio, il più semplice che c’è… che ne so, quello della vecchia FIAT 500. Non sono un esperto di meccanica, ma mi ricordo che persino io ero capace di aggiustarlo. Togliamo tutto quello che non è strettamente necessario: il sistema di raffreddamento, lo facciamo lavorare a 50 gradi sottozero! La lubrificazione, ricostruiamo le parti in sfregamento in teflon autolubrificante, eccetera, fino a quando non è ridotto all’osso. Lo facciamo partire e… funziona! Ma se gli togliamo anche una vitina, non ci pensa per niente ad accendersi. Quindi TUTTE le sue parti, anche la più piccola, devono essere presenti contemporaneamente ed assemblate correttamente. Siamo d’accordo? Quindi ci deve essere almeno un progettista, magari anche esperto meccanico che compia tutte le operazioni preliminari. Non può assemblarsi da solo… per caso! Sarebbe come se un tornado si abbattesse su un deposito di uno sfasciacarrozze, prendesse dei pezzi di macchine a caso e mischiandole tra loro vada a costruire l’intero motore perfettamente e lo avviasse anche… Le probabilità sono così infinitesime che neanche in miliardi di anni, miliardi di tornadi ed in miliardi di pianeti diversi ci potrebbe riuscire. Anche perché, anche se il motore dovesse essere costruito a casaccio per una metà, non funzionerebbe e, al primo tornado, si sfascerebbe di nuovo. Lo stesso discorso vale per i sistemi biologici. É stato calcolato che il batterio più elementare, la forma di vita più semplice che c’è, è composto da almeno 400 parti (non so di che… se di molecole complesse di amminoacidi o altro) e che sono necessarie tutte insieme, contemporaneamente ed assemblate perfettamente, altrimenti non vivrebbe! Basterebbe che manchi una sola parte e non vivrebbe, non si muoverebbe, nutrirebbe, riprodurrebbe. Le probabilità che possa assemblarsi da solo a caso sono le stesse del motore. Non ci potrebbe essere neanche la progressività evolutiva della vita, perché meno di quello è niente. Non sarebbe vita. Un assembramento casuale di 399 parti non starebbe coagulato insieme neanche per un secondo, tantomeno potrebbe evolvere in una forma di vita più complessa. Da lì in poi sì! Da quando prende vita può evolversi e lo hanno fatto tutte le forme di vita che conosciamo, ma c’è un limite aldisotto del quale non si può!

Io non sono creazionista poiché non ce lo vedo proprio un Alieno dotato di superpoteri con l’aggravante della vendicosità chiamato Dio, God, Allah, Javeh, Krishna… che si diverta a creare il tutto. Ma non posso essere neanche del tutto evoluzionista poiché senza una intelligenza di base, di sottofondo, semplicemente, un sistema irriducibilmente complesso come la vita, ma non solo, non si può mettere assieme da solo, senza un progetto e senza un assemblatore.

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Poesie

Rapiti dalle stelle

Paradiso_Canto_31
Dante e Beatrice osservano l’Empireo (Gustave Doré) dove risiedono i beati e nel gradino più alto la Vergine Maria – fonte Wikipedia

Penso spesso al cielo

rapito dalle stelle

posti lontanissimi

ma pur sempre vicini

perché se apri il cuore

toccano il tuo animo.

Torneranno gli angeli

dalle lontane stelle,

porteranno amore

nel cuore della gente

per imparare insieme

a guardare oltre

togliendo le apparenze

che ingannano gli umani.

Creiamo delle immagini

per mascherare chi siamo

pensando all’importanza

di essere qualcuno

e come gusci vuoti

viviamo tra di noi

senza accorgerci del dolore

dimenticando cosè l’amore.

Torneranno gli angeli

e getteranno un ponte

per chi vorrà andare

nel cuore delle stelle

dove impareremo

ad essere noi stessi.

Lì rivedremo la bellezza

che ci è stata donata

e ognuno poi sarà

un essere di luce

chiamato per nome

dal Padre delle stelle.

E quelli che si amavano

prima di andare in cielo

chi aveva già conosciuto

la luce di qualcuno,

insieme lì saranno

rapiti dalle stelle

ormai per sempre uniti

in una vita senza fine.

*La poesia è stata scritta ascoltando “Torneranno gli angeli ” di Fiorella Mannoia

Che sia poi una poesia, una fiaba o un sogno stabilitelo voi…

Poesia già pubblicata Qui!

P.s.: se vi è piaciuta e avete un po’ di tempo cliccate sul link sopra e leggetevi i commenti di due anni fa! Belle riflessioni ispirate da belle persone che hanno impreziosito la poesia condividendo le loro sensazioni.

 

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Attualità

Alieni vs alienati!

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Foto da Pixabay

Post di Stefano…

All’improvviso, dalla piazza principale della grande città italiana, tutti gli occhi della gente che passava di lì si rivolgono verso l’alto, attirati da un suono strano, mai udito prima: un “disco volante” precipita verso terra. Sembra aver preso di mira lo spiazzo più grande, accanto alla fontana. L’astronave si ferma ad un metro da terra. Nel fuggi fuggi generale qualcuno cade, ma poi si rialza aiutato da altri, per terminare la sua corsa nei veicoli che si dipanano a raggiera dalla grande piazza. La gente resta a sbirciare lo strano oggetto a distanza di sicurezza: bello nella sua semplicità, perfettamente rotondo con il bordo leggermente smussato, un ingrossamento regolare al centro, maggiore verso l’alto ed inferiore in basso. Ora è completamente silenzioso e la sua vitalità è resa evidente solo dalla serie di luci cangianti del bordo. Dopo pochi minuti di apparente tranquillità la gente viene di nuovo terrorizzata da una voce ad alto volume in un italiano scolastico: «Siamo venuti in pace! Non provate a compiere atti ostili poiché sarebbero inutili, inoltre avremmo la capacità di distruggervi completamente, ma non intendiamo farlo in quanto questa è una missione pacifica!»

Dopo alcuni secondi di silenzio il messaggio viene ripetuto con l’aggiunta finale di: «…vorremmo contattare direttamente le vostre autorità. Vi preghiamo chiamare i vostri governanti. Ripetiamo che si tratta di una missione di pace.»

In breve il Sindaco, un Generale dei Carabinieri ed il Questore, insieme ad una scorta improvvisata di uomini armati si avvicinano cautamente all’oggetto alieno fino a fermarsi ad una diecina di metri. All’improvviso, ma gradualmente, il rigonfiamento inferiore del disco comincia a diventare trasparente fino a sparire del tutto, mentre scendono levitando due umanoidi alti circa 130 cm con grande testa, occhi oblunghi, naso, bocca e orecchie appena accennate, vestiti di tute aderenti color blu elettrico. Senza preamboli uno di loro comincia a parlare: «Il nostro pianeta è abbastanza vicino al vostro, come abbiamo già fatto con altri mondi di questa porzione di galassia, vorremmo promuovere una reciproca amicizia tra i nostri popoli ed una collaborazione di tipo commerciale e turistica!»

Mentre il Sindaco si appresta a rispondere si odono nel cielo, rumorosi, dei caccia militari, i due extraterrestri restano indifferenti.

«Io… io non credo di avere l’autorità per prendere decisioni di così alto livello…»

«Noi, ovviamente, non abbiamo nessuna fretta e possiamo aspettare per parlare con chi abbia questa autorità.»

Nel frattempo la piccola delegazione si era arricchita del Prefetto e di un Generale dell’Esercito. Il Sindaco riprende la parola: «Ci adopereremo affinché possiate contattare al più presto chi di dovere!»

«Ve ne siamo grati, intanto vorremmo toglierci una curiosità: sorvolando la vostra penisola ci siamo accorti che nella dorsale montagnosa che vi percorre tra i due mari, ci sono molti paesini e cittadine distrutti. Avete avuto dei terremoti recenti?»

«Sì, ci sono stati vari terremoti… non proprio recenti, quello della città dell’Aquila sono più di 10 anni, ma…»

«Eh lo sappiamo! E’ una piaga anche nel nostro pianeta, ma come mai non avete ancora ricostruito e messo in sicurezza il popolo?»

Il Sindaco arrossisce. «Beh, abbiamo avuto dei problemi.»

«Vi mancano i materiali da costruzione? Mattoni, cemento, ferri da carpenteria?»

«No! No, quelli ce li abbiamo, ci sono un sacco di Ditte che sarebbero felici di produrli!»

I due alieni si guardano stupiti, poi il primo riprende: «Ah, allora vi mancano le maestranze… i muratori?»

Comincia a sudare visibilmente. «Beh no… anche quelli ce li abbiamo, anzi ci sono tanti disoccupati che potrebbero…»

Prima di replicare i due sembrano imbarazzati: «Abbiamo capito: non avete gli ingegneri o gli architetti!»

Il Sindaco, imbarazzato pure lui, darebbe lo stipendio di sei mesi per non essere lì. «Ve… veramente ci sono anche quelli!»

Allargando le esili braccia l’alieno replica prontamente: «Ma insomma che vi manca???»

Sconfitto guarda a terra. «I soldi!»

«I… soldi? Come si producono? Possiamo aiutarvi noi?»

Il Sindaco è terreo in viso mentre scuote la testa. «No, quelli basta stamparli o… creare dei numerini in un computer della Banca Centrale… ma non si può! Le convenzioni europee lo vietano!»

I due si guardano ed annuiscono risoluti: «Bene! Come vi dicevamo noi non abbiamo nessuna fretta, ora andiamo a fare un giro sopra il vostro bel pianeta e… torneremo presto… contateci!!!»

In men che non si dica il disco volante decolla e schizza via nel cielo lasciando tutti molto stupiti.

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Attualità

Anno nuovo, vestito (del Blog) nuovo!

 

Screenshot_2019-12-31 Statistiche e informazioni ‹ OpinioniWeb-XYZ — WordPress com

Ho deciso di cambiare “vestito” al blog, abbandonando il vecchio sfondo-lavagna che mi ha accompagnato in questi tre anni! Spero che vi piaccia e mi piaccia (ancora non lo so, ho deciso al momento), comunque sia se ne avete voglia fatemelo sapere, ogni commento in merito è ben gradito. Ma passiamo ai numeri…

Come negli anni precedenti pubblico alcune statistiche, un’operazione di trasparenza nei confronti dei lettori e dei frequentatori del blog opinioniweb XYZ! I numeri non sono importanti, ma i lettori certamente si e nell’anno 2019 a fronte di una contrazione delle visualizzazioni, c’è stato un aumento dei visitatori. Soprattutto sono aumentate le visite “esterne”, cioè quelle non provenienti dalla piattaforma wordpress. Un segnale positivo perché quest’ultime significano che c’è almeno una piccolissima visibilità del blog nei motori di ricerca. Pubblico inoltre la lista dei post più letti…

Screenshot_2019-12-31 Statistiche e informazioni ‹ OpinioniWeb-XYZ — WordPress com(2)

Chiudo ringraziando gli amici e collaboratori del blog, Lorenzo con le sue poesie e Stefano con i suoi post di attualità. Senza il loro aiuto il blog si sarebbe fermato già da tempo. Ringrazio anche fra i collaboratori occasionali Paola, che mi ha recentemente inviato il post <<Un piccolo presepio “vivente”>>. Ringrazio infine i miei lettori e gli amici blogger con i quali condivido la passione per la scrittura, senza di loro non avrebbe più alcun senso il blog stesso.

BUON ANNO A TUTTI!

 

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Attualità

Sulla libertà di cura

Ho deciso di pubblicare una lettera scritta dall’associazione dei Medici Italiani Omeopati ai loro pazienti che potreste aver letto in alcuni ambulatori medici che ad essa aderiscono. La mia non è una difesa della medicina omeopatica, quanto piuttosto un ragionamento sul diritto alla “libertà di cura e di scelta terapeutica”! Libertà che ritengo necessaria affinché la salute non diventi monopolio esclusivo di istituzioni private, non sempre trasparenti nei fini e nei metodi.

L’ Art 32 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dello individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.

Esiste la “doppia libertà” di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici, adempiendo compiutamente allo spirito dell’art. 32 della Costituzione. Questo articolo deve inoltre collegarsi all’articolo 13 della Costituzione che afferma che “la libertà individuale è inviolabile”.

Una sentenza pronunciata da un giudice del lavoro del tribunale dell’Aquila relativamente al fondamentale obbligo di rispettare la libertà individuale e che si esplica anche nell’inviolabile diritto di scelta della cura da intraprendere afferma: “In particolare, quando la medicina ufficiale non proponga delle valide soluzioni o quando le stesse non sono ulteriormente percorribili, la Costituzione, cristallizzando la tutela del diritto alla salute in senso lato, assicura a ogni individuo la possibilità di intraprendere cure e terapie che, pur nell’incertezza del risultato, possano, anche temporaneamente, assicurare un’esistenza decorosa e libera – per quanto possibile – dalle sofferenze. A tutela del preminente bene della salute, dunque, anche il medico, nella sua scienza e coscienza, dovrà sentirsi libero di prescrivere al paziente quelle cure che egli ritenga maggiormente idonee a raggiungere un beneficio, sia esso la guarigione, sia esso la stabilizzazione della malattia intesa come non peggioramento”

Scienza e coscienza appunto, dove l’una non può e non deve prevalere in modo esclusivo sull’altra, costringendo così anche il medico a negare quelle terapie che pur nell’incertezza dei risultati potrebbero beneficiare il paziente.

In Italia la regione Toscana ha una legge che permette ai propri cittadini di curarsi con le medicine complementari o non convenzionali tramite il SSN Regione Toscana Ambulatori medicine complementari

Qui in particolare il riferimento all’Omeopatia Omeopatia

Trovo molto interessante quanto fatto dalla Regione Toscana perché in linea con lo spirito dell’articolo 32 della Costituzione sopra citato. Rimane da sanare la discrepanza delle norme nazionali in materia di salute, visto che generalmente negli ospedali non è permessa la libertà di cura, piuttosto si applicano protocolli medici standardizzati.

Fatte queste incomplete ma necessarie premesse ecco sotto la lettera scritta dai Medici italiani omeopati rivolta ai loro pazienti:

Caro Paziente, chi ti scrive sono i Medici italiani esperti in Omeopatia. Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a Te a seguito del proseguire ininterrotto della campagna diffamatoria promossa da pochi soggetti non qualificati, che si stanno arrogando il diritto di decidere come Tu dovresti curarti. Ora, dopo oltre un anno di articoli critici pubblicati sulla stampa, di trasmissioni televisive prive di contraddittorio in violazione delle regole deontologiche della professione giornalistica, e di superficiali prese di posizione, la misura è a nostro avviso effettivamente colma. Tanti tra coloro che criticano le Medicine Complementari scrivono articoli, partecipano a trasmissioni TV e a volte scrivono libri pur conoscendo poco o nulla dell’omeopatia, della farmacologia delle microdosi e dell’azione dei medicinali omeopatici; non sono a conoscenza della mole di lavori che dimostrano che l’omeopatia è diversa dal placebo, né degli sviluppi della letteratura scientifica, almeno di quella degli ultimi dieci anni. Atteggiamenti che denotano ignoranza, accompagnata da “dosi ponderali” di supponenza, forse motivata dalla ricerca di visibilità, o di sostegno ad “altri interessi”. Secondo questi soggetti, l’omeopatia non ha alcuna base scientifica, i preparati omeopatici non contengono nulla, e quindi non hanno alcuna efficacia. Ne deriva che chi li prescrive sarebbe – a loro dire – un “truffatore”, e il paziente che li assume (quindi Tu) un ignorante credulone. A nulla valgono le evidenze contrarie:  l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato nel 2008 la “Dichiarazione di Pechino sulla Medicina Tradizionale”;  il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa hanno chiesto di “assicurare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e il più alto livello di informazione sull’innocuità, qualità ed efficacia di tali Medicine, invitando gli Stati membri a regolarizzare lo status delle Medicine Complementari;  la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) ha riconosciuto “per il loro rilievo sociale” le Medicine Complementari e Non Convenzionali, tra le quali le Omeoterapie, che “costituiscono atto medico” secondo il Codice di Deontologia Medica;  la NATO Science and Technological Organization ha costituito un gruppo di ricerca con il compito di valutare l’adozione per il personale militare di varie tipologie d’intervento basate sulle Medicine Complementari, in quanto una percentuale superiore al 50% della popolazione militare utilizza questi Sistemi di cura;  gli studi su PubMed che dimostrano l’efficacia delle Omeoterapie sono pubblicati in numero significativo (oltre 5.000 referenze);  il Governo Federale della Svizzera ha incluso le Medicine Complementari nel proprio Sistema Sanitario nazionale;  negli USA – il cui Governo Federale ha istituito già nel 1992 il National Center for Complementary and Integrative Medicine – la crescita del numero di Scuole di Medicina che negli ultimi 10 anni offrono percorsi di studio sulle Medicine Complementari, è passato – secondo uno studio dell’University of Arizona Health Sciences – dal 68% al 95%. Ebbene, nonostante tutto quanto sopra illustrato, nonostante in Europa circa 100 milioni di persone facciano uso di Omeoterapie (l’omeopatia è la seconda medicina più diffusa al mondo) e nonostante il prodotti omeopatici siano classificati come farmaci sia dalla direttiva dell’Unione Europea che dalla Legge nazionale, i critici oscurantisti proseguono la loro ostinata campagna di offensiva delegittimazione, pregni di pre-giudizio, che è il più antiscientifico degli atteggiamenti. Non solo: violano anche sistematicamente i principi del codice di deontologia professionale dei Medici, ad esempio l’articolo 58, che recita: “Il medico impronta il rapporto con i colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione e al reciproco rispetto delle competenze tecniche, funzionali ed economiche, nonché delle correlate autonomie e responsabilità…”. Già, rispetto: una parola sconosciuta nel vocabolario di chi ha fatto dell’ortodossia scientista una vera e propria ossessione. Nel frattempo, mentre questi soggetti prendono spunto per polemizzare sui rarissimi errori per colpa medica di qualche isolato omeopata, la medicina convenzionale uccide – terza causa di morte in USA – oltre 250.000 persone l’anno, per cure inappropriate o effetti avversi dei farmaci. 2 Anche per questo, caro Paziente, dopo infinite provocazioni, abbiamo deciso di scrivere agli Ordini dei Medici territorialmente competenti per sollecitarli a una più incisiva e puntuale azione a tutela dell’onorabilità dei Medici iscritti, chiedendo di prendere posizione con opportune diffide a salvaguardia loro e a difesa della Tua e nostra libertà di scelta terapeutica. Siamo certi che Tu non sia disponibile a farti influenzare negativamente da questi improvvisati censori, ma abbiamo comunque deciso di rivolgerci direttamente a Te, con fiducia, al fine di illustrarti il nostro pensiero su cosa di contraddittorio e controverso sta succedendo in questo periodo in tema di salute. Come ricordato recentemente in un corso sulla comunicazione sanitaria organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Roma e Torino, non è certo che il consenso raggiunto oggi su un’evidenza scientifica “regga” con il passare del tempo, e viceversa vi sono approcci terapeutici efficaci dal punto di vista clinico ma dei quali ancora non conosciamo nel dettaglio il meccanismo di azione: ne deriva che un atteggiamento meno talebano e orientato solo al “qui e ora” possa essere assai consigliato, anche perchè nuove evidenze scientifiche a favore della Tua scelta terapeutica vengono pubblicate in mole crescente. La scienza procede per interrogativi, e quel che è incerto oggi (anche spesso perché incerti sono gli strumenti di analisi e di ricerca) potrebbe diventare certo domani, o viceversa, nonostante le “sentenze” e i punti di vista soggettivi propagandati dai soliti noti come ”verità inconfutabili” stiano asfissiando il legittimo dibattito scientifico sull’efficacia dei farmaci che il tuo medico ti ha prescritto e che ti accingi ad assumere. Grazie per l’attenzione che hai rivolto al contenuto di questa nostra lettera, certi come siamo della fiducia che riponi in un Sistema di salute che pone al centro della propria attenzione l’essere umano nella sua interezza, con l’ambizione e il desiderio di curare il malato e non solo la malattia. Un caro saluto, Il Tuo Medico esperto in Omeoterapie

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Attualità

Piccolo presepio “vivente”!

Il post che segue e le foto a corredo sono state realizzate dalla mia amica Paola, insegnante di scuola primaria. Gli alunni della sua scuola hanno realizzato questo bel presepe, non scendo nei particolari perché spiega con precisione tutto lei nel post. Mi limito a partecipare all’entusiasmo dei bambini e delle loro insegnanti nel realizzare questo lavoro, la nascita di Gesù Bambino, il Salvatore! Nonostante i nostri siano tempi bui, dove la società fa di tutto per cancellare il sacro dalle nostre vite, i bambini continuano ad insegnarci che vale ancora la pena di credere, di avere una fede nell’oltre, nel bene, nella vita. E con questa speranza vi auguro di cuore di trascorrere un buon Santo Natale!!!

Non sempre una progettazione minuziosa e pianificata dà quei risultati che vorrebbe perseguire.
Talvolta è proprio un’intuizione, direi quasi un’emozione a far nascere risultati insperati perché frutto di una condivisione (a volte inconsapevole) di speranze e valori che accomuna alunni ed insegnanti.

Nasce così l’idea di un presepio “riciclato”, fatto di materiali di scarto come vassoi di polistirolo usati, bottiglie di plastica vuote, contenitori in pvc precedentemente utilizzati che però ritagliati, incollati e dipinti diventano case, fattorie, castelli, mulini, ponti e perfino la famosa stalla di Betlemme.
L’ entusiasmo e la meraviglia di far nascere da alcuni insignificanti imballaggi una casetta, un mulino, di accostare contenitori anonimi per dar vita ad un piccolo villaggio ha iniziato a serpeggiare fra le classi delle Socciarelli fin dalla metà di novembre, unendole, invisibilmente, quasi come i fili che si susseguono nei corridoi della scuola, pieni di decorazioni natalizie.

L’entusiasmo ha pian piano preso la forma di un disegno geometrico, tracciato prima sulla carta e poi accuratamente ritagliato sul polistirolo. La geometria piana è uscita dal quaderno di classe per diventare una casetta, un solido, una ringhiera, delle scale, per far ruotare le pale di un mulino a vento, la manovella di un pozzo.
Ragazzi di V ormai esperti “architetti”, minuziosi e scrupolosi nella progettazione, hanno affiancato con affettuosa e delicata attenzione i piccoli delle prime che li hanno osservati con ammirazione e stupore.
Vedere bambini di varie età accumunati dal piacere di dipingere a tinte vivaci i piccoli edifici, di escogitare soluzioni per risolvere problemi concreti di assemblaggio e abbellimenti vari, fa capire quanto questo tipo di esperienze scolastiche non rubino tempo agli apprendimenti, ma ne migliorino solo la qualità e la valenza.
La bellezza di questo presepio però non è solo in questo atto creativo, ma nell’affiancare ai piccoli edifici esseri viventi : alberelli e piantine di vario tipo.
Un presepe vivo, non solo per l’entusiasmo dei piccoli costruttori, ma anche per la bellezza delle piante che incorniciano i piccoli ambienti.
Le piante protagoniste silenziose, ma vive, che gli alunni imparano ad amare e proteggere. Ora nel presepio, domani ad abbellire e ornare il giardino della scuola.

La speranza che il mondo possa essere un luogo migliore per tutti, dove creatività e bellezza si rispettino e si fondano, può nascere anche da qui.
Due metri quadrati di terreno…un’aiuola piuttosto anonima all’ingresso delle Socciarelli, non hanno mai ospitato un’ambizione più grande.
E credo che anche il Figlio di Dio, non sia dispiaciuto di venire ancora una volta al mondo, in quella piccola stalla di polistirolo, di fronte agli occhi luccicanti di tanti bambini.
Anna Paola Berti

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Attualità

Si può?


Il post sotto è di Stefano. A me, visto che ormai è Natale, viene solo da dire che sperare di può!!! Buona lettura.

Si può essere sovranisti senza essere tacciati di nazionalismo fascista?
Si può essere anti neoliberisti senza essere stalinisti?
Si può essere contro questa falsa Europa senza rinnegare i valori fondanti dell’Europa stessa?
Si può credere che l’immigrazione incontrollata ed infinita sia attuata strumentalmente per distruggere i diritti dei lavoratori, senza essere tacciati di razzismo?
Si può essere contrari all’omologazione cosmopolita e restare rispettosi delle culture altrui?
Si può non credere che il mercato aggiusti ogni ingiustizia sociale?
Si può credere che lo Stato debba intervenire a difesa dei più deboli e che abbia sempre i mezzi per farlo?
Si può credere che l’attuale debito pubblico sia una invenzione degli speculatori finanziari?
Si può credere che gli evasori fiscali facciano meno danni delle politiche di austerità?
Si può credere che i grandi movimenti ecologisti siano usati strumentalmente dagli stessi inquinatori, pur rimanendo ecologisti?
Si può credere che somministrare 10 vaccini ad un bimbo di pochi mesi sia una cosa abnorme, senza essere classificati come oscurantisti antiscientifici?
Si può credere che, per le grandi industrie farmaceutiche, è meglio se siamo degli eterni malati?
Si può credere che, per un bambino, è meglio avere un padre ed una madre invece di due genitori dello stesso sesso, senza essere considerati omofobi?
Si può credere che la teoria “gender” sia una cosa senza senso, sempre senza essere considerati omofobi?
Si può credere che uomini e donne abbiano assoluta pari dignità nell’altrettanto assoluta diversità? Si può considerare la parola “femminista” una parolaccia al pari di “maschilista”?
Si può credere che la pratica dell’utero in affitto sia una cosa abominevole in quanto estrema mercificazione del corpo femminile?
Si può essere contrari alla politica interna ed estera israeliana, senza essere considerati antisemiti?
Si può essere contrari al burqa senza essere considerati anti islamici?
Eccetera… eccetera… insomma si può vivere in un mondo che non sia in bianco e nero, come i maestri del “dividi et impera” vogliono, ma che contenga infinite sfumature di grigio, anzi, infiniti colori dipinti col pennello della ragione?
Si può?

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Ma le api si stanno estinguendo?

 

IMG_20191216_092928429.jpgLe api si stanno estinguendo? Troverete in rete le principali motivazioni che stanno
portando nel mondo alla moria delle api. Non mi soffermerò a parlare di monocolture,
OGM, pesticidi, onde elettromagnetiche… Ognuna e tutte queste cause sono certamente
importanti!

Ma in ultima analisi è l’uomo il vero artefice di queste problematiche e proprio di lui proverò a parlare.
Che fare?
Parliamo dell’apicoltura: quella industriale ha degli standard di allevamento intensivi, che si basano prevalentemente su criteri di valutazione economici e usa tecnologie per l’incremento degli utili.
Cosi nacque l’apicoltura razionale. Partire dall’arnia e non dalle api, costruire quella che permettesse di garantire il massimo guadagno, sia per i costruttori, sia per gli apicoltori!  E poi? Aggiustare il tiro cammin facendo e arrivare ad uno standard soddisfacente che si è concretizzato nell’adozione di arnie tipo la Dadant. Non è mia intenzione criticare l’apicoltura tradizionale, soprattutto perché essa è ancora in grado di dare un reddito a quei professionisti che negli anni hanno acquisito conoscenza e rispetto verso questo mondo, imparando a sfruttarlo ma anche a mantenerlo in vita.
Ma si può stare fuori degli standard?
Esistono altri tipi di arnia come la Warrè o la top bar africana. Hanno una produttività inferiore ma richiedono anche un tempo e soprattutto un approccio diverso al mondo delle api.
Passare ad un’apicoltura estensiva può essere un valore aggiunto.
Servirebbe lo Stato, che andando oltre la fuffa eco-illogica che va tanto di moda, investisse risorse per far vivere l’apicoltura in nome della tutela dell’ambiente  per rendere produttiva la salvaguardia delle api. La loro fragilità è forse fra le cause più certe e rilevanti di un disastro imminente!

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Scienza

Relatività quantistica

 

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foto da pixabay

Post sempre stimolanti quelli di Stefano, anche senza pretesa di scientificità danno lo spunto per interessanti riflessioni:

Premetto: la mia preparazione scientifica è del tutto autodidatta e gravemente carente, ma a me piace il ragionamento scientifico e sono avido di ogni occasione mi capiti a tiro per imparare qualcosa. Una volta sono andato ad una conferenza sulla Relatività tenuta da un professore di fisica dell’università di Ancona. Ad un certo punto lui disse che nella Fisica attuale l’estremamente grande è regolato dalla Relatività, appunto, mentre l’estremamente piccolo è codificato dalla
Meccanica Quantistica. Essendo una persona intellettualmente onesta ha ammesso subito che in futuro sarebbero state necessarie nuove scoperte per unificare le due teorie in apparente ed assoluta opposizione.
Ora cercherò di spiegare in che cosa consistono alcune incompatibilità tra le due teorie.
Nella Relatività si presuppone che la velocità della luce, per quanto sia enorme, è il limite massimo.
Non può esistere nulla che vada più veloce e, addirittura, che un corpo qualunque, dotato di massa (quello che qui sulla terra chiamiamo peso), non può neanche raggiungerla quella velocità. In pratica solo il fotone (la particella fondamentale della luce) può andare a quella velocità, ma… e già qui c’è una prima considerazione da fare: se E=MC2 e cioè che la massa è solo un concentrato di energia. Ma se la particella più piccola dell’energia è il fotone… per quanto piccola, un po’ di massa ce l’avrà no? Tant’è vero che la luce viene deviata dalla gravità delle stelle e quindi un po’ pesa! Come fa ad andare alla famigerata velocità? Ma a parte questo, sin da quando usiamo i fari marittimi, noi adoperiamo i fotoni per comunicare, anche la radio funziona emettendo un tipo di fotoni, perché è il modo più veloce che c’è. Però è una velocità finita, non è istantanea, infatti il nostro Rover marziano ha bisogno di alcuni minuti prima di rispondere ai comandi terrestri e la luce
del sole impiega otto minuti per giungere a noi. Nessuna informazione, secondo la Relatività, può arrivare più veloce della luce. Quindi, tra l’altro, il concetto di spazio e di distanza è ben solido secondo Einstein. Ma anche quello di tempo, perché sono collegati! Perché ho bisogno di misurare, sì, un certo tempo che trascorre tra quando l’informazione parte e quando arriva. Ma quando andiamo nel piccolo che succede? Se prendiamo due elettroni… diciamo gemelli (ogni elettrone ha il suo gemello!) uno gira in un senso e l’altro nell’altro, per forza! Se prendiamo uno dei due e lo portiamo lontanissimo dall’altro e poi lo costringiamo a cambiare il senso di rotazione,ISTANTANEAMENTE l’altro fa lo stesso! Ma non dopo un po’… SUBITO!!! Ma, un momento: come fa l’altro a sapere di suo fratello nello stesso istante? Abbiamo visto che l’informazione, al massimo, va alla velocità della luce e quindi? Magari il concetto di spazio è… relativo? Eh sì, perché la distanza a cui abbiamo separato gli elettroni non è infinitesima, ma di migliaia di Km, e quindi sottoposta alla tesi Einsteiniana. Questo fenomeno si chiama Entanglement. Un bel problema per le nostre menti Relativistiche! No, anche perché insieme allo spazio si va a incrinare anche il concetto di tempo, perché se quelli (gli elettroni) reagiscono istantaneamente… è come se fosse tutto qui e adesso… è come se l’universo sia non spaziale e non temporale!
Ma c’è di più: ogni atomo od ogni molecola si scuote sempre, vibra. Anche dentro un solido di cui è parte, dentro al suo spazio di pertinenza, va a sbattere continuamente ed a casaccio contro lo spazio occupato da altri atomi o molecole. Questo è quello che noi chiamiamo calore e quelli sono i moti Browniani (dal nome del suo scopritore). All’aumentare della temperatura i moti aumentano, infatti il corpo si dilata poiché le particelle si allontanano tra loro per via degli sbattimenti più forti e reciproci. Al raffreddamento estremo, allo zero assoluto (la temperatura teorica di ­273 gradi  centigradi) gli atomi cadrebbero gli uni sugli altri fino a compattarsi all’infinito in un unico punto, ma questo non è possibile… anche se… il concetto di spazio? Comunque, dicevamo, vibrano in direzioni casuali… e se per caso… vibrassero tutti insieme nella stessa direzione? Magari verso l’alto. All’improvviso ci potremmo trovare con una forchetta che si solleva dal nostro tavolo e va a spasso per la nostra cucina volando qua e la… Possibilissimo! Non si violerebbe nessuna legge della termodinamica, la quantità di calore (che è energia) contenuta nella nostra forchetta è una forza più che sufficiente per permetterlo. Ok, normalmente non può succedere, poiché se un atomo va verso l’alto, l’altro va verso il basso… e statisticamente tutti i moti si annullano a vicenda.
Però che succede nella fisica quantistica?
Che non si può determinare la posizione di una particella o di un atomo, con precisione, attraverso dei calcoli matematici, perché la presenza stessa dello strumento di misurazione o dell’osservatore influisce e varia l’esperimento. L’osservatore diventa attore e parte dell’esperimento! Anche attraverso la volontà stessa dell’osservatore! E’ dimostrato che se l’osservatore vuole provare che un fotone sia una particella, il fotone diventa una particella. Se invece lo stesso vuole controllare che sia un’onda il fotone diventa un’onda. Badate bene che le due cose non sono compatibili! In
pratica, nell’infinitamente piccolo, la volontà dello sperimentatore condiziona l’esito
dell’esperimento.
Ora si potrebbe dedurre, tornando alla nostra forchetta, che se uno sperimentatore avesse la capacità di condizionare contemporaneamente tutte le particelle che compongono l’attrezzo da tavola, magari con uno sforzo di volontà ben direzionato, la forchetta potrebbe adempiere al suo compito senza l’uso delle mani… o no?
Come si chiamava una volta questa cosa? Ah… magia!
Quindi non si potrebbe dedurre che la fisica vera è quella quantistica e che nel grande non funziona solo per motivi statistici?
O solo per una scarsa forza di volontà?
Quella carenza che non ci permette di essere quegli Dei che meriteremmo di essere?

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Attualità Politica ed economia

Il nostro nemico

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<a href=”http://Foto di Gerd Altmann da Pixabay“>Da pixabay

Post molto interessante quello scritto qui sotto da Stefano, mi permetto di aggiungere solo una breve riflessione personale. Relativamente alla Banca centrale, che sia di proprietà pubblica o privata per me è un problema secondario. Invece è estremamente importante la questione dell’indipendenza.
Perché dovremmo chiederci: ma indipendente da chi? Essenzialmente dalla politica, o meglio da chi in qualche modo sarebbe legittimato da un mandato democratico. Infatti sono esclusivamente questioni di natura economico finanziarie quelle che guidano le decisioni prese dalla BCE; stabilità dei prezzi e inflazione intorno al 2%! Entrambe stabilmente disattese fra l’altro visto il prolungarsi della deflazione. Ma che purtroppo hanno una ricaduta sulla politica, condizionandola in modo palese.
Inoltre la BCE a differenza di altre banche centrali NON può agire come prestatore di ultima istanza. Dobbiamo quindi legittimamente domandarci: è mai stata una vera banca centrale? Perché se lo fosse sinceramente non si capisce il motivo di astrusi meccanismi di compensazione come il MES.
Concludo affermando che nell’UE ci troviamo di fronte a stati senza moneta e ad una banca centrale che agisce di conseguenza come se gli stati non ci fossero: il modello economico si limita a creare soldi e spostarli, come se l’unico problema rilevante fosse una contabilità ideale ed idealizzata, in grado da sola di sanare ogni forma di iniquità! Capite ora, come dice Stefano, dove sta il nostro nemico? Vi lascio alla lettura del suo post.

Secondo me, dovremmo imparare tutti ad aggiustare la mira ed a prendercela
con chi davvero vuole il nostro male. Purtroppo però i veri nemici sono bravissimi a dirottare le nostre energie verso le piccole diatribe locali, spesso pregiudizievoli, inconcludenti, pretestuose ed alla fine inutili!

I nostri veri nemici sono davvero abili a portare gli scontri sul piano orizzontale invece di come dovrebbero essere, e cioè verticali! E’ una conoscenza antica e loro sono maestri del “Dividi Et Impera”.
Voglio fare un esempio di attualità: le “Sardine” dicono di essere antifasciste, antisalviniane ed anti sovraniste e poi cantano “Bella Ciao”…
La famosa canzone è un po’ il simbolo della lotta partigiana, per cui, fin qui, sull’antifascismo nulla da eccepire. Salvini… come sempre ripeto, non mi sta simpatico per niente, non condivido quasi nulla di quello che dice, non l’ho mai votato né lo voterei mai, ma tutto mi sembra meno che un piccolo duce. Finora si è mosso sempre in modo rigorosamente democratico, cerca i voti con delle campagne elettorali, spesso, sopra le righe, ma cerca dei democratici voti! E’ stato al governo in quanto leader di una coalizione di maggioranza e, quando è stato sfiduciato dal parlamento, è andato a far parte dell’opposizione. Da oppositore, come tutti gli oppositori, cerca di andare al più presto alle votazioni per poter tornare al governo. Come fanno tutti! In tutti i paesi democratici del mondo! Propina idee di destra, come ogni leader di destra, ma è prevista una “destra” in ogni parlamento, per cui…
Le sardine sono contrarie a Salvini, benissimo… anch’io!… solo che io mi limito a non votarlo, ma a lui tutta questa cassa di risonanza, secondo me, fa solo gioco e di voti ne prenderà un sacco.
Poi sono anti sovraniste… e, per me, questo è il punto fondamentale. Vedete come sono bravi i nostri veri nemici? Attraverso un attento uso dei media, hanno ridotto il sovranismo ad una sorta di teoria del “complotto”. Mettono insieme i sovranisti ai terrapiattisti…
Quelli che per primi cantarono “bella ciao” furono i partigiani, i cui rappresentanti politici stilarono la nostra costituzione. Può essere perfezionata,certo, ma a me sembra meravigliosa. Ed è stata concepita per non permettere mai più l’instaurazione di un regime fascista. Vediamo come recita il primo articolo:
«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Quindi, essendo noi il popolo, dovremmo essere i titolari delle sovranità di questo stato, o no?
Questo è esattamente quello di cui parlano i sovranisti e a me sembra perfettamente legittimo, o no?
Ci sono varie sovranità in uno stato, ma quella che incide di più, la base attraverso la quale si possono adottare tutte le politiche rivolte alla salvaguardia di ogni diritto fondamentale, del raggiungimento del benessere e della crescita della persona… è quella monetaria! Solo attraverso la sovranità monetaria, la capacità di battere moneta, la capacità di tassare secondo scelte politiche, la capacità di variare i tassi di interesse, la capacità di aumentare o diminuire il debito pubblico… uno Stato sovrano può adottare le sue politiche rivolte al bene del popolo.
Prima col divorzio della Banca d’Italia dal Tesoro del ’81, poi con l’adesione al Serpente Monetario del ’92 ed in fine, dulcis in fundo, con l’adozione del “mostruoso” euro nel 2002, il popolo italiano ha perso la più importante delle sovranità, ma per cederla a chi? : Tecnicamente alla BCE! Che cosa è la BCE? : Il consorzio delle varie Banche Nazionali aderenti all’euro… e non solo! La Bank of England, per esempio, detiene il 14,33% della proprietà della BCE e non fa parte del’eurozona. E chi possiede le varie Banche Nazionali? : Un consorzio delle varie banche private di ogni singolo stato e non solo, in cui la quota di partecipazione del Tesoro degli stati stessi è minoritaria. In pratica la BCE è un soggetto privato, è una società PRIVATA!
Ora: aver ceduto la più importante delle sovranità (che tra l’altro è incostituzionale!) ad un privato non suona come aver ceduto ad un individuo, esterno alle dinamiche democratiche, il potere di decidere dei nostri destini?
Quel potere gestito da un soggetto non democratico non assomiglia al fascismo? Magari moderno e tecnocratico, ma sempre fascismo è!!!
Ora, i moderni cantatori di “bella ciao”, a loro insaputa, favoriscono un fascismo tecnocratico, ma moderno!
Un vero capolavoro del potere! Ci fanno azzuffare come galline e loro, probabilmente, ridono di noi.
Io credo che movimenti come quello delle Sardine, prima di loro i Girotondini, quelli che furono i 5 stelle, in qualche modo i Leghisti, alla base, sia costituito da gente in perfetta buona fede, con idee diverse, ma questo fa parte del dialogo democratico. Ora io mi chiedo: ma perché non si smette di guardare solo all’altezza degli occhi, perché non si smette di cercare il nemico solo sul piano orizzontale e non si rivolge lo sguardo verso l’alto? Perché è lì il nostro nemico!
Ah… per “alto”, intendo la sommità di qualche grattacielo sede delle banche!