I tre talismani per il duemila, Italo Calvino

Le risposte di Italo Calvino furono: Imparare poesie a memoria. – Fare calcoli complessi a mano. – Combattere l’astrattezza del linguaggio.

Ora pensiamo alla “memoria” nell’epoca dei media massivi e di internet! La valanga di notizie ci travolge e ogni giorno è così! Più che memoria è la sua cancellazione o insignificanza ad essere centrale nella nostra epoca.

La capacità di fare i “calcoli complessi”! Ogni evento complesso viene oggi estremamente semplificato dalla tecnologia, siamo utilizzatori passivi e la mente si adagia su sé stessa.

Finiamo con gli “slogan”, tutto il mondo è ormai modellato sugli slogan che sono l’esaltazione dell’astrattezza perché essi servono a dire tutto senza dire niente!

Ma su tutte spicca la considerazione finale: dobbiamo sapere che tutto ciò che abbiamo potrebbe esserci tolto in qualsiasi momento!

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora! Forse neanche ce ne accorgeremo di quanto abbiamo perso, sciolti in questo mondo dell’immediatezza-insensatezza, la nostra coscienza si farà trasportare dalla corrente.

Alla ricerca della luce

Lo sbocciare dei fiori – BELLISSIMO!!!

Le piante sono esseri alla perenne ricerca della luce e così dovremmo essere anche noi esseri umani. Eppure c’è chi quella luce l’assorbe, anzi la cancella proiettando ombre nel cerchio della vita. Ma torniamo allo straordinario mondo dei vegetali: sono vivi, si muovono, comunicano, …

In questo breve video potete vedere il fenomeno della “timidezza della corona”! Alcune specie arboree crescono senza mai toccare le chiome degli alberi vicini, le ipotesi che stanno alla base di questo affascinante fenomeno sono molte, fra le tante possiamo citare anche qui l’esigenza di far penetrare la luce.

Concludo il post citando un articolo del blog del 2018 che potete leggere qui https://opinioniweb.blog/2018/07/18/congrue-incongruenze/

“… Ma anche nel nostro mondo c’è un mondo che sviluppa sensi molto differenti dai nostri, eppure pur sempre fisici, quello delle piante.

Esistono studi sulle piante che dimostrano la presenza di una loro specifica sensibilità! Innanzitutto esse sono in grado di comunicare tra loro, addirittura di lanciare segnali d’allarme. Quando un acacia viene mangiata da un erbivoro come la giraffa, che con la sua lingua coriacea è in grado di mangiarsi anche le spine, essa produce elevate quantità di tannino per rendere le sue foglie amare e indigeste ed emette anche odori per avvertire altre acacie presenti nel raggio di molti metri di distanza. E molti sarebbero gli esempi di strategie di comunicazione fra le piante che si potrebbero fare.

Inoltre ci sono viticoltori che usano la musica per migliorare la fertilità delle loro vigne con ottimi risultati Leggi “Il vigneto che ascolta Mozart!”.

Addirittura c’è chi come Cleve Backster (clicca sul nome per approfondire) negli anni 60 applicò un poligrafo, cioè una specie di macchina della verità, sulle foglie di una pianta arrivando ad ipotizzare emozioni e addirittura forme di telepatia dalle reazioni che riuscì a registrare con tale macchinario. Naturalmente tali ipotesi non furono accettate dalla scienza ufficiale proprio perché non utilizzavano il metodo scientifico. Erano “non ripetibili” o meglio non congrue, cioè incongrue con il nostro modo di porci davanti alla realtà! “…

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Autore: opinioniweb – Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di “fede” non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l’unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

26 pensieri riguardo “Congrue (in)congruenze!”

  1. Sono riflessioni interessanti 🙂 Un pizzico di incongruenza è necessario nella vita, altrimenti la stessa risulterebbe prevedibile ed estremamente noiosa. Secondo me è una fortuna che oggi la scienza non sia ancora in grado di dare una risposta ad ogni cosa… Lasciamoci pure avvolgere da un po’ di mistero, che senza questo anche l’umana curiosità di indagare verrebbe meno.

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    1. La scienza fallisce tutte le volte che pretende di dare una risposta onnicomprensiva della realtà! Allora diventa Lascienza, un “sapere di sapere” che costruisce una narrazione sul mondo falsata e funzionale ad un sistema di potere. Quindi evviva la scienza e i suoi tanti misteri ancora da scoprire! Ciao e grazie per il commento

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  2. A complicated and varied topic, regarding plants I can in this context recommend the following books “The secret life of plants” by Peter Tompkins / Christopher from the 70s of the last century and an actual book based on latest studies “Brilliant Green” by Stephano Mancuso / Allesandro Viola. It is very enlightening to read about the communication and intelligence of plants, they life in any case much, much longer than our species here on planet Earth. Ciao! @ Ulli

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  3. Ma no, dai. Che il misticismo sia così fortunato da non essere oggetto di indagine scientifica è una illusione ottimistica 😉

    Credo ci sia una intera branca della semiotica dedicata a studiare come comunicare con degli alieni – e se un neonato riesce a imparare a vivere e a comunicare con altri umani (procedimento a dir poco mostruoso, per la mole di informazioni coinvolte) allora non c’è nulla che non si possa comprendere

    Direi che è meglio non mescolare i principi per vivere bene la propria vita personale (= fai quello che ti pare per te, evita gli errori grossolani) con i principi da seguire come consorzio umano o in relazione agli altri (= se non è provato dai per scontato che sia una cazzata fino a prova contraria)

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      1. Non “nel nome”, ma “grazie” 😉 Personalmente penso che la via del progresso sia ancora lunga. C’è molto da scoprire, molto da risolvere. Quelli che pensano sia già terminata sono i reazionari. Quelli che si dedicano a riflettere sulle proprie sensazioni in quest’epoca di mutamenti credo in cuor loro siano alla ricerca di un progresso personale. Purtroppo il relativismo invece non ce lo può levare nessuno. Stamoce.

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  4. Ti faccio i miei complimenti per i tuoi interessanti argomenti, il modo in cui ti esprimi ed il grado culturale che ti permette di esporli sapientemente. Sono d’accordo che il relativismo incentivi il progresso, mentre l’assolutismo imponga un pensiero unico ed equivalga ad una dittatura mentale. Il relativismo è da considerarsi una ulteriore evoluzione del pensiero stesso cui fa riferimento. Un saluto, Franco

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  5. Grazie Franco per il commento e per i complimenti che mi fai, credo un po’ esagerati! L’unico problema è che in nome de LaScienza (volutamente tutta attaccata perché la scienza è altra cosa) l’assolutismo si trasformi in pensiero unico e giustifichi se stesso. Lo stiamo vedendo già oggi nel campo economico, sociale e della morale! Se la parabola evolutiva della scienza non è già finita, essa deve quindi trovare l’antidoto e mettere alla luce le lunghe ombre che coprono l’evoluzione della nostra società! Ciao e grazie ancora per la stimolante riflessione

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  6. Credo che tutti coloro che per avallare una qualunque conoscenza dell’uomo o dell’universo hanno bisogno che essa sia “scientificamente provata” o che “lo dica la scienza” abbiano un grave difetto di comprensione della realtà. Applicare a ogni cosa una spiegazione “razionale” è un atto arbitrario che richiede come prerequisito essenziale l’adesione inconsapevole a un accordo collettivo su come vanno viste e interpretate le cose.

    Cito da “L’anima scientifica” del biologo Giuseppe Sermonti: “L’uomo moderno si è fatta l’idea che la scienza coincida con il mondo… la scienza non è sentita come un particolare rapporto con le cose, ma come le cose stesse. Ecco, le cose, dopo tanto studio umano, sono divenute così partecipi, così consapevoli del loro posto nei testi scientifici, che hanno preso a recitare la parte affidata loro dalla scienza, si sono immedesimate con la scienza, e della loro pretesa di dire qualcosa a modo loro non è rimasto più nulla”.

    Proprio questo, secondo me, è il punto centrale: imparare a tornare ad ascoltare il verbo del reale senza interferire, liberi da preconcetti e barriere artificiali.

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    1. Ma il problema principale è appunto quello che fa notare Sermonti:”…che la scienza coincida con il mondo”. Non è così, è una pretesa a-scientifica e come tale non rende giustizia al metodo scientifico di indagine sul mondo. Inoltre chi usa la scienza in modo distorto per screditare e mettere a tacere l’avversario non è diverso da chi usava la religione per gli stessi scopi.

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      1. Bisogna prima di tutto trovarsi d’accordo su quel che si intende con la parola “scienza”. Per me scienza è quel che il filosofo e matematico russo P.D. Ouspenskij qualifica con tale termine in opere come “La quarta dimensione” o “Un nuovo modello dell’universo”. Se per scienza si intende invece il neodarwismo alla Jay Gould o “il grande disegno” di Hawking, che stanno alla sana scienza (la scienza che comprende la coscienza) come il neoliberismo sta alla sana economia allora ci muoviamo su territori molto diversi.

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  7. Che bel post per un tema interessante! mi viene in mente il concetto di Sincronicità di Jung, quel principio per me affascinante e a tratti contraddittorio dei nessi acasuali. Eventi apparentemente slegati – discordanti, ma che sono in realtà accumunati da uno stesso contenuto significativo, così potrebbe essere (o anche non essere) … per congruenze e incongruenze …

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  8. Bellissimo post! Non dico che non tutto può essere spiegato scientificamente, solo che il metodo strettamente scientifico, ora in uso, non permette di spiegare tutto. Non esiste il paranormale, ma solo il normale che non conosciamo… non esiste la metafisica, ma solo la fisica che non conosciamo (citazione dal mio prossimo romanzo). Come cercavo di spiegare nella mia teoria dei livelli, anche la scienza ufficiale dovrebbe cercare di salire di livello e di cercare una comprensione più ampia.

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  9. Sei stato chiarissimo! Ho una testimonianza di ciò che mirabilmente descrivi in questo tuo scritto Anche i fiori che vivono nel mio giardino sentono la congruenza del mio amore per loro Un caro saluto Adriana

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Soltanto l’idea…

Alaska Mountains by NASA Goddard Photo and Video is licensed under CC-BY 2.0

Non l’amore, ma i suoi dintorni valgono la pena…

La sublimazione dell’amore illumina i suoi fenomeni con maggiore chiarezza della stessa esperienza. Ci sono verginità di grande comprensione. Agire compensa ma confonde. Possedere significa essere posseduto e dunque perdersi. Soltanto l’idea raggiunge, senza sciuparsi, la conoscenza della realtà.

Tratto da Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, Feltrinelli

Il canto dell’ape regina

Il canto dell’ape regina – evento assai raro da ascoltare – sovrasta il ronzio delle api all’interno dell’alveare e si può nitidamente sentire anche fuori dall’arnia. Assomiglia ad una trombetta, dicono che suoni in sol diesis, quello che è certo è che sia un segnale per le api che la regina dà in particolari momenti. La regina canta per avvertire le api che è prossima la sciamatura, essa vuole essere certa che una nuova regina stia per nascere in modo da non lasciare orfane quelle che rimarranno nell’alveare. Ma canta anche al momento della nascita, perché nel caso ci siano altre api regine nate insieme a lei (le api sono solite allevare molte api regine contemporaneamente) può farsi individuare dalle sue rivali per sfidarle ad un duello mortale in cui solo una rimarrà la regina incontrastata dell’alveare.

Nel filmato sopra potrete individuare facilmente l’ape regina, perché oltre che più grande delle altre api era stata marchiata con il colore rosso dall’apicoltore. Il colore in questo caso indica l’anno di nascita 2013. Qui sopra potete vedere i colori convenzionali con cui vengono marchiate le regine dagli apicoltori, esso è un sistema utile sia per la vendita delle regine (chi le compra vuole essere sicuro di comprare una regina giovane), sia come memorandum per l’apicoltore stesso, che ritiene importante ricordare quanti anni ha una regina, dato che in media dopo 3 anni essa viene spontaneamente sostituita dalle api stesse a causa della perdita della fertilità che metterebbe a rischio la sopravvivenza dell’alveare.

Sciame

In questo breve video potete vedere uno sciame d’api che si sta depositando per formare il glomere.

A destra potete vedere il grappolo di api (glomere) che si sono appese ad un arbusto circondando la regina. Hanno appena lasciato l’alveare madre e si apprestano a trovare una cavità dove fare un nuovo nido. Questo significa che le api hanno allevato una nuova regina e la vecchia – dopo aver fatto il suo canto avvertendo le api che la sciamatura era prossima – ha spiccato il volo con alcune sue fedelissime (circa la metà delle api presenti nell’alveare)! In realtà il video me lo ha mandato la mia amica Saura il 24 aprile per chiedermi se potevo recuperare lo sciame che si era posato nel suo giardino. È andato il mio amico Gabriele perché io ero fuori città, il recupero è stato semplice. Si utilizza una piccola arnia in polistirolo, si va sotto il glomere e si scrollano le api dentro l’arnia chiudendo poi il coperchio ma lasciando aperta la porticina sul davanti. A questo punto se la regina è caduta dentro sarà proprio lei a richiamare le api emettendo un ferormone che le attira. Nel giro di una ventina di minuti assisteremo all’ordinata fila d’api che entrano velocemente nell’arnia pronte a costruire i favi necessari per immagazzinare il miele ma soprattutto per fare depositare alla regina le uova necessarie per portare rapidamente la famiglia ad un buon numero di api necessario per la raccolta di scorte per l’inverno. La natura sa sempre come andare avanti, a noi non resta che osservare meravigliati questo spettacolo.

San Giorgio

San Giorgio è considerato il patrono dei cavalieri, dei soldati, degli scout, degli schermitori, degli arcieri; inoltre è invocato contro la peste e la lebbra, e contro i serpenti velenosi. Le reliquie del santo si trovano in diversi luoghi del mondo: a Roma la chiesa di S. Giorgio al Velabro ne custodisce il cranio per volontà di papa Zaccaria.

Come nel caso di altri santi avvolti nella leggenda, così anche per san Giorgio si potrebbe concludere che la sua funzione storica è quella di ricordare al mondo una sola idea ma fondamentale, e cioè che il bene a lungo andare vince sempre sul male. La lotta contro il male è una dimensione sempre presente nella storia umana, ma questa battaglia non si vince da soli: san Giorgio uccide il drago perché è Dio che agisce in lui. Con Cristo il male che non avrà mai più l’ultima parola.

Tratto da San Giorgio, martire

Il gioco dell’oca del gas

Gas asse Russia e Algeria

Aprendo il link sopra potete leggere un articolo del 2006. Ecco un estratto: “Alla fine, quello che si temeva è accaduto: il colosso russo Gazprom e la compagnia petrolifera russa Lukoil hanno firmato due memorandum d’intesa con l’algerina Sonatrach. Gli accordi prevedono attività comuni per la produzione e il trattamento degli idrocarburi e l’ottimizzazione delle forniture. Russia e Algeria sono i principali fornitori di metano dell’Europa, e sono, rispettivamente, il primo e il quinto nel mondo. L’intesa era da tempo nell’aria e per l’Italia costituisce un elemento di rischio… il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone, ha marchiato l’intesa come «un evento sciagurato» che rischia di «strangolare l’Italia, che è sempre più soggetta a una vera e propria dittatura del gas». «Dovremo sempre più assistere a questi eventi per noi così sciagurati e negativi», ha aggiunto l’esponente della Rosa nel Pugno, «finché non faremo ciò che mi sto sforzando di dire: sottrarci alla dittatura del gas. Oggi in Italia il 62% della nostra energia viene dal gas e viene da due fornitori, Algeria e Russia, che, visto che sono furbi, si mettono d’accordo tra loro per strangolarci».”

Capito? Noi oggi siamo talmente furbi che per fare un dispetto (?!?!) alla Russia andiamo a comprare il gas dall’Algeria che è sua principale partner in affari già dal lontano 2006. E non è che le cose siano nel frattempo cambiate, visto che Gazprom sta lavorando con la società algerina Sonatrach per estrarre petrolio da 24 nuovi pozzi da qui al 2025 leggi qui : Petrolio, Gazprom e Sonatrach lavorano a nuove estrazioni in Algeria

Ecco un estratto dell’articolo: “La perforazione riguarderà 24 pozzi “e la costruzione di un’unità di trattamento per la produzione di gas naturale, condensato e GPL che sarà trasportato attraverso la rete di trasmissione esistente della società nazionale” ha comunicato la stessa azienda. Gazprom possiede il 49% contro il 51% di Sonatrach nella gestione esplorativa e di sfruttamento della regione di El Assel.”

Considerando che l’Algeria è fra i paesi che non hanno votato la risoluzione ONU contro la Russia c’è da chiedersi cosa mai è andato a fare Draghi in questo paese!?!?!? Davvero dobbiamo credere ancora che stanno cercando un alternativa al gas Russo? O piuttosto la guerra e le pseudo -sanzioni (che fanno male solo a chi le applica) sono un pretesto per accelerare una volta per tutte la cosiddetta “transizione energetica”, che sarà la definitiva devastazione dell’economia italiana e dei paesi periferici dell’UE? Perché è notizia di oggi che già Germania e Francia vogliono smarcarsi definitivamente da questo gioco suicida: Francia e Germania si smarcano da USA e NATO: non saremo cobelligeranti

E sinceramente fanno abbastanza ridere anche gli accordi con paesi africani tipo il Congo, perché qui l’impressione è che il gas in realtà lo venda la Cina (che di fatto ha colonizzato mezza Africa) la quale a sua volta lo acquista dalla Russia e vissero tutti felici e contenti tranne noi che siamo s-governati da cialtroni senza dignità che ci prendono in giro.

Per concludere: se per capire le cause di un evento bisogna seguire i soldi, a me sembra che qui sicuramente non ci sta rimettendo la Russia (il cambio rublo-dollaro è tornato al periodo pre-bellico), non ci sta rimettendo l’America che fa lauti affari con l’invio di armi (secondo voi chi pagherà il conto? Sono “doni” dell’Occidente all’Ucraina o pesantissimi debiti esteri da restituire con condizionamenti folli?) insieme ai paesi dell’UE e mira a potenziare l’export di petrolio, gas e grano verso l’Europa. Il popolo ucraino è certamente quello che vive sulla propria pelle la guerra e l’impoverimento, ma anche molti paesi europei cambieranno radicalmente in peggio le loro condizioni di vita. A noi non resta che continuare a chiudere gli occhi di fronte alle colossali bugie che ci stanno propinando o provare ad aprirli cercando una via di uscita. Questo cambiamento che vogliono imporci non è accettabile, le motivazioni sono palesemente false. La consapevolezza dei cittadini è la prima arma per portare i partiti ad un parziale ravvedimento, così come sta succedendo in Germania e in Francia. Se vogliamo che la guerra finisca dobbiamo innanzitutto fare argine contro gli interessi colossali di tutti gli attori in gioco, non basta accusare la Russia, qui la questione è assai più complessa (o forse più semplice!) e la politica deve essere messa di fronte alle proprie responsabilità.

Maestro della musica (Ennio Morricone)

Post di Stefano

Sinceramente sarei andato volentieri al cinema ma non ho il green cazz e quando sono riuscito a scaricare il film, me lo sono finalmente gustato. Sto parlando dell’ultimo film/documentario di Giuseppe Tornatore intitolato “Ennio”, dedicato alla vita dell’immenso musicista Ennio Morricone, da poco scomparso. A mio parere, si tratta di un compositore a livelli massimi, del calibro di Mozart o di Beethoven di cui si parlerà e, soprattutto, se ne ascolterà la musica nei prossimi secoli.
Il documentario lo descrive come un uomo timido e riservato, quasi privo di ogni ego, pronto a rimettersi in discussione ogni volta, a ripensarci, a lasciarsi convincere dopo un precipitoso rifiuto. Questa è ovviamente l’idea che ne ha il regista, io non l’ho conosciuto personalmente quindi non posso che accettarne il parere. La conferma però viene dalla quasi totale assenza del musicista dalla scena televisiva, le rare interviste o comparse vengono quasi estorte “tirandolo per la giacca”. Anche qui, pur percependo che non amava apparire, non aveva neanche l’ego dell’antidivo e alla fine si lasciava convincere.
Io l’ho visto ed ascoltato la sua musica due volte dal vivo al palazzettone dello sport di Pesaro, dove ha diretto una orchestra di 100 elementi, più un coro di altri 100 elementi, in tutto 200 persone sul palco. Ricordo la potenza del coro che emanava una vibrazione, una pressione, capace di far crescere la mia pelle d’oca a livelli parossistici. Quello che ho provato in entrambi i casi è stata una overdose di sensazioni e di emozioni, quasi un disagio, data la mia ipersensibilità verso l’arte musicale.
L’impressione che trasmette il documentario è quella di un uomo che vive l’intera vita nel tentativo di espiare la “colpa”, trasmessagli dal suo professore di musica e vissuta come una specie di prostituzione, di scrivere musica per il cinema. Per me niente di tutto questo, la musica è musica, lui aveva semplicemente bisogno di ISPIRAZIONE: prima agiva nella sua parte razionale componendo una piccola serie di note, un tema principale, neutro, poi da lì partiva ed affidava alla sua parte intuitiva ed emozionale lo sviluppo della sinfonia, delle melodie, delle risposte, dell’orchestrazione, dell’arrangiamento. Per fare questo aveva bisogno di vivere dentro di sé le emozioni che il film doveva poi trasmettere al pubblico. Era necessario, inoltre e per questo, il colloquio e l’amicizia che sviluppava con il regista di turno. A quel punto per lo spettatore c’è non solo un film da vedere, ma un intero contesto sensoriale in cui poter immergersi, trasportati dal fiume di emozioni che solo la musica del Maestro sa trasmettere.
Ricordo la scena del duello nel film “Per qualche dollaro in più”: lenta, troppo lenta anche per gli standard degli anni ‘60, estremamente descrittiva dei volti dei protagonisti, volendo anche noiosa per il suono del carillon che rallentava in maniera troppo esasperata in attesa del suo arresto, fino ad amplificare all’improvviso la tensione nello spettatore con l’ingresso prima di una chitarra percussiva, poi dell’organo da chiesa che esegue enfaticamente il tema principale ed infine dei fiati che regalano l’armonia. La tensione, portata all’estremo, resta sospesa al carillon, finalmente in procinto di fermarsi. Non ci si addormenta per la scena noiosa, ma, anzi, il cuore batte all’impazzata e la “colpa” è della Musica. Di esempi ne potrei portare altri mille, ma insomma, un bel film musicato da Morricone non resta un semplice film, diventa un capolavoro. Ci sono stati anche film mediocri diventati piacevoli per il merito del Maestro.
La musica di Morricone si ascolta anche e soprattutto da sola, senza il film, perché è sempre sperimentale, sempre originale ed innovativa, anche se contiene una specie di “marchio di fabbrica”: io che lo conosco bene, dopo un minuto capisco che si tratta di Lui.
Beh… che dire: il mondo ha perso una quantità enorme di musica perfetta, dal momento in cui se ne è andato in poi, vista la capacità produttiva che aveva e la sua incapacità di riposarsi o di pensionarsi.
Ho un rimpianto, una follia. Per anni ho avuto un sogno ed ho cercato ogni strada per lanciare la mia proposta. Ero quasi riuscito ad ottenere un contatto con Mogol, ma ormai è tardi. Pensate che matto sono: volevo proporre ad uno dei due di mettersi insieme per comporre un Inno Italiano BELLO, al posto di quella marcetta…

Sant’Agostino, il tempo e l’Eternità

Non si può propriamente dire che i tempi siano tre:

passato, presente, futuro.

Sarebbe più proprio dire:

il presente del passato,

il presente del presente,

il presente del futuro.

Essi sono tutti e tre nell’anima.

Il presente del passato è la memoria.

Il presente del presente è la visione.

Il presente del futuro è l’attesa.

Nel libro le Confessioni Agostino relativamente alla suo modo di concepire il tempo dice:

«Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so».

Agostino conclude poi che il tempo è in realtà una dimensione dell’anima:

<<È in te, spirito mio, che misuro il tempo.>>

Qui la coscienza umana si dilata sino ad abbracciare nel presente la dimensione del passato e del futuro, il soggetto raccoglie in unità le esperienze altrimenti disperse nel tempo, il quale si traduce quindi in una relazione tra le cose.

La dimensione temporale è perciò per Agostino una dimensione soggettiva e compito dell’essere umano è puntare a trascendere questa dimensione puntando all’unione con Dio, l’Eterno:

«Il tempo è perciò il luogo della perdizione, ma anche della salvezza, perché in esso l’uomo decide se attaccarsi ai beni di questo mondo o servirsene per elevarsi a Dio»

Gianni Rodari

Un grande maestro della fantasia, indimenticabile la sua capacità di insegnare “divertendo” qualsiasi argomento, anche i più difficili! Ho dedicato a lui numerosi post pubblicando alcune delle sue più belle filastrocche, qui voglio ricordarlo ancora una volta nel giorno dell’anniversario della sua morte, così vicino alla Pasqua di resurrezione: aiutaci dal cielo a non dimenticare la bellezza dell’essere bambini, perché solo così è possibile che dopo ogni sofferenza – che attraversi l’individuo o il mondo intero poco importa- l’umanità abbia sempre la forza di ri-sorgere!

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